A 16 giorni dal voto Oliverio proclamato presidente. Wanda Ferro fuori dal consiglio regionale: «Farò ricorso»

A 16 giorni di distanza dalle elezioni regionali, ora si può dire anche in modo ufficiale che Mario Oliverio è il nuovo presidente della Regione Calabria. Wanda Ferro, la candidata alla presidenza di una parte del centrodestra (Forza Italia, FdI e Cdl), arrivata seconda, è invece – almeno per ora – formalmente fuori dal consiglio regionale. La proclamazione di Mario Oliverio, del Pd, trionfatore delle elezioni con la sua maggioranza di centrosinistra che ha abbondantemente superato quota 60 per cento, è stata fatta dall’ufficio centrale circoscrizionale della Corte d’Appello di Catanzaro. La comunicazione ufficiale è stata fatta dal Collegio presieduto da Fabrizio Cosentino e composto da Giancarlo Bravin e Antonio Saraco.

Wanda Ferro e Mario Oliverio
Wanda Ferro e Mario Oliverio

All’ufficio elettorale centrale presso la Corte d’appello di Catanzaro, infatti, sono pervenuti gli estratti dei verbali degli scrutini delle circoscrizioni Nord e Centro, mentre quelli della circoscrizione Sud sono arrivati oggi da Reggio Calabria, consentendo così la proclamazione. Il neogovernatore potrebbe prendere le consegne già domani o al massimo giovedì. Oliverio si metterà subito a lavoro per modificare lo Statuto, come annunciato nei giorni scorsi, e per attivare un percorso virtuoso nella gestione dei fondi comunitari.

L’esclusione Wanda Ferro – L’ex presidente della Provincia di Catanzaro è pronta a presentare ricorso contro la sua esclusione. Per la Ferro, i 200mila calabresi che hanno votato per lei hanno un diritto ‘costituzionale’ a vedersi rappresentati da lei, la prima degli sconfitti. “Presenteremo ricorso al Tar – ha dichiarato la Ferro all’Agi – per rispetto verso i nostri elettori e per far valere le nostre ragioni, che del resto avevamo già esposto nella memoria presentata alla Corte d’Apello e che evidentemente non è stata tenuta in considerazione. Sono amareggiata, perché la Calabria è l’unica regione d’Italia in cui la legge è stata interpretata in maniera tale da escludere il miglior candidato presidente perdente”.