Genesiquattrouno: Caino e Abele a teatro, a Villa S. Giovanni. Il 23 e 24 maggio

da Teatro Primo —
Non raccogliere le stelle per portarle sopra al monte
Sopra al monte non c’è luce, non c’è luce e tutto tace
Sto cercando mio fratello che l’ho perso e non ho pace
Stai attento a quel che cerchi che altrimenti ti dispiace

Due uomini si risvegliano dentro un cerchio di frutta.
Lo stesso luogo che hanno eletto, nell’infanzia, oasi d’avventura per sentirsi al riparo dal mondo.
Sono molto diversi tra loro. Il Primo è impaurito, spaesato e stenta a riconoscere sia il luogo sia l’altro. Il Secondo invece, a proprio agio, continua a cercare la complicità del primo. Fa dei versi strani, gli si avvicina con sguardo severo, poi ride, lo invita a giocare con lui.
L’altro sembra non capire, appare timoroso e più volte rifiuta quegli inviti a varcare la circonferenza per terra, ma il Secondo non demorde, s’inventa un altro gioco e ci prova ancora e ancora. Non parlano. Il Primo si fa capire con un codice di gesti e suoni affinato nell’infanzia.

FOTO genesiquattrouno 2Il Secondo lentamente sembra ricordare, a poco a poco la diffidenza iniziale cede il passo al riconoscimento di sangue e i due confermano il loro affetto nella tana dell’infanzia che ha sancito la loro alleanza. Sono due bambini. Si rincorrono, scherzano, ridono. Si vogliono bene, sono fratelli. Sembra quasi che tutto sia tornato come prima. Come quando da piccoli cercavano di stabilire un contatto con quel Dio sconosciuto cui dedicavano le preghiere da loro inventate, quello stesso Dio cui hanno imparato a donare la parte migliore del proprio lavoro, di loro stessi. Ma anche se i due hanno ritrovato il linguaggio comune e ripristinato l’equilibrio del passato, non accenna a scomparire, in questo tempo rarefatto, una strana luce che offusca i loro sguardi. Un riverbero che nessuno dei due ha mai colto prima negli occhi dell’altro. Il Secondo continua a invitarlo a uscire, ma l’altro gli rimanda la paura di varcare il confine di rami per terra.
Forse, quei momenti in cui bastava un semplice cenno del capo per iniziare chissà quali avventure sono terminati. Forse, quel respiro comune che hanno condiviso dopo una corsa in montagna ha ceduto il passo a un sospetto che li fa essere guardinghi tra loro come non lo sono mai stati.
Si avverte un mistero pericoloso tra i due che in un modo o nell’altro dovrà essere rivelato. Spetterà al minore, farsi comandante del macabro “svelamento”. Sarà lui che, con astuzia, continuerà a stanare l’altro fratello dal buio della sua vergogna. Lui che lo costringerà a prendere coscienza del fratricidio che ha da poco compiuto. E saranno tanti gli interrogativi che prenderanno corpo nei ricordi del maggiore. Perché non ha saputo cogliere dal rifiuto dei doni presentati al loro Dio un prezioso insegnamento, perché ne ha distorto le parole d’amore abbattendo la sua ira sul fratello minore, come ha potuto trasformare quella tana segreta, che da piccoli aveva sancito un’alleanza di vita, in una camera di morte?
I due uomini si dirigono lentamente verso quella separazione che ha cambiato per sempre la vita di entrambi, in quella giornata di odio, in quella giornata d’amore.

Gaetano Bruno, dopo il diploma conseguito al Teatro Biondo di Palermo, ha collaborato per anni con la  compagnia di Emma Dante, partecipando a numerosi spettacoli. Tra i quali ricordiamo Carnezzeria, La scimia e, con una straordinaria prova d’attore solista, Il festino. Al cinema ha lavorato con importanti registi come Paolo Sorrentino (Le conseguenze dell’amore), Giuseppe Tornatore (Baaria), Michele Placido (Vallanzasca), Giuseppe Capotondi (La doppia ora), Francesca Comencini (Lo spazio bianco), Stefano Incerti (Gorbaciof).

Francesco Villano (dopo la formazione con artisti come Ronconi, Jan Fabre e Marisa Fabbri) ha lavorato in tv con registi come Alberto Negrin, De Capitani e Vittorio Gassmann e in teatro con Lorenzo Salveti, Emma Dante ( Medea), Pier Paolo Sepe, Carmelo Rifici.

GENESIQUATTROUNO
Liberamente ispirato alla vicenda di Caino e Abele
testo e musiche di Gaetano Bruno
Diretto e interpretato da Gaetano Bruno e Francesco Villano
Teatro Primo – Villa San Giovanni (Rc)
Sabato 23 Maggio ore 21:00 – Apertura Sala ore 20:00
Domenica 24 Maggio ore 18:15 – Apertura Sala ore 17:30
Ingresso: € 12,00 – Ridotto (under 24): € 8,00