Oliverio batte tutti, tranne il partito degli astenuti

Vittoria stra-annunciata, quella di Mario Oliverio, che ha abbondantemente superato la maggioranza assoluta (attestandosi oltre il 60% delle preferenze) di meno della metà dei aventi diritti al voto. Perché il vero dato, che ancora lascia qualcuno stupito, è l’astensionismo: oltre il 55%. Ma queste non sono le prime, né le seconde consultazioni elettorali in cui vince – stravince – il partito di chi ha disertato le urne. Scriveva provocatoriamente un amico, nella lunga notte dello spoglio “se chi non è andato a votare avesse designato un presidente l’avrebbe fatto entrare con preferenze bulgare”. E se non cambierà il odo di intendere la politica, non sarà neppure l’ultima volta in cui la democrazia sarà esercitata ai minimi storici.

oliverio votaCome ogni diritto, anche quello di non andare a votare porta con sé la possibilità, sacrosanta, di non esercitarlo. Poco importa che si decida di non entrare nel seggio perché non ci sente rappresentati dai candidati, o perché al politico di riferimento non è stato consentito di candidarsi, o perché non ci sente parte di un sistema Stato che nega altri diritti, ugualmente importanti. Importa che anche chi non ha votato sarà governato dalla coalizione di centro sinistra che ha sbancato il botteghino.

Ora è corsa ai voti, alle ripartizioni, ai riconteggi, ai “cu chianau”. Ma intanto la Calabria ha incoronato il super Mario di San Giovanni in Fiore. E questo è l’unico, vero, incontestabile dato. Lasciamo agli analisti della prima e dell’ultima ora i commenti che si intrecceranno tra delusi e contenti. E al nuovo governatore l’onere, oltre che l’onore, di raccogliere i cocci di questa nostra Calabria.

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