La gaffe pubblicitaria vola su Ryanair. Ed è subito indignazione Selvaggia (Lucarelli)

di Ponzio Pilato — 

Mi sono perso ore e ore nel percorso della “stanza Selvaggia”, partito con il post di una “opinionista, conduttrice televisiva, blogger, conduttrice radiofonica, attrice e scrittrice italiana” (garantisce Wikipedia), tre foto a corredo, che fanno il pari con quelle postate dal salone dell’auto in Svizzera, dove la Lucarelli sorride in minigonna e stivaloni in pelle dentro il bagagliaio, seduta al volante, appoggiata alla carrozzeria delle Ateca che l’hanno obbligata, alla sua “prima volta a Ginevra”, a chiedere a Seat alcune integrazioni. Non sappiamo se il volo che l’ha ispirato stamattina fosse proprio quello di andata/ritorno dai suggerimenti di marketing regalati alla casa automobilistica spagnola. Ma conosciamo a memoria la sintesi del secondo affondo mkt:

Lucarelli CalabriaSulla rivista di bordo di Ryanair c’è la pubblicità della regione Calabria (che farà il giro dell’Europa) con tanto di loghi che indicano la sponsorizzazione della regione e non solo. Ora, la sciatteria e il degrado di un paese le capisci anche da queste cose. Non so chi sia il grafico/pubblicitario/copy che s’è occupato di questa pagina ma immagino sia un bambino di otto anni o un alcolista o il nipote del cugino del fratello di un qualche assessore del turismo calabrese ma ditemi voi se è possibile che : a) il titolo sia un mesto arial bianco che si vede malissimo e non è manco centrato. b) velo pietoso sui puntini di sospensione in un titolo (con la minuscola dopo). C) nella scritta in fondo “sistema aeroportuale” sia scritto “sistema aeroportualeR”.
Peracottari tutti. Chi ha incaricato dei peracottari, chi non ha visto gli errori dei peracottari e chi paga dei peracottari per lavorare con tutti i grafici/pubblicitari/copy bravi che fanno la fame.
L’altro Paradiso non è la Calabria. E’ il posto in cui per questa mediocrità non c’è spazio. (la Calabria è una regione bellissima, merita di più. Ribellatevi amici calabresi.)
p.s.
Sì, magari anche le ciavatte sullo scoglio le avrei tolte, ecco. Pure il mezzo culo del tipo in mezzo, ecco.

Selvaggia-Lucarelli-1
Selvaggia Lucarelli

Il post indigna, la pubblicità ancora di più. E il Codacons denuncia: «Questa pagina pubblicitaria rischia di fornire una immagine distorta della Calabria e delle bellezze del territorio, a danno del turismo locale. Non sappiamo chi l’abbia realizzata e quanto sia costata, ma chiediamo oggi il suo ritiro immediato da ogni rivista o testata e con un esposto alla Corte dei Conti invitiamo la magistratura contabile a verificare chi abbia pagato il messaggio, quale società lo abbia realizzato e, qualora sia stato pagato con i soldi dei cittadini calabresi, chiediamo che venga disposto l’immediato recupero delle risorse spese».

Oliverio LucarelliRisponde qualche ora dopo persino il governatore Mario Oliverio, sempre via social (ma se i social funzionano così bene, che pagano a fare portavoci – adettistampa – echipiùnehapiùneassume?). “Ha ragione Selvaggia Lucarelli, che ringrazio per aver segnalato una vicenda che non può in alcun modo trovare giustificazioni. Di fronte a questa ennesima porcheria frutto di una burocrazia sciatta ed indolente disporrò immediatamente una indagine conoscitiva per accertare ogni responsabilità. La Calabria merita altro”.

lucarelli paradisoHa ragione Selvaggia, come no. C’è da vergognarsi, di questa come di tutte le pubblicità che da anni vengono pagate per promozionare la Calabria, ma finiscono per renderla sempre più ridicola. Ci vengono in mente gli errori ortografici di Oliviero Toscani, i bronzi che, dopo aver giocato alla morra, – per dirla alla reggina – se la fujvano. E tanti, tanti altri soldi pubblici fumati via così, senza un perché. O forse con tanti perché, quelli con molti zeri.

Ho letto tanti, tantissimi commenti. Una giornata sana di letture e di commenti. Ora mi veniva in mente l’odio che Venditti conosce bene, ora l’amor patrio, in un altalenare pallido e assorto. Grafica orrenda. Foto ancora peggio. Claim (o vogliamo chiamarlo pay-off?) poco incisivo. Tutto vero. Ma, come in tanti hanno cercato di spiegare alla Selvaggia, quando mai si è vista la maiuscola dopo i puntini di sospensione (orrendi, questa gliela dobbiamo appoggiare)? Questo gran grafico avrebbe almeno potuto mettere un apostrofo, così la tirata di orecchie sarebbe stata superba.

calabria culoIn attesa di capire come andrà a finire (e quando), mentre anche voi starete leggendo e rileggendo tutto ciò che è stato e sarà scritto sulla Selvaggia inserzione a pagamento (che, come qualcuno ha scritto, viene regalata alla compagnia che ha deciso, ironia del caso, di lasciare gli scali calabresi di Reggio e Crotone: sarà stato prima o dopo la commissione pubblicitaria?), la chiudo con il commento grafico di Filippo Sorgonà (a sinistra, postato tra i mille e più commenti del post originale, quello sulla bacheca di Selvaggia Lucarelli in profilo Facebook – dida: “io la vedo così”).

Perché ci vuole culo, nella vita. E a volte neppure basta.