Troppo bravi, per voi niente bando: la sindrome kafkiana colpisce il Sistema bibliotecario vibonese

Sembra una vicenda kafkiana, almeno così come viene raccontata da Gilberto Floriani, direttore del Sistema bibliotecario vibonese nonché anima del Tropea Festival Leggere&Scrivere e di tante iniziative di successo che quantomeno hanno contribuito a dare un po’ di luce all’editoria calabrese e, più in generale, a un fermento culturale per anni rimasto chiuso negli scantinati. Floriani e il Sistema bibliotecario vibonese avrebbero una “colpa”: essere bravi, aver partecipato a bandi, averli vinti e aver prodotto risultati. Questo in Calabria è spesso considerato un peccato, ma qui andiamo oltre, visto che l’avere vinto dei bandi diventa causa di esclusione da altri bandi. Come se la Juve non potesse partecipare a questo campionato di serie A perché già aveva vinto i quattro precedenti.

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Gilberto Floriani

Ovviamente se la versione di Floriani non corrispondesse al vero ospiteremo tutte le precisazioni del caso, ma intanto riportiamo di seguito quanto il direttore del Sistema bibliotecario vibonese ha scritto sul suo profilo Facebook:

E’ uscito recentemente un bando della Regione Calabria in favore delle biblioteche degli enti locali, di interesse locale e dei sistemi bibliotecari territoriali. Il primo dopo sei anni di abbandono. Stranamente è stato precluso al Sistema Bibliotecario Vibonese di parteciparvi con la motivazione che sarebbe destinatario di altre risorse stabilite per legge. Vero, peccato però che queste risorse siano destinate alla copertura delle spese del Servizio Bibliotecario Regionale, che riguarda la rete di tutte le biblioteche della regione, il loro catalogo on line e tutta una serie di servizi di carattere regionale.

Ad un nostro ricorso contro il Bando regionale per autotutela, gli ineffabili dirigenti hanno avuto l’ardire di affermare che siccome negli ultimi sette-otto anni abbiamo vinto tutti i bandi regionali a valere sui fondi UE o ordinari, non era opportuno che partecipassimo anche a questo sottraendo risorse alle altre povere biblioteche che negli anni in questione non avevano avuto nessun contributo. Nella lettera di risposta che ci è stata inviata questi signori sostengono di avere loro elargito risorse al Sistema Bibliotecario Vibonese e con una signorilità di stampo stalinista le elencano nel dettaglio. Ne consegue che partecipare a un avviso pubblico, a un bando europeo, svolgere dei servizi a beneficio della comunità regionale, e, sopratutto, riuscire ad assicurarsi il finanziamento con un buon progetto e una buona esecuzione, rappresenta una colpa. Tale concezione e le parole che usano “abbiamo elargito” nascondono il retro-pensiero che a elargire siano direttamente loro, e forse molto spesso lo hanno anche fatto; che partecipare a un bando o avviso pubblico aperto alla partecipazione di tutti e di vincerlo non sia un diritto, ma una loro concessione. Faremo naturalmente ricorso al TAR contro il bando, scriveremo nuovamente al presidente Oliverio, scriveremo al Presidente della Repubblica, al Ministro della Cultura e ai numerosi amici giornalisti con i quali grazie a Dio siamo in rapporti. In questi anni abbiamo realizzato eventi importanti, il Sistema Bibliotecario Vibonese è l’unica biblioteca pubblica degna di questo nome esistente in Calabria e non solo; il Servizio Bibliotecario Regionale è l’unico fattore di modernità esistente nel settore in Calabria.

Abbiamo sempre fatto cultura e promozione della lettura con dignità e competenza. Chiederemo ai consiglieri regionali di destra e di sinistra di proporre interrogazione. E’ vergognoso e intollerabile il bando che è stato emanato ed è assolutamente vergognosa la risposta che ci è stata fornita. Aggiungo, sul piano personale, che uno dei motivi principali per cui ho votato il presidente Oliverio è che aveva promesso la rotazione dei dirigenti regionali, invece questi signori che hanno combattuto sotto tutte le bandiere possibili e immaginabili sono sempre li e in barba alle buone intenzione di parte della politica determinano sostanzialmente il destino dei calabresi.
Naturalmente ci aspettiamo ritorsioni.

In attesa di sviluppi non ci resta che consigliarvi un buon libro, che è innanzitutto un’opera teatrale di Luigi Pirandello: “Così è (se vi pare)”.