La pioggia non ferma gli scavi. A Reggio escavatore ed occhi puntati ai 15 mq del secondo saggio sotto piazza Garibaldi

di Josephine Condemi — 

L’escavatore non si ferma. A Piazza Garibaldi continuano i saggi archeologici previsti dalla Soprintendenza in vista del parcheggio sotterraneo comunale. La pioggia, come sottolineato dall’archeologa Maria Maddalena Sica, responsabile degli scavi, non permette di approfondire il primo saggio senza fare danni. Consente però di lavorare sul secondo: da due giorni è stato delimitato, lato stazione, un altro quadrato quindici metri per quindici. Su questo quadrato da stamattina è in azione l’escavatore.

«Il primo passo è arrivare ad un metro di profondità dall’asfalto, poi procederemo a scaloni»: Eugenio Alampi è della ditta Alca Immobiliare srl, che con Evergreen srl e Italproget srl costituisce l’associazione temporanea di imprese che, nel 2014, si è aggiudicata l’appalto dei lavori del parcheggio. «Il reperto trovato per noi è un valore aggiunto» afferma Alampi. «Aspettiamo la relazione ufficiale della Soprintendenza, ma si troverà il modo per valorizzarlo. È bello, può essere l’occasione per fare arrivare altri investimenti. Un’opera» conclude «non esclude l’altra».
La relazione ufficiale della Soprintendenza, con la valutazione sulla compatibilità delle opere, da protocollo ministeriale arriverà alla fine dei tre saggi previsti, dopo aver messo in relazione tutti gli eventuali ritrovamenti. Nell’attesa, un punto fermo al proliferare delle ipotesi è stato messo dalla funzionaria dell’ente, Emilia Andronico: la struttura architettonica rinvenuta sotto la piazza è un podio di epoca romana.
Un basamento rialzato, che potrebbe far parte di un tempio, di un teatro, di un mausoleo e che continua ad attirare l’attenzione di esperti e curiosi, pronti ad ogni ora del giorno e della notte ad interrogarsi sul destino della piazza e sulle notizie raccolte fin qui.

Rc Garibaldi mappa«Mah, io non lo so»: il signor Domenico abita vicino gli scavi, passa spesso ad informarsi sull’avanzamento dei lavori. La sua perplessità è relativa al futuro del cantiere: «Ho poca fiducia, abbiamo poca fiducia perché non completano i lavori in questa città, lasciano tutto a metà. Quanto prendono, mollano e se ne vanno. Quello che hanno trovato è una cosa bella» continua «ma va curata. Altrimenti resta incompiuta». Un altro signore di mezz’età, di cui non riusciamo a capire il nome, è convinto da giorni che il reperto trovato sia un forte spagnolo: «mi sono documentato, ho studiato le carte. Sono i resti di Castelnuovo. Era immenso, i resti al tempietto sono solo di un lato della fortezza, gli altri sono questi nella piazza». E tira una cartina del 1500 per argomentare la sua tesi.

Anche lo storico Francesco Arillotta sosta al cantiere, convinto che sotto Piazza Garibaldi ci siano i resti del monastero di San Nicola di Calamizzi: «quello di San Nicola dei Giunchi è stato trovato, quello di San Nicola di Calamizzi no. Era un monastero importante, uno scriptorium in cui venivano trascritti i testi sacri. Io immagino in quest’area l’intero esercito bizantino che accompagna il proprio comandante al monastero, per lasciare in voto il proprio mantello». Ricomincia a piovere. Niente foto del reperto, per il professore. L’escavatore continua a lavorare, e cresce l’attesa per quello che potrà far emergere.