Ancora intimidazioni. La provincia di Reggio è nel baratro

da Antonino Marcianò* —

Ci trovano, ancora una volta, sbigottiti, increduli, disarmati le recenti, gravi intimidazioni nei confronti del Presidente dell’Associazione degli industriali della provincia di Reggio Calabria, Andrea Cuzzocrea e del presidente dell’Ente Parco d’Aspromonte, Giuseppe Bombino, dopo quelle dei giorni scorsi del rappresentante di Legacoop in provincia di Reggio, Santo Custureri, ed i recenti attentati alle autolinee Federico oltre quelli al Consigliere regionale Bova.

silenzio mafia minacce intimidazioniUna serie di tragici eventi che riportano la nostra provincia sul baratro di una situazione ormai insopportabile. La continua condizione di precarietà in cui versa il nostro territorio, reso particolarmente debole da una congiuntura economica estremamente complessa, che non rende per nulla facile le attività economiche ed imprenditoriali, non può tollerare la recrudescenza di una criminalità spietata nel perseguire i propri abietti scopi.

È evidentemente in atto una nuova fase di reazione dei poteri criminali nella nostra provincia, che, ciclicamente, affondano i propri colpi in maniera mirata e seguendo una precisa strategia, probabilmente nel tentativo di reagire alle continue offensive con cui lo Stato sta intervenendo, con successo, sul nostro territorio. Nel momento in cui la criminalità organizzata si vede contrastata con maggiore efficacia, e personaggi di spicco vengono assicurati alla giustizia, eccola pronta ad alzare il tiro, con azioni appariscenti e, oseremmo dire, “simboliche”. Attaccare il massimo rappresentante degli industriali reggini o il presidente dell’Ente Parco vuol dire voler dimostrare di non avere paura di nulla, che chiunque può essere minacciato, che, alla fine dei conti, qui comandano sempre “loro”!

Confesercenti non ha mai accettato tutto ciò e si pone al fianco degli onesti e di chi non è disponibile ad abbassare la testa di fronte ad intimidazioni prepotenti e vigliacche. Un fermo e deciso no a chi presume di poter, con la violenza e le minacce, dettare le regole del gioco nella nostra terra. È necessario che questi signori sappiano che non è con la paura e le ritorsioni che potranno avere ragione sulla gente libera e dignitosamente non asservita ad un potere assurdo e violento!

Ma è necessario al tempo stesso sottolineare, con uguale forza, che la mera solidarietà non basta più. Servono atti concreti, da parte delle istituzioni, per fermare lo stillicidio di violenza che negli ultimi mesi ha raggiunto livelli assolutamente inaccettabili.

L’idea che sia in atto una vera e propria “strategia della tensione” da parte della criminalità organizzata per alimentare paura ed insicurezza tra i cittadini non può essere sottovalutata, le autorità e le forze di Polizia devono mettere in atto delle azioni in grado di rassicurare i cittadini, rendere chiara ed evidente la presenza dello Stato, agire subito per garantire al territorio un controllo ancora più efficace. La recrudescenza di un nuovo agguato omicida, o il ritrovamento di un pericoloso ordigno in pieno centro costituiscono solo gli ultimi eventi di una serie di fatti criminosi che danno la percezione di un arretramento delle istituzioni rispetto alla criminalità organizzata. Non deve essere così! La nostra città, le nostre imprese, le istituzioni devono reagire con decisione, forza, determinazione, per evitare un ulteriore salto all’indietro verso momenti che speravamo di avere dimenticato per sempre.

*presidente Confesercenti Calabria