Da Reggio a Rende, le ragioni per il sì al referendum di domenica 17

No triv, sì ai referendum. Difficile anche solo da spiegare, la necessità di votare sì per dire no. Ma ci hanno provato in tanti, complici i social network che hanno fatto da sponda ad un vero e proprio push per spingere i cittadini al voto. Perché, come per tutti i referendum in Italia, il problema è proprio quello del quorum.
E dunque andate a votare. Anche per dire no. Ma intanto barrate il sì.

Agli sgoccioli la campagna referendaria, che ha unito geografie e ceti culturali. Ecco due tra le tante mobilitazioni del territorio regionale.

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notriv Rc 01Sono state intensissime le iniziative del Comitato apolitico delle associazioni e dei movimenti reggini “Vota sì per fermare le trivelle”. Durante l’ultimo mese e, in particolare, nella quattro giorni svoltasi a Reggio Calabria dall’8 all’11 aprile, tutte le associazioni cittadine aderenti al comitato si sono spese al fine di informare e sensibilizzare la popolazione sull’importanza dell’appuntamento referendario del prossimo 17 aprile sulle trivellazioni.

Flash mob, piazze tematiche, attività di volantinaggio, biciclettate, proiezioni di video tematici, queste sono solo alcune delle iniziative svolte in maniera capillare su tutta la città di Reggio Calabria. Nonostante le avverse condizioni meteorologiche abbiano portato ad alcuni cambiamenti in itinere nel programma, i referenti del comitato esprimono soddisfazione per l’ottima riuscita di quanto realizzato. In particolare molto partecipata è stata l’Agorà svoltasi a  piazza San Giorgio sabato 9 u.s. durante la quale, attraverso le testimonianze di esperti del settore afferenti le varie associazioni aderenti al comitato, è stato possibile esplicitare in maniera chiara le molteplici motivazioni per le quali è necessario votare SI al referendum. Interessanti anche gli interventi nella popolazione che seguiva l’agorà, che hanno permesso di creare un bel dibattito costruttivo tra il comitato e la collettività.
notriv Rc 02Il Comitato, benché soddisfatto del coinvolgimento pubblico, notando l’inspiegabile silenzio delle istituzioni, ha ravvisato la necessità di impegnarsi fattivamente in tale direzione, con l’obiettivo di chiedere una chiara presa di posizione dalle stesse che hanno il dovere di informare la popolazione, difendere uno strumento fondamentale della democrazia, quale il referendum, e far capire l’importanza della posta in gioco domenica 17 aprile.Di conseguenza tutta la settimana è stata incentrata su singoli incontri con il vescovo, i sindacati e le istituzioni con lo scopo di illustrare le motivazioni che spingono il comitato a promuovere il SI.
Esemplificando per tematismi, le motivazioni sono molteplici: quelle ambientali permettono di affermare con certezza la pericolosità per i nostri mari e il relativo ecosistema delle estrazioni e ricerche di petrolio; le motivazioni energetiche devono indurre lo Stato a puntare sulle energie rinnovabili per consentire davvero di non dover dipendere da altri paesi; ma le motivazioni sono anche economiche, perché le trivellazioni muovono un indotto esclusivista e lobbista teso a solo vantaggio dei petrolieri, mentre puntando sui sistemi energetici rinnovabili, sul turismo, sulla biodiversità ci sarebbe concretamente la possibilità di un incremento dei posti di lavoro e, infine, motivazioni politiche volte a mettere fine alle azioni governative tese al consolidamento di una strategia di difesa delle energie fossili.
Queste motivazioni sono state racchiuse in un “documento” stilato dal comitato reggino e inviato ai sindaci e alle istituzioni con l’invito a sottoscriverlo, palesando così il coinvolgimento istituzionale all’appuntamento referendario quale buon esempio per la cittadinanza.
Il lavoro intenso e costante del Comitato ha raccolto i suoi frutti. Nei giorni scorsi, con piacere, si è letta la dichiarazione di Monsignor Morosini, il quale ha esortato tutti ad agire con coscienza, “ad informarsi sulle questioni che sono motivo di referendum per poter scegliere con coscienza e responsabilità”. E il sindaco di Cinquefrondi, Michele Conìa, unico sindaco ad aver dichiarato da subito il suo SI promuovendo anche un convegno sulle trivellazioni nella sede istituzionale del Consiglio comunale, ha subito sottoscritto il “documento” promulgato dal comitato. Nel pomeriggio di oggi il Comitato Vota SI ha voluto concludere la campagna referendaria organizzando una conferenza stampa presso il salone di lampadari del comune di Reggio Calabria, a cui sono stati invitati Consiglieri regionali, Giunta e Sindaci dell’area dello Stretto. La conferenza ha avuto non solo l’obiettivo di raccontare la campagna appena conclusa e ribadire le motivazioni per votare sì, ma, soprattutto, intendeva stimolare l’impegno delle istituzioni mediante la sottoscrizione pubblica del documento “IO VOTO SI”. Istituzioni che invece, ancora una volta, sono state latitanti ad eccezione dell’Ing. Sera, Presidente della I commissione del Consiglio Comunale di Reggio Calabria, e del Presidente del Consiglio Comunale Demetrio Delfino.La chiusura della campagna è stata affidata a Legambiente che, per conto del comitato, ha organizzato alle 18.00 un divertente ma significativo flash mob presso Piazza Camagna.
Il comitato reggino scommette sulla partecipazione attiva di tutti i cittadini che vorranno far sentire la loro voce e si mobiliteranno per il voto, ricordando che  la vera politica è quella fatta dal basso dove ognuno ha il diritto e il dovere di esprimere il proprio parere su scelte che coinvolgono il futuro di tutti i cittadini che, in questo caso, sapranno che la scelta migliore sarà quella di votare SI.

no triv RendeArriva anche l’appello finale del Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle Rende. Domenica i cittadini italiani avranno modo di chiedere alla politica un futuro energetico diverso per il nostro Paese. Un futuro pulito, green, che sappia sfruttare le nuove tecnologie per creare energia, nuovi posti di lavoro e tutelare il nostro ambiente, anche e soprattutto quello marino.
Come gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle al Comune di Rende lanciamo un appello ai cittadini: domenica 17 aprile andate a votare e votate sì per bloccare le concessioni già attive entro le 12 miglia. E’ un dovere nei confronti del nostro mare ma è anche un forte segnale che inviamo al Governo per imporlo a modificare le sue strategie energetiche obsolete e figlie di accordi lobbistici che niente hanno a che fare con gli interessi dei cittadini.
In questi giorni, insieme agli attivisti del Meetup di Rende, ci siamo impegnati per sensibilizzare la popolazione giovedì scorso al mercato e ieri pomeriggio in giro per le piazze e le strade di Roges. Nonostante il silenzio del Pd (nazionale e regionale, Oliverio solo ieri ha sciolto le riserve) e le sue radicali contraddizioni, a partire dal premier non eletto da nessuno, i cittadini rendesi erano preparati al voto e consapevoli dell’importanza di esprimere questo diritto inalienabile.