Mammola (Rc): le incendiano il portone, chiede giustizia. E in meno di 12 ore arrestano il presunto colpevole

Mammola Larosa“Nell’arco di un anno questa è l’ennesima intimidazione che subiamo io e la mia famiglia. Il portone del XIX secolo NON ESISTE PIU’. Chi verrà a visitare il centro storico di Mammola non vedrà più il bel portone di Palazzo Piccolo, colpito per la seconda volta, ma questa volta definitivamente. La prima volta io solo per un caso non ero dietro le finestre in cui hanno sparato. Anche questa volta io e la famiglia siamo salvi, solo perché mi sono accorta di quel che stava avvenendo. Questa non è terra per gente ONESTA E PERBENE. MA IO QUESTA VOLTA PRETENDO GIUSTIZIA!!!”.

Daniela Larosa Fb2Daniela Larosa ha affidato a Facebook il suo sfogo, la sua richiesta di giustizia. Lo ha fatto questa mattina, urlando attraverso una tastiera. Le foto di quello che fu il portone della sua casa è stata lei a postarle, e sono diventate virali. Solo due: “vi risparmio le altre foto perché non ho tempo”, scrive a corredo.

Al suo urlo sono arrivati davvero in tanti.
E stavolta non solo attestati di vicinanza e solidarietà: nel primo pomeriggio i Carabinieri di Mammola e del NOC di Roccella Jonica hanno arrestato un ragazzo ritenuto responsabile degli atti incendiari: avrebbero risolto in poche ore grazie alle testimonianze raccolte ed alle registrazioni di alcune telecamere di sicurezza, che avrebbero ritratto l’uomo mentre appiccava il fuoco. Si chiama Nicodemo Scali, ha 22 anni ed è di Mammola: dovrà rispondere delle accuse di incendio e danneggiamento aggravato.

Daniela Larosa Fb3Scriveva stamattina su Facebook la giovane commerciante di Mammola (Rc): “A Gennaio del 2015 hanno sparato dietro le finestre di casa, ed io solo per un caso non mi trovavo lì proprio in quel momento, nel contempo bruciavano il portone. In Aprile sempre del 2015 hanno dato fuoco al mio negozio e alla mia auto. Dopo pochi giorni, a Maggio del 2015 hanno dato fuoco alla parte dell’auto che era rimasta integra (hanno preceduto di qualche ora il carro attrezzi). Questa notte hanno ancora dato fuoco al portone di casa, e le fiamme stavano propagandosi oltre. A casa si soffocava, a fatica riuscivo a parlare per chiamare forze dell’ordine e vigili del fuoco. Voglio vedere quando riceverò non il MIRACOLO MA GIUSTIZIA!!!”. Forse neppure lei si attendeva una tale celerità delle forze dell’ordine.
Mammola portone LarosaForse neppure il Coordinamento Libera Locride, che ha appena diramato questa nota: “Con rabbia Daniela La Rosa chiede giustizia per sé e per la sua famiglia. Dopo un anno di attentati e intimidazioni, l’ennesimo attentato alla sua abitazione, un incendio che ha distrutto il portone di casa del XIX secolo e che stava per propagarsi al resto dell’abitazione. A Mammola una notte incandescente: incendiata la Pasticceria “Paradise” e il Ristorante “La Taverna del Borgo”. La Locride ancora una volta colpita, ancora una volta fiamme che bruciano e distruggono… rabbia e indignazione per chi viene colpito direttamente ma colpiti in realtà lo siamo tutti, nessuno escluso. Questa terra deve mostrare vicinanza alle vittime di queste intimidazioni come se a bruciare fosse stata la propria casa… Il Coordinamento Libera Locride esprime la più totale vicinanza a Daniela La Rosa e alla sua famiglia, ai cittadini di Mammola invitando le forze dell’ordine a compiere ogni sforzo possibile sulle indagini, sollecitando la Commissione Nazionale Antimafia (In Calabria il 2 Aprile) a incontrare le vittime di questi attentati”.