RIMBORSOPOLI, TEMPESTA GIUDIZIARIA SULLA REGIONE: AI DOMICILIARI DE GAETANO E FEDELE, RICHIESTA DI PROVVEDIMENTO CAUTELARE PER IL SENATORE BILARDI

Otto misure cautelari personali e sequestri per 2,5 di beni a carico di 27 indagati sono stati eseguiti dalla Guardia di finanza nei confronti di altrettanti consiglieri regionali della nona consiliatura della Regione Calabria. L’operazione Erga Omnes ha portato all’esecuzione, su richiesta della Procura di Reggio Calabria, di tre arresti ai domiciliari e cinque ordinanze di divieto di dimora nei confronti di altrettanti consiglieri regionali.

Tra i destinatari delle misure cautelari personali, l’attuale assessore ai Lavori pubblici della Regione Calabria Antonino De Gaetano, esponente del Pd, finito ai domiciliari. De Gaetano era finito al centro di un caso quando l’ex ministro degli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta rifiutò di entrare nella giunta guidata dal governatore Pd Mario Oliverio, proprio per la presenza dell’assessore oggi finito ai domiciliari, citato in un’informativa della Polizia nell’ambito di un’inchiesta su un presunto caso di voto di scambio alle regionali 2010, ma mai indagato.

Nell’ambito dell’inchiesta è stato chiesto l’arresto per il senatore di Ncd Giovanni Bilardi. Il terzo politico arrestato (ai domiciliari) è l’ex assessore regionale ai Trasporti Luigi Fedele, anche lui è di area Ncd. Il suo coinvolgimento è relativo al periodo in cui, nella passata legislatura, ricopriva il ruolo di capogruppo del Pdl in consiglio regionale.

da sinistra Luigi Fedele, Nino De Gaetano e Giovanni Bilardi
da sinistra Luigi Fedele, Nino De Gaetano e Giovanni Bilardi

I DIVIETI DI DIMORA

Il provvedimento di divieto di dimora, il provvedimento è stato notificato all’ex capogruppo dell’Udc e poi assessore regionale nella Giunta Scopelliti, Alfonso Dattolo, agli ex consiglieri Giovanni Nucera (Udc); Pasquale Tripodi (Centro democratico) e Nicola Adamo (Pd), oltre che a un ex collaboratore del senatore Bilardi, Carmelo Trapani.

I PROVVEDIMENTI DI SEQUESTRO

Tra gli indagati e destinatari del sequestro risultano anche l’attuale vicepresidente della Giunta regionale, Vincenzo Ciconte, l’attuale presidente del Consiglio regionale, Antonio Scalzo, e l’assessore regionale Carlo Guccione.

In particolare le indagini, effettuate anche a mezzo intercettazioni telefoniche e accertamenti bancari, hanno consentito di individuare diverse discrasie tra le movimentazioni e i saldi in conto corrente dei Gruppi consiliari regionali degli anni 2010, 2011 e 2012 e quanto documentato mediante le presentazioni del rendiconto annuale, celando il corretto impiego istituzionale per cui i fondi pubblici erano stati destinati.

In alcuni casi è stata riscontrata anche la presentazione di una doppia documentazione di spese al fine di ottenere dall’ente regionale un doppio rimborso. I consiglieri devono rispondere dei reati di peculato e falso. I dettagli dell’operazione vengono resi noti attraverso una conferenza stampa al Comando provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria, alla presenza del Procuratore capo Federico Cafiero de Raho.

DE GAETANO SI DIMETTE

In tarda mattinata, l’assessore De Gaetano ha rassegnato le dimissioni: «Con effetto immediato comunico le mie dimissioni dalla carica di assessore regionale e mi auto sospendo dal Partito Democratico».

De Gaetano ha aggiunto: «Pur dichiarando – spiega in una nota – la propria estraneita’ ai fatti contestatigli ed avendo piena fiducia nell’operato della magistratura”, ritiene di dover compiere quello che definisce “un atto politico dovuto per non intralciare l’attivita’ della giunta regionale e del presidente Oliverio. Presidente che ringrazia “per la fiducia accordatagli».

IL MOVIMENTO 5 STELLE CHIDE LE DIMISSIONI DI OLIVERIO

“Il governatore della Calabria, Mario Oliverio, deve dimettersi subito. Egli ha difeso a oltranza e senza riserve morali la nomina di Antonino De Gaetano, anche col silenzio tombale tenuto nella sua recente audizione in Antimafia”. Lo dichiarano i parlamentari M5s calabresi Dalila Nesci, Nicola Morra, Paolo Parentela, Federica Dieni e Riccardo Nuti, quest’ultimo componente della commissione Antimafia, in seguito alla notizia degli arresti domiciliari per l’assessore regionale Antonino De Gaetano, coinvolto nell’inchiesta della Procura di Reggio Calabria sulla gestione dei fondi dei gruppi consiliari.

Nonostante destinatario di tre informative e di una richiesta di arresto per presunto appoggio elettorale dalla ‘ndrangheta, De Gaetano – proseguono i parlamentari M5s – è stato mantenuto al suo posto da Oliverio, che non ha voluto ascoltare nessuno. Pertanto l’allora ministro Maria Carmela Lanzetta rifiutò di entrare nella giunta regionale”.

In Calabria – continuano i parlamentari M5s – le istituzioni sono fortemente inquinate e ciò ne causa l’arretratezza. Dunque, come raccomandava Paolo Borsellino, la politica non deve attendere le sentenze della magistratura per allontanare amministratori su cui gravano forti sospetti. Oliverio sapeva pure che De Gaetano era indagato per i rimborsi, ma ha dato una prova di forza, mostrando ai calabresi che il potere sta al di sopra dell’etica e dell’interesse pubblico. C’è voluto l’intervento della magistratura per sgretolare l’arroganza immorale di Oliverio, che ha la responsabilità d’aver legittimato politicamente De Gaetano, contro ogni buon senso”.

Adesso – concludono i parlamentari M5s – in Calabria è scoppiata una questione morale gigantesca tutta interna al Pd, che noi avevamo già denunciato con chiarezza in commissione Antimafia, nell’indifferenza complice del presidente, Rosy Bindi. Adesso il segretario del Pd Matteo Renzi si assuma le sue responsabilità e cacci Oliverio”.