Reggio scava ancora: 2 metri sotto il terzo saggio, niente. Si attende il georadar

di Josephine Condemi —

rc-garibaldi-terzo-saggioA loro interessano le mani, più di quello che c’è sotto i piedi. Sopra la scalinata della stazione centrale, un gruppo di ragazzi gioca a morra. Sono passate da poco le tredici, le voci che chiamano numeri riempiono il piazzale. Dall’altro lato della strada tre coetanei le ascoltano, perplessi. Hanno la stessa tuta sportiva, rossa, che contrasta con il marrone della carnagione. Alla loro sinistra, dentro il quadrato delimitato dalle paratie arancioni, dopo il ritrovamento della cunetta, è tutto fermo. Non si scava più nel secondo dei tre saggi archeologici previsti dalla Soprintendenza in vista del parcheggio sotterraneo comunale. I lavori da stamane si sono spostati nel terzo ed ultimo saggio, davanti agli occhi della statua di Garibaldi, per capire cosa abbiamo sotto i piedi.

Dentro il cantiere, assieme all’ormai consueto escavatore, lavora in tandem una motopala: poco dopo le tredici, siamo già oltre i due metri. Ne mancano ancora due per raggiungere la profondità in cui sono stati trovati, nel primo saggio, un podio romano e, nel secondo, una cunetta per l’acqua. La funzionaria della Soprintendenza Emilia Andronico osserva l’avanzamento dei lavori insieme alla ditta Alca Immobiliare Srl, componente dell’associazione temporanea di imprese che si è aggiudicata, nel novembre 2014, l’appalto integrato del parcheggio sotterraneo comunale di 10.277.381,40.

Il Comune, nei primi mesi del 2016, ha affidato alla ditta l’esecuzione dei saggi preliminari, previsti dalla legge in caso di progetti che ricadono in aree archeologicamente rilevanti. Il budget messo a disposizione per le indagini è poco meno di 40.000 euro, cifra che consente l’affidamento diretto per accelerare l’iter procedurale: la Alca Immobiliare Srl, per aggiudicarsi la gara, si è avvalsa dei requisiti dell’ArcheoPros snc ed entrambe hanno cominciato i lavori lo scorso 18 aprile nelle tre aree ritenute più interessanti in base ai risultati delle prime verifiche, i carotaggi, richiesti dalla Soprintendenza ed effettuati nella piazza nel 2008.

L’iter seguito dal progetto del parcheggio, per la cui realizzazione sono stati stanziati in totale € 10.794.392,33, è controverso: il decreto legislativo 163/2006 recita, agli articoli 95 e 96, che la verifica archeologica del sito tramite carotaggi, prospezioni e saggi venga effettuata prima della conclusione della fase progettuale preliminare, mentre in fase definitiva ed esecutiva è prevista la possibilità di eseguire sondaggi e scavi anche in estensione, ovvero fuori dall’area prevista dal progetto.

Il Comune ha bandito l’appalto integrato di progetto esecutivo e lavori di costruzione nel 2011, assegnandolo nel 2014. L’ente sostiene che la fase preliminare si sia chiusa con il parere positivo della Soprintendenza a condizione di eseguire i saggi prima della fase esecutiva: le indagini archeologiche, secondo quanto dichiarato da Marcello Romano, dirigente ai Lavori Pubblici da novembre 2015, sono state messe a budget fuori dalla cifra appaltata, nel quadro economico dell’opera; la funzionaria della Soprintendenza, Emilia Andronico ha invece dichiarato che le prescrizioni sono state effettuate a tempo debito, al momento in cui l’ente è stato interpellato ad esprimersi.

I saggi attualmente in corso nella piazza insistono quindi nell’area del progetto del parcheggio, al limite delle aiuole. Nel secondo sono previsti solo rilievi, riusciamo a strappare ad Andronico all’uscita dal cantiere, mentre il primo verrà ancora approfondito.

Perchè è nel quadrato lato corso (Garibaldi, ovviamente), che continuano a concentrarsi le domande più intriganti: cosa c’è accanto e intorno al podio romano, rinvenuto al confine della zona di verifica?

Anche in previsione degli eventuali scavi in estensione, la Comunità ellenica della Calabria, Megali Ellada, ha dichiarato la propria disponibilità ad effettuare gratuitamente indagini tramite georadar nell’area della piazza. Per l’associazione, la tecnologia non invasiva potrebbe consentire un guadagno di tempo prezioso nella ricerca di eventuali altri reperti. La richiesta formale è stata protocollata al Comune la scorsa settimana. «Un basamento come quello trovato nel primo saggio» sottolinea Daniele Castrizio, archeologo docente dell’università di Messina «è compatibile solo se lì vicino c’è una strada: una costruzione del genere non può sorgere in aperta campagna». In questa ipotesi, anche la cunetta rinvenuta nel secondo saggio farebbe parte di un contesto più ampio, da approfondire. Ad occuparsi dell’eventuale indagine, l’architetto Kostantinos Telios, che ha già svolto verifiche simili, in maniera gratuita, su piazza Italia e piazza Carmine. «Abbiamo ricevuto la loro disponibilità» commenta Franco Arcidiaco, componente dello staff del sindaco «e contiamo all’inizio della prossima settimana di fornire una risposta certa».