In viaggio con Marco Tullio Giordana nella “meglio Calabria”

di Paola Bottero —

Aeroporto di Lamezia. Un grande uomo con un piccolo trolley, e una provocazione che racchiude il senso di una tre giorni destinata a rimanere dentro a chiunque l’ha vissuta, anche se solo in piccola parte. «Sai cosa ho voglia di fare? Risaliamo in macchina, mi portate nell’albergo dove ho dormito giovedì notte, andiamo a mangiare in quello splendido ristorante dove mi avete portato venerdì, stiamo ancora insieme, ci facciamo una bella passeggiata per Reggio, poi parto con calma domani mattina». Ha la Calabria dentro, Marco Tullio Giordana. Alessio Praticò, Alessandro Russo e io ci respiriamo le ultime emozioni. Per un attimo pregustiamo questo nuovo tempo in cui continueremo a goderci l’uomo, prima che il regista. Ma sappiamo che non è possibile. Marco Tullio ci ha dato tanto, tantissimo. E anche per lui è arrivata l’ora di partire, avvolto da colori che declinano gli stereotipi milanesi, più che quelli calabresi.

CittanovaÈ arrivato mercoledì sera. Ad attenderlo il suo “Carlo Cosco”, questo grande attore reggino cui ha affidato il compito più difficile, in Lea. Il compagno assassino. E Riccardo, altro grande cuore di questa Calabria. Giovedì mattina è iniziato il viaggio tra le emozioni. Prima tappa il cinema Gentile di Cittanova, con gli studenti della Piana di Gioia Tauro coinvolti da Reggio Cinema (Enzo Russo e Carlo de Gori: Fabio Mollo ci ha seguiti – e mi azzardo a dire anche un po’ invidiati – da oltreoceano), che da più di un mese collaborano con noi di sabbiarossa edizioni per l’organizzazione dell’evento “il coraggio oltre la narrazione”, il sindaco Francesco Cosentino, Deborah Cartisano, don Pino Demasi, Michele Albanese.
Non abbiamo avuto bisogno di diapason: la grandezza dell’uomo Marco Tullio, prima ancora di quella del regista, ha armonizzato nel migliore dei modi ogni sinfonia.

Vibo GiordanaLa seconda, dopo un ottimo pranzo a base di stocco (impossibile non farglielo gustare) e un incontro con i ragazzi di Libera Piana, è stata a Vibo Valentia.
Gilberto Floriani e il Sistema Bibliotecario Vibonese hanno fatto il massimo, per questa seconda tappa, nonostante un meteo tiranno. Con il sempre ottimo mons. Giuseppe Fiorillo, referente locale di Libera.

Poi l’arrivo a Reggio Calabria. Un auditorium Calipari strapieno di studenti, quegli stessi che a inizio settimana abbiamo conosciuto durante gli incontri propedeutici.

Rc GiordanaDomande forti, intense, cui Marco Tullio Giordana e Alessio Praticò si sono sottoposti di buon grado insieme agli altri due relatori, il Procuratore Federico Cafiero de Raho e il referente regionale di Libera don Ennio Stamile. La mattinata si è aperta con i saluti istituzionali del Presidente del Consiglio regionale Nicola Irto, del sindaco Giuseppe Falcomatà e dell’assessore alla cultura Patrizia Nardi, poi è proseguita con la proiezione del film, durante la quale i relatori hanno incontrato i giornalisti. La visita all’astronave, la consegna dei libri sulle eccellenze calabresi, poi un’altra eccellenza. Quella culinaria di Filippo Cogliandro e de L’A Gourmet L’Accademia. Quella che Marco Tullio ieri sera avrebbe voluto rigustare.
Il fuori programma al Mustrumu è la misura della grandezza dell’uomo Giordana: aveva seguito la vicenda dell’attentato incendiario del novembre 2013, ha voluto andare di persona a vedere, a capire. Ad annusare. Demetrio Spagna ha creduto a uno scherzo, quando ha ricevuto la chiamata di Alessandro. Ma si è ricreduto quando ha seguito le mani e il cuore di Marco Tullio accarezzare il carbone degli strumenti e degli spartiti superstiti.

Scilla Giordana GratteriE poi via, di nuovo verso nord. Al Castello Ruffo di Scilla, dove ci attendono il sindaco Pasqualino Ciccone e l’assessore alla cultura Marinella Gattuso per l’incontro con il procuratore aggiunto Nicola Gratteri. Intenso duetto, spunti sempre puntuali e precisi, grandi lezioni da chi è riuscito ad entrare dentro i problemi di questa nostra Calabria meglio di tanti calabresi. Un aperitivo, e poi su. Ancora.

CsUltima tappa ieri mattina a Cosenza, al cinema Citrigno. I saluti istituzionali del prefetto Gianfranco Tomao e del presidente Anec Giuseppe Citrigno, la proiezione durante la quale abbiamo approfittato di una passeggiata per il centro con una visita ad un posto del cuore, la libreria Ubik. E poi ancora a parlare di Lea con gli studenti che hanno rinunciato ad un giorno di vacanza per dibattere con il regista, l’attore e i due referenti di Libera, Donatella Loprieno e don Pino Demasi. Il pranzo, le risate che già hanno uno sfondo amaro, perché hanno un retrogusto di distacco. L’arrivo a Lamezia. Per ricominciare da dove siamo partiti.

MT-Giordana-PPAllergico ai complimenti e alle lusinghe (non me ne volere Marco Tullio: scrivere quello che vedo e sento è il mio mestiere), il grande cineasta non si è risparmiato. Ha dato sempre tutto se stesso, unendo la sua grande umanità alla visione lucida e precisa di questa terra e delle sue contraddizioni. Ha assorbito ogni parola, ogni domanda. Ha lasciato un segno profondo in ciascuno di noi. Per quanto mi riguarda, l’ho detto spesso in questi giorni, pensavo di fare un regalo alla Calabria, e invece ho avuto un regalo immenso, che mi porterò dentro per sempre in tutte le sue declinazioni.
E ora scusatemi, ma ho bisogno di un paio di giorni per rimettere a posto le tante emozioni, le tante sollecitazioni, i tanti orizzonti condivisi. Ritornerò su ogni appuntamento, perché vale la pena di riviverli tutti, uno per uno. Con due certezze: quello di ieri sera a Lamezia è stato un arrivederci. E, come Marco Tullio non si è stancato di ripetere, abbiamo fatto solo la metà del nostro dovere. O forse, molto meno della metà.