Orlandino Greco si metta da parte: Morra, Nesci e Parentela dopo l’avviso di garanzia

Le prime reazioni politiche alla notizia del giorno, riguardanti le indagini della Dda di Catanzaro sul consigliere regionale Orlandino Greco, eletto nelle fila del presidente Oliverio, arrivano dal Movimento 5 Stelle. I nuovi avvisi di garanzia sono arrivati a esponenti della politica calabrese sospettati di legami con cosche di ‘ndrangheta: indagati per voto di scambio, corruzione e corruzione elettorale, con l’aggravante del metodo mafioso, il consigliere regionale Orlandino Greco, del gruppo “Oliverio Presidente” e al consigliere provinciale di Cosenza, Aldo Figliuzzi.
Orlandino GrecoI due hanno ricevuto un invito a comparire, emesso dal pm della Dda di Catanzaro Pierpaolo Bruni. Le ipotesi di reato per i due politici risalgono alle elezioni amministrative di Castrolibero, nell’interland di Cosenza, del 2003 e del 2008 quando Greco e Figliuzzi erano rispettivamente sindaco e vicesindaco del paese Cosentino. Secondo l’accusa i due avrebbero pagato il clan ndranghestista di Michele Bruni per ottenere l’appoggio elettorale. Accuserebbero Greco e Figliuzzi le dichiarazioni di quattro collaboratori di giustizia.

Queste le dichiarazioni a caldo dei parlamentari M5s Nicola Morra, Dalila Nesci e Paolo Parentela: “Il consigliere regionale Orlandino Greco è nella maggioranza del governatore Oliverio. Questo fatto non può passare inosservato, sul piano politico. Specie in Calabria, il rappresentante politico non può avere un’ombra del genere. Aspettiamo che la magistratura faccia chiarezza. Nel frattempo, Greco si metta da parte. Dopo Rimborsopoli Oliverio ha un’altra grossa macchia in casa. Il controllo etico e politico degli alleati non gli riesce proprio. Speriamo che stavolta il governatore non parli di un altro eroe fermato dai poteri forti nell’opera di pulizia.
In attesa della fine delle indagini, continueremo a controllare l’amministrazione regionale, finora attiva soprattutto per le proprie nomine illegittime. Siamo pronti per le prossime elezioni, che non crediamo lontane, visti i numerosi atti giudiziari diretti al Pd e l’imminente giudizio della Consulta sulla legge elettorale calabrese”.