Chiudiamo l’aeroporto di Crotone: ecco il biglietto da visita della Calabria alla Borsa internazionale del turismo

dalla Presidenza di Federalberghi Calabria — 

“Chiudiamo l’aeroporto di Crotone, perché la Ryanair ha deciso di penalizzare in maniera inspiegabile e discriminante gli aeroporti calabresi. Con questo terribile viatico, la Calabria si accinge a partecipare – fra meno di una settimana – alla Borsa internazionale del turismo a Milano. Questo sarà il nostro biglietto da visita proprio nel momento più delicato di programmazione e organizzazione della stagione turistica 2016”.

Il presidente di Federalberghi Calabria, Vittorio Caminiti, esprime tutta la sua indignazione per le scelte annunciate dal vettore low cost di soppressione dei voli operati dallo scalo di Crotone, per via dell’aumento delle addizionali comunali da parte del Governo. Una scelta, quella della Ryanair, che graverà anche sugli aeroporti di Alghero e Pescara.

Vittorio Caminiti
Vittorio Caminiti

Per il presidente degli albergatori calabresi si tratta di una penalizzazione ingiusta e insopportabile, soprattutto a fronte degli investimenti economici che in questi anni sono stati effettuati dalle istituzioni tutte proprio per agevolare la presenza della compagnia low cost sulle rotte calabresi: “Gli aeroporti – spiega Caminiti – quello di Lamezia, quello di Crotone come quello dello Stretto, promossi con ingenti capitali dalla Regione, dalle Province, dai Comuni come dalle Camere di Commercio, rappresentano un grande patrimonio della Calabria e non possiamo consentire che sulla pelle dei calabresi si consumi un’ingiustizia così grave. Perché d’ingiustizia si tratta, dal momento che anche la Ryanair ha avuto la sua convenienza e le sue entrate grazie ai voli dalla Calabria. Sarebbe un controsenso se la compagnia battesse la ritirata, dopo che grazie alle regioni del Sud, come anche la Calabria, la compagnia ha incassato milioni di euro – drenati attraverso i fondi comunitari – per essere stimolata a servire gli scali meridionali”.

Per il presidente di Federalberghi c’è poi un dato oggettivo che desta allarme: ovvero il venir meno del vettore irlandese metterebbe fuori gioco un’intera aerea geografica della Calabria: “Non si consenta – afferma – che Ryanair interrompa un servizio che, per quanto concerne lo scalo crotonese, è di vitale importanza e sta generando, con i successi confermati da numeri inequivocabili, utilità e ricchezza per il territorio. Dal canto nostro, siamo pronti a supportare ogni iniziativa istituzionale e non per ribaltare le scelte manageriali della compagnia aerea. Sappiamo che il governatore Mario Oliverio e il dir. gen. dott Pasquale Anastasi, sono già in prima linea, si sono sentiti con il ministro ai trasporti e con i massimi vertici di Ryanair, proprio per scongiurare il peggio”.

La beffa, secondo Caminiti, è che questa vicenda si consumi a ridosso dell’importante appuntamento della Bit di Milano: “A cosa sono serviti tutti gli sforzi e i capitali investiti, per il miglioramento dei servizi e la qualità dell’ospitalità turistico/alberghiera, adeguandoli ad uno standard internazionale, se poi non sosteniamo e consentiamo a chiunque abbia il  desiderio di raggiungerci, di poter prendere un aereo, un treno o qualsiasi mezzo serva per raggiungerci? Il turismo della città di Pitagora, senza aeroporto,  potrebbe scomparire, visto che oltre il 60% dei clienti degli alberghi e dei villaggi, viaggiano in aereo. Chi pensa alla chiusura, o solo al ridimensionamento del traffico aeroportuale, farebbe pagare un prezzo troppo alto,  ed il primo a farne le spese sono le impresa alberghiere, e poi di conseguenza tutto il territorio calabrese. Non solo si perdono i turisti, con un ammanco di 250.000 presenze, su un milione e settecentomila, vediamo  saltare circa 190 posti di lavoro, e quindi si chiude l’aeroporto e si perdono tutti i servizi collaterali, l’indotto e tutto quanto ruota sul mondo dell’aeroporto e del comparto turistico”.

Né esiste un sistema di concorrenza, tale da sopperire al venir meno della Ryanair: “Se faccio una richiesta di volo andata e ritorno sul portale di Alitalia – aggiunge il presidente degli albergatori calabresi – mi appare la cifra di € 307,00, e non per andare a New York, questo è il costo di un Reggio Calabria-Milano: assurdo!”.

“Gli aeroporti tutti, sono una positiva realtà, in un momento in cui nulla registra il segno più, nulla funziona,  specialmente nei trasporti.  Lo scalo di Crotone, invece,  registra un costante piccolo incremento nel transito passeggeri e merci, e quindi inizia a funzionare, ragion per cui non possiamo permetterci alcuna forma di disfattismo. Il ruolo dei vettori low cost e degli aeroporti nel sistema è di importanza fondamentale, non soltanto perché esso costituisce il mezzo di collegamento rapido tra le Aree e il resto del mondo, ma anche perché è propedeutico allo sviluppo turistico delle zone comprese in questo comprensorio, ora bisogna sempre di più, invece che chiudere, mirare ad un serio programma di incremento dei voli charter su tratte internazionali”.