Cronaca di un link annunciato. Lunedì 19 gennaio #Pinocchio approda sullo Stretto

di Josephine Condemi – 

— Ma dov’è questa spiaggia benedetta? — domandò il vecchietto, diventando sempre più inquieto, e appuntando gli occhi, come fanno i sarti quando infilano l’ago. — Eccomi qui, che guardo da tutte le parti e non vedo altro che cielo e mare.
— Ma io vedo anche la spiaggia — disse il burattino. — Per vostra regola io sono come i gatti: ci vedo meglio di notte che di giorno. —

[Carlo Collodi, Le Avventure di Pinocchio, capitolo XXXVI]

Scrivo quest’articolo in piena crisi da superfetazione della sfera simbolica. Succede quando hai troppo da dire, e ogni cosa ti sembra rimandare ad un’altra cosa. Quando i flussi informativi si incrociano così tanto che ogni spunto, avendone troppi, ti sembra superfluo. Non so se succeda così anche a voi, quando c’è da raccontare il nostro territorio, e da raccontarsi. Tanto, troppo, che non sai da dove iniziare. E ti sembra tutto una banalità, già visto, già sentito, ridondante. Ma da qualche parte bisogna (ri)cominciare, a guardare. Sempre.

pinocchioTwLetteratura è un modo per guardare. Per svelare rivelando. Per mettere in relazione e incrociare reti online e offline. Per immaginare mondi altri, partendo da un testo letterario, e condividerli.
«Immaginate che Pinocchio e Geppetto nuotino dallo Stretto verso la riva. Cosa vedono?» chiedo. «La spazzatura che esce dai bidoni», mi risponde un bambino, e ci facciamo una risata.

Lunedì 19 gennaio l’ennesima follia: riscrivere su Twitter la prima parte del 36° capitolo de Le Avventure di Pinocchio ambientandola sullo Stretto di Messina. Da dove tutto, forse, è partito.
Novembre 2013. Di link in link, mi imbatto nel sito di quest’associazione informale di persone che commentano in 140 caratteri i libri con un calendario condiviso. In quel periodo, era il turno de “Le città invisibili” di Italo Calvino, su base regionale. Al Sud toccava l’ultima parte, quella più problematica, quella della chiosa di sempre: “Trovare ciò che inferno non è, e farlo durare, e dargli spazio”. Calvino, l’autore di “Cibernetica e Fantasmi” riscritto sui social. Troppo ghiotta l’occasione. Non nutro particolari speranze sulla partecipazione calabra, ma ci faccio un post, e chiedo a TwLetteratura se sia possibile avviare una riflessione su invisibilità e frontiere: nasce #Invisibili/Sud. In mente, lo Stretto e le analogie e differenze con la Liguria. Mentre riscriviamo, leggo che cercano classi per la riscrittura de “I Promessi Sposi”. Lo propongo alla preside del mio ex-liceo, il “Leonardo Da Vinci”. Quattro insegnanti decidono di lanciarsi, e nasce #TwSposi/Meta. Cinguettando con le due classi di Gioiosa Marea e Lucia Mondella, pensiamo di riscrivere l’Addio ai Monti in versione Stretto di Messina: il gioco diventa contagioso e tutti i personaggi si divertono a riflettere sull’emigrazione contemporanea. Quando mi incontrano i ragazzi a fine anno mi citano a memoria brani del romanzo.
A maggio la festa al Salone del Libro di Torino in cui, grazie ad Ossi di Seppia e Sabbiarossa Edizioni, sbarchiamo allo stand della regione Calabria, intrecciando una promettente sinergia con il Sistema bibliotecario Vibonese. Si parla di una riscrittura a partire da Alvaro, riusciamo a concretizzare al Tropea Festival un esperimento su #UnPaese. Ed è già novembre. Tempo di ripartire. #TwPinocchio. L’Istituto Comprensivo “Falcomatà-Archi” promuove il protocollo Kaleidoscopio con cui mette in rete la scuola con l’Istituto Comprensivo “San Sperato-Cardeto” e il Liceo Scientifico “L. Da Vinci”… si può fare qualcosa insieme? Immagino una grande sala in cui, a gruppi, i più grandi scambiano con i più piccoli idee sul romanzo. Un laboratorio peer-to-peer. Anzi, una serie di laboratori, un percorso inedito di continuità didattica.
In Italia, a quanto pare, siamo gli unici. Aderiscono 14 classi del “Falcomatà”, due classi del “San Sperato” e, nonostante il testo di Collodi non sia curriculare, continuano l’avventura due terze del “Da Vinci”. La terza media di Archi vince il premio come miglior tweet d’Italia. Poche settimane fa, il “solito” cinguettio di Maria Ilenia, da Gioiosa Marea. Quest’anno che si fa? Quest’anno si nuota. «Ma lo sai che da noi c’è una tonnara? Potremmo giocare sulle reti» «E da noi c’è il pescespada, che le taglia, le reti, e ha il naso lungo come Pinocchio» «Devo chiedere ai bambini»…

Se quest’articolo fosse un’espressione aritmetica, sarebbe pieno di parentesi. Se fosse una funzione algebrica, di punti di discontinuità e di asintoti. Di salti, da link in link. Succede, quando una storia si vive e si racconta insieme. E si prova a scriverla.