Narcotraffico, colpo alle cosche della Locride: 50 fermi. Cafiero De Raho: “Operazione storica”

Scacco alle cosche calabresi che gestiscono il narcotraffico internazionale. Fermo di indiziato di delitto per 50 persone per associazione mafiosa, detenzione di armi, traffico di stupefacenti, ricettazione e intestazione fittizia di beni a Siderno e Marina di Gioiosa Jonica. Questo il quadro dei provvedimenti: 21 a Latina, 19 dai Ros in Calabria e 10 dalla squadra mobile di Reggio. È l’operazione congiunta dei Ros e polizia di Stato e squadra mobile di Reggio Calabria risultato di un coordinamento tra la procura di Roma, quella di Amsterdam ed altre procure.

Federico Cafiero De Raho

“Un’operazione storica”, ha spiegato il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho. “L’indagine è stata portata avanti dal Ros e dal servizio centrale operativo e dalla squadra di Reggio“. Nell’ambito dell’operazione è emerso come la ‘ndrangheta venda alla mafia, non solo cocaina ma anche marijuana”.

“Una delle tre operazioni più importanti svolte a Reggio Calabria degli ultimi dieci anni” per il procuratore aggiunto Nicola Gratteri a causa delle famiglie coinvolte: in ordine di importanza Macrì, Commisso, Coluccio e Crupi, tra cui i figli eredi di Francesco Commisso.

Da anni la famiglia Crupi si è insediata a Latina impiantando un’attività economica florivivaistica in Italia e in Olanda e in Canada“, spiega il procuratore aggiunto di Roma Prestipino che parla di “lavoro di sinergia virtuoso”.

Ma lavoro di squadra non solo tra le varie forze di ordine in Italia e tra le varie procure, “anche con le autorita’ olandesi” precisa ancora De Raho. “Dimostrazione che quando si verificano le condizioni la cooperazione internazionale funziona”.

Nicola Gratteri

Proprio per la presenza nel mercato di Amsterdam, l’indagine è stata supportata anche dall’autorità giudiziaria olandese. Un fatto sottolineato dal procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti: “È importante la cooperazione internazionale, che in questo caso ha funzionato molto bene”.

Il riciclaggio dei cioccolatini Lindt

Oltre all’associazione mafiosa, al traffico di stupefacenti e alle intestazioni fittizie di società, tra i reati contestati dalle due procure – come ha spiegato il procuratore aggiunto di Reggio Nicola Gratteri – c’è anche “il riciclaggio di 250 tonnellate di cioccolata Lindt sottratta all’azienda, per un valore di 7,5 milioni”. Gratteri ha parlato dell’inchiesta come di “un’indagine di Seria A, una delle tre più importanti della procura di Reggio da dieci anni, per i nomi coinvolti. La famiglia Commisso di Siderno è la più rilevante in questo momento”, con propaggini anche a Toronto e Montreal.