Reggio sotto piazza Garibaldi: i reperti bloccheranno i due piani interrati per le auto? Una storia che va avanti dal 1997

di Josephine Condemi — 

Anche a Reggio si parla latino, e vale l’antico brocardo vox populi, vox Dei?
Ha un suo fondo di verità la convinzione, gettonatissima in città, che la scoperta del podio romano durante i saggi archeologici sotto piazza Garibaldi abbia bloccato i lavori del parcheggio sotterraneo. Finora i colti hanno risposto che i lavori del parcheggio non sono mai iniziati, che l’archeologia preventiva avviene in fase di progettazione preliminare, molto prima della costruzione di un’opera. E in effetti gli articoli 95 e 96 del decreto legislativo 163/06 parlano di verifica archeologica prima che venga approvato un progetto preliminare: i saggi, dopo i carotaggi e le prospezioni, sono tra gli accertamenti che la Soprintendenza può far eseguire appena allertata dalla stazione appaltante. Dopo la chiusura del progetto preliminare, per integrare il progetto definitivo ed esecutivo, sono previsti dalla legge gli scavi archeologici, anche in estensione, cioè fuori dall’area in cui dovrebbe sorgere l’opera. Nel caso di piazza Garibaldi, però, l’appalto integrato ha preceduto le verifiche archeologiche: il progetto esecutivo del parcheggio sotterraneo, insieme ai lavori di costruzione, è già stato bandito dal Comune nel 2011, e aggiudicato definitivamente il 7 novembre 2014. Proprio l’associazione temporanea di imprese che si è aggiudicata la gara sta scavando in queste settimane sotto la piazza, insieme ad una società specializzata in verifiche archeologiche. Cos’è successo, nell’iter del progetto? Andiamo per ordine.

Rc lavori in corsoDel parcheggio nell’area si parla già in una delibera comunale del 1997. Il primo finanziamento è del 30 novembre 2004, sotto l’amministrazione di Giuseppe Scopelliti: € 8.212.107,83 provenienti dal decreto Reggio, il fondo istituito dal 1989 per il risanamento e lo sviluppo dell’area urbana di Reggio Calabria. Lo studio di fattibilità dell’opera, si legge in un decreto sindacale del 2011, rende necessario un rimpinguamento di € 2.500.000, che arrivano nel 2007 ( 2.582.284,50 per la precisione), finanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per la realizzazione del parcheggio sono quindi stati stanziati in totale € 10.794.392,33.
L’area della piazza ricade nel centro storico cittadino, delimitato dall’argine destro del Calopinace. La Soprintendenza decide quindi per i carotaggi, effettuati nel settembre 2008: due mesi dopo, a novembre, la relazione dei lavori, su carta intestata della N&G Geologia srl, evidenzia che “non è stato possibile eseguire carotaggi con l’acqua”, che sono stati trovati ripetutamente “frammenti di laterizi e/o tracce di terracotta” e conclude con l’auspicio di “verifiche più approfondite”. Verifiche più approfondite che, per legge, sono costituite dai saggi archeologici effettuati in questi giorni. Per Marcello Romano, da novembre 2015 dirigente ai Lavori Pubblici, «la fase preliminare si è chiusa con il parere positivo della Soprintendenza, che ha posto delle condizioni affinché questi approfondimenti venissero effettuati prima del progetto esecutivo». Di un altro avviso la funzionaria della Soprintendenza Emilia Andronico: «Il comune ha proceduto liberamente, con un percorso tutto suo. Quando siamo stati interpellati, noi abbiamo prescritto le verifiche del caso, quindi i saggi successivi ai carotaggi». Non è stato possibile reperire o visionare un documento che attesti una richiesta ufficiale da parte della Soprintendenza tra il 2008 e il 2011, né al Comune, né alla stessa Soprintendenza. Non sappiamo quindi, allo stato attuale, né se ci sia stata una richiesta ufficiale ignorata né se esista un documento attestante il parere positivo a procedere. Di certo, in quel periodo si è chiusa la fase preliminare del progetto, così come gran parte dell’iter relativo a quella definitiva. «Le progettazioni preliminare e definitiva sono state fatte all’interno dell’ente» conferma l’ingegnere Giovanni Festa, nominato a dicembre 2015 responsabile unico del procedimento. «La gara è stata bandita chiedendo alle imprese di apportare variazioni sul progetto definitivo».

Rc scaviNell’aprile 2011 l’allora sindaco facente funzioni Giuseppe Raffa firma il bando di gara. Un appalto integrato di € 10.277.381,40 che comprende l’ultima fase di progettazione, quella esecutiva, e i lavori di costruzione di un parcheggio sotterraneo a due piani: una rampa d’accesso a livello stradale per 193 posti auto, di cui 9 riservati ai disabili. «Non ho seguito io l’iter in quel periodo ma quella dell’appalto integrato con richiesta di variazioni sul progetto definitivo è un’impostazione che condivido» spiega Marcello Romano «perché si accelerano i tempi e si scarica la responsabilità esecutiva del progetto all’impresa che si aggiudica l’opera». Una tipologia d’appalto che, spiega ancora Romano, «non è più permessa dal nuovo codice contratti, entrato in vigore quest’anno: la legge è così cogente per ogni fase progettuale che l’opera deve essere cantierabile in ogni momento». In allegato al bando sono presenti il capitolato speciale d’appalto, lo schema di contratto, il cronoprogramma, il progetto definitivo e il disciplinare di gara. Solo quest’ultimo si trova online, sul sito del Comune, perché, si legge nel bando, la visione delle copie degli altri documenti è riservata al pagamento di € 50. Né è stato possibile visionarle in assessorato. Non va meglio alla voce Appalti e Contratti dell’albo pretorio comunale online, totalmente bianca.

Ma torniamo alla storia del progetto.

Rc scavi2A marzo 2012 l’allora sindaco Demetrio Arena firma l’avviso di apertura delle buste di gara. L’aggiudicazione provvisoria avviene un mese più tardi, nell’aprile 2012. Dopo la gestione straordinaria commissariale, dall’ottobre 2012 all’ottobre 2014, è del 7 novembre 2014 l’aggiudicazione definitiva della gara all’associazione temporanea di imprese formata da Alca Immobiliare srl, Evergreen srl e Italproget srl. Meno di una settimana dopo, il 12 novembre 2014, viene convocata la conferenza di servizi riguardo al parcheggio. La conferenza dei servizi è un istituto che serve ad acquisire atti amministrativi e coordinare i vari enti coinvolti in un progetto: quella del novembre 2014 è stata una conferenza decisoria, per valutare e approvare il progetto definitivo dell’opera. Tre giorni dopo, il 15 novembre 2014, viene varata la Giunta del sindaco Giuseppe Falcomatà. In sede di conferenza dei servizi viene chiesto parere definitivo alla Soprintendenza: l’allora direttore generale Francesco Prosperetti scrive (nota protocollo n° 7553 del 17/12/2014), che l’ente “sospende il parere ai fini dell’autorizzazione unica all’esecuzione delle opere pubbliche” chiedendo “integrazioni documentali”. In allegato, una nota della settimana prima (prot. n° 17075 del 12/12/2014) in cui evidenzia nell’area la “presenza di strutture sepolte”, segnala che l’ente da lui diretto ha richiesto “a diverse riprese la necessità di un’attenta valutazione del rischio archeologico” e che quindi il “parere non è formulabile”.

«È probabile che abbiano chiesto l’approvazione di tutti gli altri enti e solo dopo siano arrivati da noi» chiosa Emilia Andronico. Per Marcello Romano, invece, «gli accertamenti archeologici erano previsti nel quadro economico dell’opera, fuori dall’appalto». Se dal finanziamento iniziale, € 10.794.392,33, togliamo la cifra appaltata, 10.277.381,40,  otteniamo  € 517.010,93. Di questi, spiega Romano, «€ 124.392,33 risultano nel quadro economico per indagini archeologiche, geologiche e collaudi». Collaudi che sono inseriti pure in una voce apposita nel disciplinare della gara aggiudicata.

Ma torniamo alle indagini archeologiche.

«Da questa cifra complessiva di circa 120.000 euro, ne abbiamo stanziati poco meno di 40.000 per gli approfondimenti richiesti dalla Soprintendenza» afferma ancora Romano. «Fino a 40.000 euro, la procedura consente l’affidamento diretto. Per accelerare i tempi abbiamo quindi affidato i lavori alla ditta aggiudicataria dell’appalto integrato. Ditta che non aveva i requisiti per poterli svolgere, e si è quindi avvalsa di un’altra ditta che ne era in possesso». L’avvalimento è infatti una procedura consentita dalla legge attraverso cui un’impresa può aggiudicarsi un appalto attraverso la garanzia di un’altra impresa che possiede i requisiti richiesti. «Non è un subappalto» specifica Romano «è il recepimento di una direttiva Ue. Certo a queste latitudini pone altri tipi di problemi».
In questi giorni a Piazza Garibaldi sta quindi scavando la Alca Immobiliare srl, componente dell’ati vincitrice dell’appalto integrato, che si è avvalsa delle competenze e dei requisiti della ArcheoPros snc, di cui è co-titolare Maria Maddalena Sica, l’archeologa responsabile degli scavi che redigerà la relazione definitiva al termine degli approfondimenti. Approfondimenti iniziati il 19 aprile di quest’anno: all’albo pretorio comunale online, settore Lavori pubblici, si trova una determinazione di inizio aprile che integra una precedente, firmata a febbraio. «Avevamo già disposto gli accertamenti nel 2015» spiega Giovanni Festa «ma a livello contabile non è stato possibile procedere».

Rc Garibaldi scavi 1I finanziamenti relativi al parcheggio e le indagini archeologiche, come abbiamo visto, sono per 8 milioni su 10 provenienti dal cosiddetto Decreto Reggio, i cui fondi sono stati riattivati nel gennaio 2016. «Ci sono circa 300 milioni in prescrizione» spiega Marcello Romano «perché, tecnicamente, la cassa del Decreto Reggio si trova al Ministero delle Infrastrutture (Direzione Generale Edilizia Statale e Interventi Speciali, ndr) e quindi è svincolata dal bilancio comunale. Sono due cose diverse. Ma l’utilizzo di quei fondi straordinari per spese di bilancio, come è emerso dal caso Fallara, ha creato un cortocircuito: i soldi inviati dal ministero, scoperto il buco di bilancio, venivano usati come pignoramento nei confronti dei debitori del Comune. Ciò ha causato il blocco dell’invio dei fondi. Senza contare» spiega ancora Romano «che delle quattro leggi che compongono il decreto Reggio, solo due hanno disponibilità di cassa, ovvero soldi erogabili con certificazione di spesa entro due anni. Per ogni certificato programmato, passano sei mesi. Nessuno» sottolinea Romano «si è mai preso la briga di controllare le rendicontazioni al ministero, di avere una visione chiara sullo stato dell’arte: ci sono spese mai rendicontate. Per ogni lavoro le imprese hanno fatto convenzioni, molte sono scadute, vanno rinnovate». Dello stesso avviso l’assessore ai Lavori Pubblici Angela Marcianò: «l’iter di piazza Garibaldi è tra i più semplici, questo è un procedimento lineare rispetto ad altri, molto più confusi. Su tutti stiamo cercando di fare il punto. La mia posizione rispetto al reperto trovato e a quelli che eventualmente verranno è di non coprirli ma valorizzarli. Vedremo con la Soprintendenza in che modo».
Molto dipenderà da quanto verrà trovato anche negli altri due saggi previsti. «Stiamo aspettando che finiscano gli accertamenti per capire se effettuare eventuali modifiche alla progettazione» sottolinea Romano «La nuova legge del codice contratti, entrata in vigore quest’anno e già molto controversa, stabilisce che le varianti sopra il 10% in appalti che superano la soglia europea, stabilita in € 5.200.000, debbano essere istruite anche dall’Autorità Nazionale AntiCorruzione, quindi la procedura sarebbe più complessa. Allo stato attuale però il reperto trovato è ad un angolo rispetto al progetto, quindi non interferisce in modo strutturale».

Rc Garibaldi scavi 3Ma se ci sono nel quadro economico più di centomila euro tra indagini e collaudi, e ne sono stati impiegati solo 40.000 per le indagini archeologiche, non si può usare il resto per la messa in sicurezza dei reperti rinvenuti? «I soldi ci sono» taglia corto Romano «non tanto per i centomila di quella voce del quadro economico, già impegnati in azioni specifiche come indagini geologiche e collaudi, ma perché abbiamo il ribasso d’asta che non è stato ancora utilizzato». L’assessore Marcianò rassicura: «ho conferito con il ministro Delrio per un eventuale spostamento del parcheggio e ho ricevuto la sua piena disponibilità al riguardo. Nessuno poteva immaginare un ritrovamento del genere». L’unica eccezione per bypassare gli articoli 95 e 96 del decreto legislativo 163 del 2006 è che l’opera venga definita strategica o che riguardi ambiti speciali. Romano smentisce questa ipotesi: «non è il caso in questione».

Quindi l’indagine archeologica, seguendo la legislazione, avrebbe potuto/dovuto essere fatta prima. Allo stato attuale, la legislazione consente eventuali scavi in estensione. «Prima occorre chiudere l’iter delle indagini previste coi 40.000 euro spesi» afferma Romano. Si continuerà a scavare per tutto il mese di maggio, almeno. Nel secondo saggio si procede velocemente, perché finora non sono stati trovati reperti. «Se arriveranno saranno i benvenuti, perché danno valore aggiunto al progetto» chiarisce Eugenio Alampi della Alca Immobiliare srl «ma la mia impressione è che non se ne troveranno di ulteriori».
La città, con i centinaia di curiosi ed esperti che da giorni gravitano intorno alla piazza, attende. E intanto continua a chiedersi che ne sarà dei parcheggi, oltre che dei reperti.