Non so cosa possa generare questo orrore, ma so che nessuno di noi lo può accettare

di Anna Rita Leonardi – 

Molte coltellate per uccidere l’ex moglie e una scritta sul proprio profilo Facebook – rimossa il 1 dicembre – per gli investigatori ancora non chiara, che annuncia la morte della donna: “Sei morta troia”. È l’omicidio che si è consumato domenica sera a Postiglione (Salerno) nell’abitazione di Maria D’Antonio, 34 anni, uccisa dall’ex marito, Cosimo Pagnani, 32 anni, con diversi fendenti durante una lite scoppiata per motivi che – stando agli elementi raccolti finora dai Carabinieri – dovrebbero riguardare la sfera strettamente familiare.

Non so se l’orrore a cui stiamo assistendo, ormai quotidianamente, sia frutto di un degrado sociale o di un qualcosa di diverso.
Non so se è normale il senso di disgusto e rabbia che provo ogni volta che guardo un tg o leggo un giornale.
Non so se è giusto chiedersi quale mostro l’essere umano stia diventando.
Non lo so, davvero. Quello che so è che non riesco a comprendere e ad accettare che un uomo, un marito, decida di uccidere la madre dei propri figli e lo annunci, qualche ora prima, su Facebook.

pagani FBE, badate bene, qui non si tratta di disperazione, angoscia, raptus di follia. Basta con queste maledette attenuanti, non ne possiamo più. Non esistono i “ma forse” giustificativi, che servono a farci sembrare più normale qualcosa che di normale non ha nulla.
Qui c’è un assassino, un mostro schifoso che, come nei più terribili incubi notturni, si arma per porre fine alla vita delle donna che non lo voleva più. Non lo fa preso da rabbia, lo fa per punirla e per essere vincitore; davanti al mondo, davanti a se stesso. Davanti ai suoi “amici virtuali”. Si, davanti a quelle persone che da ore frequentano la sua bacheca e riempiono di “mi piace” quella frase, la sua firma: “Sei morta troia”. Come a dire “bravo hai fatto bene”, “così si fa, ti stimo”, “giustizia è fatta”.

Non cerchiamo comprensione o giustificazione alcuna, è questa la verità: la nostra società è composta anche da chi, un atto del genere, non sono lo giustifica ma lo condivide pure. L’onore, la tutela della propria persona, davanti a tutto e tutti, a qualunque costo. Nessuna mediazione, nessuna pacificazione, nessuna giustizia: la giustizia è privata e personale, è autodidatta, è “fai da te”.

Non ci sarà nessuna legge che potrà salvare questa società dal baratro in cui sta finendo, a meno che non si cominci davvero ad attuare un percorso, sociale e culturale, che ridia vita e speranza al nostro Paese.