Il sindaco, lo schiaffo e la disinformazione

di Gabriel J. Greco —

Lo confesso 1. Ci sono cascato anche io, quando ieri ho letto la notizia che rimbalzava in ogni dove, Galeotti i social e chi l’ha scritto, tanto per fare una citazione letteraria di spessore. Ho dovuto indignarmi più e più volte, sempre fermo al titolo, ricordando quell’uomo già visto e sentito in numerosi dibattiti pubblici. Pino Varacalli. Sindaco di Gerace. Il primo cittadino che ha portato la sua comunità all’interno dei borghi più belli d’Italia, che ha fatto conoscere ovunque la città dello sparviero, che… che schiaffeggia pubblicamente una persona. Che dico, una persona? Un prete. Scandalo nello scandalo. Ho provato a immaginarlo in azione. E nella mia fantasia quella mano proprio non arrivava a lambire le guance del don reo di averlo insultato in due omelie consecutive. Eppure lo aveva fatto, diceva il link.

Lo confesso 2. Non ho aperto l’articolo. Mi sono bastati il titolo (Gerace, il sindaco schiaffeggia il parroco) e il sottotitolo (Il sindaco non gradisce le critiche rivoltegli nelle ultime due omelie dal parroco, va in Chiesa per chiarire e, al culmine di un battibecco, dà una sberla al sacerdote).
Del resto lo sappiamo tutti, no? Ci sono cascato anche io 2. La vendetta. Siamo indignati a comando, ma solo sui titoloni ad effetto. Persino io ho dovuto tamponare insulti in lunghe discussioni social su una mia presunta posizione dedotta dalla semplice lettura del titolo. Perché non c’è tempo per leggere e approfondire: il tempo serve tutto – e solo – per inondare di indignazione i social.

Lo confesso 3. Ho pensato che i miei amici di scirocco avessero preso un grande abbaglio. Bucare una notizia così. Forse il sindaco era troppo amico per dare la notizia? Forse anche loro erano caduti nella trappola degli amici degli amici? Era domenica. Non volevo disturbare. Ma il tarlo era sempre più insistente. Alla fine ho mandato un messaggio. Laconica la risposta: “leggilo tutto, il take Ansa”. Così mi sono arreso all’evidenza. E ho aperto il link. Per scoprire che il presunto schiaffeggiante non era il sindaco di Gerace, ma quello di San Giovanni di Gerace, Giuseppe Vumbaca. E per dare un nome al parroco schiaffeggiato: don Vincenzo Tassitani.

Schermata 2015-06-01 alle 12.18.44Lo confesso 4. Ci sono cascato anche io nella trappola della superficialità fine a se stessa, quella del dicunt senza domande, senza dubbi, senza perplessità. Quella che fa commettere errori e distorsioni trasformando l’informazione in disinformazione. Così, quando stamattina gli amici di scirocco, senza commenti, mi hanno girato la richiesta di rettifica del sindaco non schiaffeggiante, Pino Varacalli, mi sono sentito in dovere di rappresentare la mia ignorante superficialità. A futura memoria. Che valga come scuse al sindaco di Gerace, ai giornalisti che sanno fare il proprio mestiere, a chi non si ferma a un titolo o a cibo preconfezionato e premasticato e preferisce farsi un’opinione libera e sana. Vogliate accettarle. A me servono da lezione.

la richiesta di rettifica

21bIn merito alla notizia relativa ad un episodio che si sarebbe verificato in un Comune della Locride (un sindaco avrebbe dato uno schiaffo ad un parroco), poiché alcuni organi d’informazione hanno erroneamente titolato la notizia stessa indicando la Città di Gerace quale centro in cui si sarebbero verificati i fatti, con la presente comunico che in questo comune non si è verificato alcun episodio del genere come, del resto, si evince chiaramente dalla lettura del contenuto dell’articolo. Invito pertanto gli organi d’informazione interessati a voler cortesemente rettificare il titolo errato, a norma della legge sulla stampa, anche in considerazione degli effetti negativi, in termini d’immagine e di verità, che tutto ciò provoca alla Città che mi onoro di amministrare ed ai suoi civilissimi abitanti.

Ringrazio anticipatamente e porgo distinti ossequi

Giuseppe Varacalli, Sindaco di Gerace (Rc)