Reggio, un albero sul Lungomare per ricordare il sacrificio del capitano De Grazia

da Legambiente Reggio Calabria – 

“Ecco, allora, io me lo immagino sulla spiaggia, ad ascoltare anche lui il canto di quella balena perduta. (…) è un Uomo Che Cerca. E non importa se è morto prima di trovare. Gli uomini che cercano, finché continuiamo a farci le loro domande, non muoiono mai”. È con queste parole, tratte dal libro “Navi a perdere” di Carlo Lucarelli, che il Circolo Legambiente Reggio Calabria ha voluto ricordare ieri la figura di Natale De Grazia, alla vigilia del 19esimo della drammatica scomparsa. Una morte quella del capitano di fregata avvenuta in circostanze misteriose nella notte a cavallo tra il 12 e il 13 dicembre 1995, nel pieno delle indagini della procura dello Stretto sui traffici di scorie lungo la direttrice Nord-Sud, affidate proprio all’ufficiale della Capitaneria reggina.

Piantumazione _ginepro_12_12_2014 (5)
Una fase della piantumazione dell’albero dedicato al capitano Natale De Grazia

A raccontare dell’impegno di De Grazia davanti agli studenti del Piria è toccato a Nuccio Barillà, della segreteria nazionale del Cigno Verde, il primo a denunciare insieme a Enrico Fontana nel lontano 1994 l’intrigo radioattivo in atto, con gli intombamenti in Aspromonte e le navi dei veleni affondate lungo la costa calabrese. Una scelta non casuale quella dell’Istituto, oggetto recentemente di una inquietante intimidazione. Una scuola in prima linea nella difesa del territorio quella guidata dal dirigente Ugo Neri: i ragazzi insieme agli attivisti dell’associazione ambientalista hanno deciso di adottare un angolo della via Marina, la Pineta D’Africa e le Mura Greche, ripulito dai rifiuti e restituito alla città in tutta la sua bellezza.

“De Grazia è un esempio – ha detto Barillà – era cordiale ma rigorosissimo, un amante del mare e della bellezza, un uomo normale ma al tempo stesso straordinario per l’alto senso del dovere, un eroe della lotta alle ecomafie, una bussola che ancora oggi ci guida”. Lo storico ambientalista reggino ha poi voluto sottolineare il debito che la città di Reggio, a distanza di un ventennio, non ha ancora saldato: da tempo il Lungomare di Amantea è intitolato a De Grazia, che nel febbraio scorso è diventato simbolicamente cittadino onorario di La Spezia, mentre nella sua città natale nulla lo ricorda. è infatti rimasta lettera morta la delibera del consiglio comunale del 2009, nata proprio su impulso di Legambiente, che tra l’altro impegna l’amministrazione a dedicare alla memoria del capitano il Lungomare di Gallico e un concorso sul tema della cultura del mare, dell’ambiente e della legalità rivolto alle scuole. Un impegno sul quale ha voluto esprimersi il neo sindaco Giuseppe Falcomatà, intervenuto insieme al presidente dell’assise cittadina Demetrio Delfino, che ha rinnovato la promessa di dare seguito alle proposte di Legambiente, dando il via a una stagione di rinnovamento nel solco del recupero della memoria, in nome della bellezza della città.

Alla presenza del comandante del Corpo Forestale Giorgio Borrelli, di alcuni familiari e del capitano Demetrio Raffa, collega e amico dell’ufficiale reggino, e dei dirigenti locali del Cigno Verde si è svolta poi una toccante cerimonia sul Lungomare dello Stretto, coordinata dal presidente del circolo di Legambiente Nicoletta Palladino, con la messa a dimora un albero e di una targa in memoria di Natale De Grazia. Un albero di ginepro, una pianta che nell’immaginario antico simboleggiava la difesa dal nemico, l’allontanare un pericolo.

Piria_sala_ricordo_De_Grazia_12_12_2014 (5)
L’intervento di Nuccio Barillà (accanto a lui Falcomatà e Neri)

Quella di oggi non è stata solo una rassegnata cerimonia, ma anche l’occasione per rilanciare la sfida della giustizia. Come sempre, è Legambiente a tracciare la rotta: nel ricordare l’importanza dei nuovi elementi emersi nel corso dei lavori dell’ultima Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e dei filoni d’indagine sulle navi dei veleni che saranno al centro della nuova Commissione, il dirigente ambientalista ha chiamato in causa la magistratura reggina, invitando il procuratore Federico Cafiero De Raho a istituire un pool dedicato alle ecomafie, “per riaprire le indagini sulla morte del capitano De Grazia e scavare a fondo sui misfatti compiuti nelle terre dei fuochi calabresi”. Ultimo ma non per importanza, l’urgenza impellente di introdurre i reati ambientali nel codice penale. Una falla legislativa che rischia di rendere vana la morte di uomini di valore come Natale De Grazia.