Sotto Piazza Garibaldi c’è un podio della Rhegium romana: forse il mausoleo di una necropoli?

di Josephine Condemi —

Rc garibaldi recinzioneHabemus aetatem. Abbiamo un’epoca. Emilia Andronico, funzionaria della Soprintendenza, mette un punto fermo sul ritrovamento della struttura architettonica sotto piazza Garibaldi: «si tratta di un podio, un basamento rialzato di età romana, come si evince dalla costruzione».
Nessun forte spagnolo, nessun tempio greco: Andronico sgombra il campo dalle ipotesi più o meno ardite che hanno accompagnato questi primi dieci giorni di scavo. E chiede, ancora una volta, prudenza: «È troppo presto per stabilire sia la datazione precisa della struttura che l’edificio di appartenenza. Ma che sia un basamento, quindi un podio, romano, possiamo dirlo con certezza».

Adesso tutti gli indizi sul reperto portano a Regium (o Rhegium), il municipium diventato, in età augustea, Regium Iulii: i mattoni, l’opera cementizia in superficie, ovvero l’impasto di malta, pietre e ghiaia, il foro visibile ad occhio nudo. Adesso l’attenzione è sulla Reggio romana, che continuava a parlare greco e di cui abbiamo trovato tracce nel forum a Piazza Italia, nel macellum sotto la sede del Genio Civile, nelle terme sul Lungomare. E adesso, a Piazza Garibaldi.

«Piazza Garibaldi è nel cuore della Reggio più antica» sottolinea Daniele Castrizio, archeologo docente dell’università di Messina. «Siamo fuori dalle mura greche ma al centro di Punta Calamizzi, l’antico porto della città, che si estendeva fin dove adesso c’è l’ex dopolavoro ferroviario». Punta Calamizzi, individuata dagli storici nei pressi della stazione centrale, era la foce del Calopinace, l’antico fiume Apsias dove, racconta Tucidide, i calcidesi fondarono la città di Rhegion.
«Punta Calamizzi non è stata ancora indagata a fondo» continua Castrizio «questo basamento romano va inserito in un contesto più ampio. Per me» ipotizza «il reperto trovato potrebbe essere il mausoleo di una necropoli, poco fuori la città romana ma vicino al porto. Sono curioso di capire cosa verrà fuori dagli altri due saggi previsti».

Rc garibaldi scavo1-crolloPerché i saggi previsti dalla soprintendenza per valutare la compatibilità del progetto comunale di parcheggio sotterraneo nell’area sono tre. Tre volte infatti la sonda dei carotaggi effettuati nel 2008 si è fermata prima degli otto metri. «Ma non ci aspettavamo una struttura del genere a così poca distanza dall’asfalto» sottolinea Maria Maddalena Sica, archeologa responsabile degli scavi. «Un podio può voler dire tante cose (un podio può essere la base di un tempio, di un teatro, di un mausoleo, ndr) quello che ci stava sopra dipende da quello che troveremo da ora in avanti». La pioggia oggi non ha consentito di scavare bensì, come testimonia la proroga del divieto di sosta nelle vicinanze degli scavi della piazza, di delimitare l’area del secondo saggio, a ridosso della stazione. Dove continuano ad arrivare curiosi, telefonino infilato oltre le recinzioni per portare a casa un ricordo antico.
«Dobbiamo procedere a scaloni» continua Sica «e lo spazio rimasto nel primo scavo è poco, possiamo andare giù altri sessanta centimetri, non di più».  E continuare seguendo la linea del reperto trovato? «Dobbiamo attenerci al progetto del parcheggio, quindi al perimetro della piazza».
«I finanziamenti sono di competenza comunale, eventuali varianti e modifiche spettano a loro» spiega ancora la funzionaria della soprintendenza Emilia Andronico. Messa in sicurezza compresa.

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