‘Ndrangheta: la Polizia arresta i due superlatitanti Crea e Ferraro

Diramate le prime foto dell’arresto scattato stamattina all’alba dei due superlatitanti Giuseppe Ferraro, che sfuggiva alle forze dell’ordine da quasi 18 anni, e Giuseppe Crea, ricercato dal 2006. La Polizia di Stato ha scovato i due presunti boss della ‘ndrangheta reggini in un bunker in località Agro di Maropati, Palmi. Nel nascondiglio gli agenti della Squadra mobile e del Servizio centrale operativo (Sco) della polizia hanno trovato anche un arsenale di armi. Il bunker era occultato dentro un costone, una vera e propria costruzione in metallo dotata all’interno di tutti i comfort.

Giuseppe Ferraro è stato condannato all’ergastolo per omicidio e associazione mafiosa, Giuseppe Crea deve scontare una condanna per associazione a delinquere di tipo mafioso.

Immediato il commento del ministro dell’Interno, Angelino Alfano: «Oggi è un’altra bella giornata per tutti e per il Paese, perché oggi la giustizia ha vinto ancora una volta e ha vinto in modo eclatante con l’individuazione e l’arresto di due boss capicosca della ‘ndrangheta. La Squadra Mobile e gli uomini dello Sco della Polizia di Stato, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, hanno arrestato così, in una operazione di altissimo livello, Giuseppe Ferraro, latitante da quasi vent’anni e condannato per associazione mafiosa e omicidio, e Giuseppe Crea, il maggiore esponente della ‘ndrangheta tirannica, ricercato da dieci per associazione mafiosa, entrambi esponenti dei clan della Piana di Gioia Tauro e inseriti nell’elenco dei latitanti più pericolosi d’Italia. Questo a dimostrazione del fatto che non si può sfuggire per sempre alla giustizia perchè la squadra-Stato lavora ogni giorno per ripulire il territorio dalla mala pianta della crimine organizzato, perchè i cittadini, che della squadra-Stato fanno parte, possano credere sempre di più nella forza delle istituzioni».

Il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, ha dichiarato all’Ansa: «L’arresto dei due latitanti di ‘ndrangheta rappresenta il risultato di una strettissima sinergia della Dda con la Squadra mobile di Reggio Calabria. La liberazione del territorio dai due pericolosissimi latitanti può rappresentare l’inizio di una maggiore vicinanza della gente verso la Procura di Reggio Calabria e la polizia di stato al fine di illuminare fatti gravissimi come l’omicidio di Francesco Maria Inzitari. È proprio in quel contesto di ‘ndrangheta che maturò tale fatto e tanti altri gravissimi».

In tarda mattinata arriva anche una breve nota della Fondazione Francesco Maria Inzitari: «La Fondazione “Francesco Maria Inzitari Onlus” si congratula con la Procura di Reggio Calabria, la squadra mobile e lo Sco di Reggio Calabria, per l’ operazione che ha assicurato alla giustizia due esponenti di spicco delle cosche di ‘ndrangheta di Rizziconi e della piana di Gioia Tauro. Si augura fiduciosa che gli arresti di oggi possano contribuire a fare luce sul barbaro omicidio di Francesco, ucciso il 5 dicembre 2009 e ancora ad oggi senza giustizia».