Asd Sporting Locri, unanime l’invito a non cedere alle minacce

Una ruota lacerata, un secondo messaggio lasciato in pieno giorno sull’auto del presidente (il 23 dicembre: “Forse non siamo stati chiari. Lo Sporting Locri va chiuso”, segue il primo avvertimento: “E’ ora di chiudere questo Sporting Locri. Andate via!”), il ritiro dal campionato dello Sporting Locri, quinta in classifica nel campionato nazionale di serie A di categoria: la squadra rivelazione della massima serie di calcio femminile a 5, unica in Calabria a calcare la scena nazionale di categoria, chiude per minacce. Da quando, il giorno di Santo Stefano, è arrivato l’annuncio del presidente Ferdinando Armeni che ha denunciato le gravi intimidazioni ai carabinieri e alla Digos, si sono aperti i riflettori nazionali sul caso. Oltre agli articoli di Stampa, Repubblica, Tgcom24, FattoQuotidiano, Tuttosport, solo per citarne alcuni, continuano ad arrivare messaggi di solidarietà. Ma non bastano. Ancora una volta su Locri si accendono i riflettori nazionali per un fatto tristemente legato a minacce e intimidazioni.

Intanto sono state attivate, su disposizione del prefetto di Reggio Calabria, Claudio Sammartino, adeguate misure di protezione da parte delle forze dell’ordine nei confronti del presidente e dei dirigenti dello Sporting Locri, alla luce degli episodi, recentemente occorsi, che hanno riguardato la società sportiva. Sammartino terrà nei prossimi giorni una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica durante la quale gli stessi dirigenti verranno sentiti.

sporting locri chiusoSpiega il presidente Ferdinando Armeni: “Siamo rammaricati di dover chiudere dopo sei anni di attività, bella ed entusiasmante, che ci hanno consentito quest’anno di diventare la squadra rivelazione del campionato nazionale di serie A. Non riusciamo a capire quali interessi ci possano essere da parte di chi vuole ostacolare un’attività sportiva, unica realtà del genere in Calabria. Siamo basiti dal momento che il nostro è solo un hobby, una passione per lo sport calcistico. Non è accettabile che si possa correre il rischio di poter essere colpiti anche nei nostri affetti più cari. Certo, può darsi che si tratti di una bravata, ma davvero non ce la sentiamo di andare avanti come se nulla fosse accaduto”.
La dirigenza ha deciso di rendere inattivo anche il sito web della società, dove appare una pagina bianca con la scritta “Chiuso per dignità”.

Dignità. Una parola che in alcune zone di questa nostra Calabria sembra essere stata svuotata da tempo di ogni significato.

Patrizia Panico
Patrizia Panico

Patrizia Panico, calciatrice, capitano della nazionale femminile, si dice indignata e impressionata, commentando all’Ansa la decisione di chiudere: “Io ho soltanto ascoltato e letto quello che è successo e posso semplicemente dire che si tratta di un fatto sconcertante. È una cosa gravissima e che desta preoccupazione. Questo vale per tutta la società civile ma sono dinamiche che diventano ancora più sconcertanti perchè investono un settore che sembrava lontano dal vivere certe dinamiche. La migliore risposta a simili nefandezze è quella di non mollare e oltre che essere dispiaciuta per quanto successo penso anche alle mie colleghe che escono ancora più penalizzate da questa vicenda, non potendo più fare affidamento sul campionato e sui rimborsi. Io direi loro di non ritirarsi ma di giocare semmai in altre città, dove troverebbero accoglienza e tifo. A parte questo mi piacerebbe che la giustizia svolgesse il suo ruolo, perchè tutte queste piccole attività non si possono lasciare alla gestione individuale che poi deve confrontarsi con la criminalità organizzata. Lo Stato deve intervenire”.
La capitana delle azzurre si dice pronta ad organizzare una partita “di richiamo, di solidarietà tra le ragazze di Locri e le azzurre. Si, mi piacerebbe che si facesse una partita simbolo tra le giocatrici del calcio a 5 e quelle del calcio a 11: ecco, una partita di calciotto sarebbe lo slogan migliore contro la malavita e la criminalità”.

la solidarietà

“Solidarietà allo #SportingLocri. Tutto il mio sostegno affinché, presto, questa bella realtà possa tornare a dare lustro al territorio” scrive su Twitter il deputato del Pd componente della commissione Antimafia Ernesto Magorno, segretario calabrese del partito.

Arturo Bova, presidente della Commissione regionale contro la ‘ndrangheta, annuncia per i prossimi giorni una visita a Locri per incontrare il presidente Armeni e i dirigenti della società: “Esprimo la mia vicinanza e quella dell’intero Consiglio regionale della Calabria alla dirigenza, alle atlete, alla comunità locrese che quotidianamente si battono per l’affermazione di quei sani valori che da sempre hanno trovato nello sport un messaggero di pace e di fratellanza”.

Asd Sporting LocriIl sindaco di Locri, Giovanni Calabrese, si affida ad una nota stampa, esprimendo “vicinanza allo Sporting Locri per quanto verificatosi nelle ultime settimane. Le strane ed atipiche minacce perpetrate ai danni dell’importante sodalizio sportivo cittadino, che sembrerebbero per le modalità provenire dalla mente contorta di qualche soggetto psicopatico o qualcuno invidioso degli importanti risultati sportivi raggiunti dallo Sporting, hanno, non solo turbato il sano ambiente sportivo creato negli anni dai intorno allo Sporting, ma mortificano l’intera città con il rischio che la comunità locrese venga, ancora una volta, criminalizzata per il malsano comportamento di una sparuta e ridicola minoranza che, nel caso specifico, potrebbe anche non provenire da quegli ambienti criminali che, per anni, hanno tenuto in ostaggio la città ed oggi sono stati emarginati grazie agli importanti risultati raggiunti dalle forze dell’ordine e dalla magistratura. Pur comprendendo e condividendo la preoccupazione dei dirigenti e delle atlete dello Sporting, rinnovo l’invito a soprassedere dall’idea di ritirare la squadra dal massimo campionato nazionale. Tale determinazione sarebbe un errore gravissimo ed andrebbe ad assecondare l’assurdo desiderio di qualche balordo che, evidentemente, ha deciso di impegnare il proprio tempo andando ad infastidire chi, con impegno e passione, opera nel mondo dello sport e del sociale con il solo obiettivo di far crescere la città facendone emergere il vero volto positivo e solidale. Da Sindaco e socio fondatore dello Sporting Locri rinnovo solidarietà ai dirigenti ed alle loro famiglie, reiterando affetto e vicinanza con l’invito a non disperdere l’importante realtà sportiva creata negli anni con sacrificio, impegno e passione”.

Giuseppe Raffa, presidente della Provincia di Reggio Calabria: “Esprimo vicinanza alla società e alla componente femminile e, al tempo stesso, rivolgo l’invito alla civilissima Locri a continuare a non avere timore nel condannare questo gesto, riconducibile all’idiozia o ad altre espressioni occulte che vorrebbero riportare indietro le lancette dell’orologio della nostra storia. I valori dello sport non temono le minacce ma l’indifferenza di chi decide di subire passivamente questi episodi che provocano emarginazione e impediscono la crescita delle nostre comunità”.

Giuseppe Fortugno, segretario del PD locrese: “Esprimo la solidarietà del circolo del Partito democratico di Locri alla squadra di calcio femminile dello Sporting e alla sua dirigenza, che hanno subito minacce gravi al punto da indurre il presidente Armeni ad assumere la sofferta decisione di porre fine all’attività del club. Nonostante i vertici della società siano irremovibili, noi siamo convinti che debbano andare avanti nella consapevolezza che tutte le persone perbene di questo territorio, le istituzioni e le parti sane della nostra comunità  stanno dalla parte dello Sporting, una realtà che ha tenuto alto il nome della città e di tutta la Locride in tutta Italia nel massimo torneo femminile di calcio a 5. Siamo consapevoli di quanto sia difficile andare avanti in queste condizioni ma proprio la funzione sociale di questa squadra impone uno sforzo di tutti noi per fare quadrato attorno allo Sporting e non cedere dinanzi alla violenza di minacce che ci offendono innanzitutto come cittadini. Una bella favola sportiva come questa non può finire ma va sostenuta e supportata per proseguire l’azione di riscatto sociale della nostra comunità che viene portata avanti anche attraverso lo sport”.

Interviene anche il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto: “Lo Sporting Locri è una delle più belle realtà del calcio femminile della nostra regione. Condanniamo le gravi minacce indirizzate al presidente della società, Ferdinando Armeni, a cui esprimiamo la nostra solidarietà e rivolgiamo l’appello a non chiudere. Sarebbe una sconfitta per tutti noi. In questi anni lo Sporting Locri ha raggiunto importanti risultati, non solo dal punto di vista agonistico, ma anche sul piano dell’aggregazione sociale e dell’educazione alla legalità. Auspichiamo che su questi gravi messaggi intimidatori venga fatta luce al più presto e al contempo rinnoviamo la speranza che la società prosegua la sua proficua attività sul territorio, continuando a tenere alto il nome della Calabria nel massimo campionato di calcio a 5 femminile”.

Il Coisp sarà il 10 gennaio sugli spalti per sostenere calciatrici: “Il prossimo 10 gennaio saremo sugli spalti per tifare per le ragazze dell’Asd Sporting Locri, al centro delle minacce da parte di ignoti”. Lo afferma in una nota il segretario regionale del Coisp Calabria (Sindacato indipendente di Polizia), Giuseppe Brugnano, riferendosi alla società calabrese di calcio a 5 che ha annunciato di volersi ritirare dal campionato di serie A dopo le intimidazioni subite. “Chiunque ci sia dietro quelle minacce appare chiara la cultura mafiosa che bisogna contrastare con forza, per questo chiediamo alla società di proseguire il suo percorso, annunciando sin da ora che saremo al fianco della squadra. Per la prossima partita ci trasformeremo in ‘ultras’ e saremo sugli spalti con le nostre bandiere ed i nostri striscioni, insieme ai fumogeni del nostro colore sociale, il verde. Un simbolo di speranza e di estrema vicinanza per dimostrare che uniti si possono eliminare tutte le forme di condizionamento della vita sociale e democratica”. Il Coisp Calabria ha anche annunciato la volontà di chiedere un gemellaggio con la società sportiva di Locri, invitandola a partecipare alla manifestazione “La Befana del poliziotto”, in programma il prossimo 6 gennaio a Catanzaro.