Reggio antica sotto Piazza Garibaldi: parte oggi la proroga del divieto di sosta

di Josephine Condemi — 

Alla fine, inevitabilmente, ci si trova a parlare di tempi. Passata l’eccitazione per i ritrovamenti, passato il gioco delle ipotesi, che proseguirà per molto ancora, la domanda dei cittadini che a ogni ora del giorno e della notte sostano in piazza Garibaldi per sbirciare oltre le paratìe arancioni e respirare un po’ di storia – a qualunque periodo appartenga – non può che focalizzarsi sull’usque tandem. Fino a quando. Ovvero: e adesso che succede del parcheggio, degli scavi, della piazza?

Ma andiamo con ordine. Venerdì pomeriggio i più recenti ritrovamenti, materializzati con alcune anfore, sistemate come si poteva in cassette di plastica, molto simili (identiche?) a quelle utilizzate per trasportare frutta e verdura. Il saggio archeologico sotto piazza Garibaldi continua a restituire alla città frammenti di passato. Passato che andrà compreso e datato: le anfore, alcune integre, sono state catalogate e trasportate in deposito, così come i cocci di terracotta in vernice nera ritrovati qualche giorno fa. Resta nello scavo a far bella mostra di sé, dopo centinaia di anni, la struttura architettonica perfettamente conservata che rappresenta il rebus più impegnativo per gli archeologi e la soprintendenza, chiamata a far luce su questi reperti e attenta a non far trapelare nulla delle ricerche in corso. «L’archeologia è una cosa seria, ha bisogno dei suoi tempi» afferma il funzionario Emilia Andronico «ci vorrà almeno tutto il mese di maggio per completare i saggi».

piazza garibaldi Rc sostaUn mese. E il mese ricomincia proprio oggi: il divieto di sosta in piazza nelle vicinanze degli scavi, previsto fino al 30 aprile, è stato prorogato fino al 31 maggio.

«Magari si deciderà di comunicare qualcosa in più prima che finiscano i tre saggi previsti, ma al momento non abbiamo certezze, dobbiamo aspettare»: sorride Maddalena Sica, l’archeologa incaricata a portare avanti le verifiche nell’area. Il protocollo ministeriale infatti prevede che la stazione pubblica appaltante, prima dell’approvazione di un progetto preliminare, invii la documentazione alla soprintendenza, affinché l’opera da realizzare sia compatibile con un’area archeologica: nel caso dei parcheggi sotterranei di Piazza Garibaldi, progettati su iniziativa comunale, il cui primo finanziamento risale al 2004, il sito individuato era già di interesse. «Piazza Garibaldi fa parte del centro storico, fino al lato destro del corso del Calopinace» precisa Emilia Andronico. La foce dell’antico Calopinace, il fiume sacro Apsias, si trovava a Punta Calamizzi, il primo porto della città che gli storici hanno localizzato nei pressi dell’attuale stazione centrale. Punta Calamizzi che si inabissò nel 1562 a seguito della deviazione del corso d’acqua per la costruzione del forte di Castelnuovo, i cui resti sono stati trovati nell’area del Fortino a Mare (Tempietto).

La soprintendenza ha proceduto quindi con la prima verifica, i carotaggi, perforazioni del terreno lungo tutta l’area interessata dal progetto. «Nel 2008 ci siamo spinti fino a otto metri di profondità con una sonda di diametro di otto centimetri» ricorda il funzionario Emilia Andronico «e in tre casi abbiamo trovato indizi di resti archeologici preesistenti».

Le linee dei carotaggi e i segni dei fori sono ancora visibili per tutta la piazza. Nei punti in cui si è fermata la sonda, sono stati previsti tre saggi, scavi di verifica per capire cosa ci fosse sotto l’asfalto. Il primo saggio, iniziato martedì 19, già dopo pochi metri di profondità, ha fatto emergere la struttura architettonica.

piazza garibaldi Rc sosta2Il reperto ha stupito per l’integrità nella conservazione: «sopra non è stato costruito nulla, non è una situazione usuale per l’archeologia urbana» specifica Maddalena Sica «Non ci aspettavamo che fosse così in superficie e siamo riusciti a scavare velocemente. Non si dica che l’archeologia blocca sempre i lavori! Di certo» ha proseguito «città con una fondazione così antica hanno questo “rischio”: se scavi puoi trovare qualcosa».

Il funzionario Andronico precisa che «dovremmo raggiungere almeno gli otto metri di carotaggio in ognuno dei tre saggi previsti. Certo nessuno si aspettava ci fosse una struttura del genere, procederemo a scaloni» continua Andronico. Il secondo saggio, che inizierà tra lunedì e martedì della prossima settimana e il terzo, a seguire, sono previsti al limite della piazza, verso la stazione. E cresce l’attesa per la prossima scoperta.

Ma oggi è domenica, ed è pure il primo maggio. Anche chi lavora agli scavi ha diritto a un giorno di riposo.