Quei 41 anni che non arriveranno mai. Ciao Gianluca

di Paola Bottero – 

gianluca-congiustaQuarantun’anni. A 41 anni un uomo è nel pieno della vita, ha acquisito la consapevolezza e il giusto modo di affrontare la quotidianità, sa dare alle cose e alle persone il peso che in età più giovane sfugge, a volte. A 41 anni un uomo è spesso padre, e festeggia il suo compleanno in famiglia, con gli amici più intimi, stringendosi e facendosi stringere dagli affetti.

Gianluca li avrebbe compiuti oggi, i suoi 41 anni. Ma il suo ultimo compleanno aveva solo trentuno candeline. Pochi mesi dopo, il 24 maggio 2005, un proiettile ha fermato la sua corsa su quel maggiolino giallo che è diventato il simbolo della lotta per la verità e la giustizia che il padre Mario, la madre Donatella e le sorelle Roberta e Alessandra stanno combattendo da quasi dieci anni.

Non riesco, oggi, a fare a meno di pensare a quel sorriso che sarà negli occhi di ha amato e ama Gianluca Congiusta passando solo dal cuore, dovendo rinunciare ai sensi che restituiscono il vuoto della sua assenza. Si accavallano immagini: quelle di un ragazzo già uomo, quelle delle cronache giudiziarie, quelle del processo che va avanti oltre i tre riti classici, quelle di chi non si arrende, anche se avrebbe tutte le ragioni per farlo. Le più recenti portano la data del 15 dicembre, giorno dell’ultima udienza del processo Congiusta bis, ed hanno una faccia. Pinazza, lo chiamava Luca. Un amico? No. Un fratello. Che con poche parole ferme, con la trasparenza e la forza della verità ha riassunto la bellezza di Gianluca rispondendo alle domande in aula. Come lui tutti gli altri. Tutti lo hanno raccontato per quello che era: un ragazzo, un uomo, un imprenditore, un punto di riferimento sempre disponibile, sempre sorridente.

Qualcuno mi dice che le parole sono il mio strumento di lavoro. Parole che vengono meno in giorni come questo, che ricordano tanti altri giorni simili – penso a Francesco e a Lea, ad esempio: Francesco che manca alla vita da cinque anni, Lea che ieri ha avuto almeno giustizia, con la conferma in terzo grado delle condanne ai suoi assassini. Parole che rimangono congelate in attesa di risposte. Parole che non riusciranno mai a rappresentare il turbine di sentimenti che travolge ogni razionalità.
Oggi Luca avrebbe compiuto 41 anni. Oggi non abbiamo altro da fare che stringerci intorno a Mario, Dona, Ro, Ale e alle tantissime persone che gli vogliono e gli vorranno bene per sempre. Perché una pallottola non potrà mai fermare o cancellare la bellezza di un animo puro come il suo.

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