L’etica? Tutta una questione di carattere. A partire dall’Arcea

di Gabriel J. Greco – 

Non è possibile o non è facile mutare col ragionamento ciò che da molto tempo si è impresso nel carattere.

Aristotele [Etica Nicomachea, 350 a.C.]

etica [è-ti-ca] s.f. (non com. pl. -che)

filos. Ricerca di ciò che è bene per l’uomo, di ciò che è giusto fare o non fare SIN morale; estens. modo di comportarsi in base a ciò che ciascuno ritiene sia la cosa più giusta || e. professionale, coscienziosità, scrupolosità nel lavoro unite, spec. in alcune professioni, alla riservatezza SIN deontologia

Di fine gennaio la notizia che mi ha spinto a citare le poche righe di cui sopra. Leggendo la notizia cercavo, facendo una gran fatica a trovarla, qualcosa a che vedere con l’etica. Questo sostantivo così carico di significato si univa a un’altra parola, per me altrettanto carica di significati, per dare il nome alla società guidata da Pasqualino Ruberto, la Fondazione Calabria Etica, appunto, ente in house della Regione, che è salita agli onori della cronaca perché ha messo sotto contratto 251 persone nei giorni precedenti le regionali del 23 novembre 2014. Per un costo di quattro milioni di euro, come sottolineato e spiegato da Bellantoni. Una campagna di assunzioni che mi è saltata agli occhi mentre leggevo altri documenti, sempre usciti da una partecipata regionale, che sembrava una fotocopia in piccolo di un grande business. E del resto si è consumato nei medesimi tempi preelettorali.

So (dovrei sapere) cosa è l’etica. Hanno cercato di spigarmelo fin dal ginnasio. Ed ho continuato a cercarla in ogni lettura, fino a quando sono stato studente. In ogni azione e in ogni decisione, da quando sono nel mondo del lavoro. Ma mi rendo conto della difficoltà reale di comprendere. Come ci spiegava Aristotele più di due millenni fa, se il carattere nega l’etica, è difficile cercarla con la logica o con il ragionamento.
E forse il vulnus è proprio questo: è tutta una questione di carattere.

Ma tornando ai documenti. Fuori da Calabria Etica (non sono tra i 251 unti dal signore), dentro l’Arcea, Agenzia Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura. Lo so, molti di voi non l’hanno mai sentita nominare. Ma molti altri, fidatevi, la conoscono benissimo. Come si può dedurre dal sito ufficiale, l’Arcea svolge le funzioni di organismo pagatore per la Regione Calabria degli aiuti derivanti dalla politica agricola comune, dagli interventi sul mercato e sulle strutture del settore agricolo finanziato e/o cofinanziato dai due Fondi FEAGA e FEASR. Per la gestione delle spese relative al suo funzionamento (stipendi, utenze, forniture di beni e servizi) l’Ente viene finanziato annualmente con un contributo regionale e gode di autonomia rispetto alla gestione di tale contributo.

Operativa dal 2010, per alcuni è tutt’altro che un carrozzone della Regione Calabria, perché svolge un ruolo vitale per tutto il comparto agricolo calabrese. Ma. Perché quando si racconta qualcosa di Calabria ci deve essere sempre un ma.

spending_reviewAttualmente guida l’Agenzia Maurizio Nicolai: dopo poco più di un anno da Commissario Straordinario è stato nominato direttore generale a ottobre [Decreto Pres. Regione 09/10/2014, nr 103, Nomina del Direttore dell’Arcea – Selezione per manifestazione d’interesse di cui all’Avviso pubblico, Allegato A, alla D.G.R. 08/04/2014, nr 115]. Evidentemente la giunta Scopelliti voleva andarsene cancellando quanti più commissariamenti possibili. Ed ha tutto il suo gran bel da fare, il nuovo dg. Basta dare un’occhiata all’elenco (o dovrei chiamarla pubblicazione?) degli ultimi decreti, tra proroga di termini per la selezione di figure di supporto che evidentemente non possono essere trovate nei 369 nomi della short list cui attingere collaborazioni di varia natura e titolo. Sono una quarantina, i dipendenti interni. Evidentemente non bastano. A parte la ricerca prorogata al 26 febbraio (non spingete, che c’è posto) per la selezione di due figure figure che affiancheranno un esperto giuridico-amministrativo, incarico affidato per un anno ad una – si mormora, ma sono sicuramente illazioni, gelosie dell’ultimora: si sa come vanno queste cose – stretta collaboratrice personale del direttore, che lo avrebbe supportato fin dal suo insediamento da Commissario. A parte questa nuova ricerca, in molti ricordano che a ottobre, sempre in piena campagna elettorale, sono stati attribuiti 36 incarichi di collaborazione. Quasi uno per dipendente, insomma. Per carità, hanno lavorato solo 3 mesi, con contratti di collaborazione coordinata e continuativa per lo svolgimento di attività di controllo [art. 12, LR 24/2002 come modificato da LR 20/2014 e Convenzione ARCEA/Autorità di Gestione del PSR 2014/2020]. Ma i soliti malpensanti sussurrano che in mezzo a questi 36 collaboratori fossero ben riconoscibili fidanzate, mogli, fratelli di dipendenti, addirittura una sorella gemella.

A chi avrebbe fatto notare che forse, in un periodi di crisi in cui persino il neo Presidente della Repubblica sorride da una sobria e spartana Panda grigia, sarebbe il caso di contenere le spese, soprattutto quando queste non portano visibili migliorie alla gestione del baraccone – ops, dell’agenzia, la Direzione rimanderebbe formalmente a quella novità introdotta con le integrazioni alla L.R. n. 24/2002. Si tratta, nello specifico, dell’art. 4 LR 16/10/14, nr 20, che recita tra l’altro: “L’ARCEA svolge, in attuazione delle funzioni di cui ai commi 1 e 1 bis, tutte le attività ispettive e di controllo propedeutiche e successive all’erogazione degli aiuti comunitari, nazionali e regionali. A tal fine, fermi restando i vincoli di equilibrio finanziario del bilancio di funzionamento dell’Agenzia, non trovano applicazione eventuali limiti alla destinazione della spesa”.

Anche la spending review può avere dei limiti, a quanto pare. Etici e caratteriali.
Ma ho come idea che continuerò a cercare: pare che il mese di ottobre, in Calabria, abbia prodotte molte vendemmie.