Era nell’aria: Sogas è più che a terra. Raffa spera ancora, nonostante la richiesta di fallimento

Era nell’aria da tempo, nessuna sorpresa per le sorti della Sogas.
La notizia ha fatto un giro veloce nel pomeriggio, quando è stato reso noto che il procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni e il pm Sara Amerio hanno presentato istanza di fallimento per la società di gestione dell’aeroporto dello Stretto. Dopo il decreto con cui l’Enac ha revocato l’affidamento della concessione dello scalo per carenza dei requisiti economico-finanziari necessari, arriva la pronuncia del Tribunale di Reggio Calabria a bloccare il decollo di ogni sogno di rilancio. I giudici hanno revocato i due decreti ingiuntivi (194.480 e 429.740,73 euro) contro la provincia di Messina: è competente il Tribunale delle Imprese di Catanzaro. E adesso?

aeroportoAdesso Sogas sta veramente a terra, altro che decolli.
Chi si è speso fino alla fine è stato il presidente della Provincia, Giuseppe Raffa, che stasera non dimostra stupore. Timore delle ricadute di quest’ennesima mannaia calata sul Tito Minniti, semmai. Ma nessuno stupore. Dichiara Raffa: “L’istanza di fallimento avanzata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di Sogas Spa era prevedibile dopo l’avvio della procedura di revoca della concessione alla società da parte di Enac. Dunque non siamo sorpresi. La fattispecie è analoga a quella di molte vicende che si sono registrate nel nostro territorio, recentemente anche per l’Atam. Non entriamo nel merito del lavoro dei magistrati, che rispettiamo pienamente, ma siamo convinti che l’esito del giudizio amministrativo al Tar, sulla revoca della concessione, possa essere determinante per le valutazioni della Procura. E’ scontato che, senza un aeroporto da gestire, Sogas vada incontro al fallimento che però potrebbe essere scongiurato qualora tutti i soci versassero le quote e le altre somme a ogni titolo dovute alla società, così come la Provincia fa ininterrottamente da anni. La nostra Amministrazione si è fatta carico di ripianare per conto di altri enti le ingenti perdite, di cui gli amministratori che si sono susseguiti nel tempo alla guida della Sogas si dovranno assumere le responsabilità davanti alla legge. In questo momento è necessario da parte di tutti un impegno di responsabilità politica e istituzionale per salvaguardare la Sogas ed evitare le pesanti ricadute che un fallimento provocherebbe sotto ogni profilo, a cominciare da quello occupazionale”.
Solo per la cronaca, ormai manca davvero poco all’estinzione della Provincia (inizio giugno, salve proroghe logistiche per permettere all’apparato amministrativo di calarsi più facilmente nelle nuove competenze della Città Metropolitana). E quindi anche alle ultime boccate di ossigeno che, comunque, non sembrano essere riuscite a riportare in vita la Sogas.