Le idi di marzo e il Sistema Reggio, attendendo la riapertura della Sanitaria di Tiberio Bentivoglio

questura Sistema ReggioGli elicotteri: questo il primo avviso alla città che è successo qualcosa di importante. Poi escono i primi lanci. Operazione in corso. 19 arresti. Smantellato “Il sistema Reggio”. Dalle 9 del mattino iniziano ad arrivare volanti e persone davanti alla Questura. Alle 10, e manca ancora un’ora alla conferenza stampa convocata per illustrare i dettagli, si fa fatica a passare, sul corso. Nomi illustri come l’avvocato Giorgio De Stefano e Dimitri De Stefano attesi per essere immortalati mentre scendono le scale, scortati dai poliziotti. Sorrideranno? Si nasconderanno? Se esistesse la possibilità, ci sarebbero broker anche per questo. Per prevedere fino a che punto la spavalderia accompagna la vita di chi è accusato di aver dettato legge a chiunque avesse intenzione di aprire in città attività commerciali.
Curioso, che proprio oggi, alle 17, si riaprirà la Sanitaria di Tiberio Bentivoglio. Una vicenda, la sua, che è rimbalzata a livello nazionale, se è vero che Lapo Elkann “in persona” ha diretto il suo jet privato verso l’aeroporto dello Stretto per visitare, prima della calca pomeridiana, il negozio sulla via Marina. Sono attese persone da ogni parte della Calabria, e non solo. Primi fra tutti don Luigi Ciotti.

Ma intanto non è ancora l’ora di pranzo, e il Procuratore Cafiero de Raho continua a spiegare, come ha già fatto, e fatto, e rifatto, che mancano persone. Che i magistrati sono pochi, pochissimi. E anche gli impiegati. Meno che a Pavia. Dove forse non esistono emergenze come sulla punta dello Stretto.

Così si aprono le idi di marzo a Reggio Calabria. Ed esce pure il sole, per ricordare che è quasi primavera.
In una città in cui nello stesso giorno possono accadere due cose davvero importanti. Che declinano in modo opposto lo stesso problema. Forse stasera sarà ancora più importante stare accanto a Enza e Tiberio.

E nel frattempo riflettere su ciò che è successo stamattina.

Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà

L’odierna operazione condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, che ha scoperchiato un pezzo importante degli interessi delle cosche sul nostro territorio, segna un altro fondamentale passo in avanti nella lotta sinergica contro la criminalità organizzata.
Ci tengo ad esprimere un enorme plauso, a nome mio e dell’intera Amministrazione comunale, nei confronti delle donne e degli uomini della Procura Distrettuale e delle Forze dell’Ordine che ogni giorno, con costanza ed impegno, portano avanti concretamente la lotta contro le mafie sul nostro territorio. Quello di oggi è solo l’ultimo risultato in ordine di tempo messo a segno dalla Dda reggina. Un’attività di contrasto fondamentale alla quale l’Amministrazione comunale, in sinergia con le altre istituzioni territoriali, intende affiancarsi, secondo una logica che punta alla difesa dell’economia onesta, della democrazia e della libertà d’impresa sul nostro territorio.

Coordinamento territoriale Libera Reggio Calabria

L’operazione eseguita stamane per ordine della Direzione distrettuale antimafia reggina rappresenta un ulteriore, importante passo nel cammino di liberazione della nostra città dal cancro della ‘ndrangheta. Colpire vertici e fiancheggiatori delle cosche De Stefano, Condello, Franco, Rosmini, Serraino e Araniti significa puntare dritto al cuore del sistema criminale che strangola l’economia e la vita civile di Reggio Calabria. Di questo importante sforzo investigativo il coordinamento territoriale di Libera Reggio Calabria rende merito alle forze dell’ordine e alla magistratura cui va il nostro sincero ringraziamento.
E’ netta la sensazione che un numero sempre maggiore di nostri concittadini stia   abbandonando indifferenza e rassegnazione per scegliere la strada della responsabilità e dell’impegno. Ma occorre fare di più! E’ il momento per i reggini e, soprattutto, per gli imprenditori di denunciare, senza timore e con piena fiducia nelle autorità inquirenti, i soprusi, le collusioni e le violenze attraverso cui la ‘ndrangheta pensa di poter continuare a mortificare la libertà e il benessere della nostro comunità. E’ il momento per noi tutti, cittadini e istituzioni insieme, di credere con forza e determinazione nella possibilità di costruire, qui e oggi, una Reggio più giusta, prospera e solidale con i propri figli: una Reggio libera dalle mafie.