Gli scavi sotto Reggio attendono il quarto saggio e un ampliamento del primo. Vicini alla soluzione del rebus?

di Josephine Condemi —

Reggio continua a scavare. La pulitura odierna ha evidenziato l’imponenza dei muretti trovati ieri nel terzo saggio archeologico di piazza Garibaldi. Due muri che formano uno spigolo e un terzo muro, interno, che insieme delineano una struttura, ancora da definire: il quadrato su cui si sta scavando, al centro rispetto ai due precedenti, contribuisce così ogni giorno di più ad allineare le tessere del puzzle archeologico della piazza.

Una piazza che lentamente sta riportando esperti e curiosi nell’antica Roma. I reperti rinvenuti fin qui, nei tre saggi richiesti dalla Soprintendenza in previsione del parcheggio sotterraneo comunale, hanno infatti la stessa profondità rispetto al livello dell’asfalto, cioè quattro metri. Venerdì 13 il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha confermato con un comunicato che tanto il podio del primo saggio quanto la cunetta del secondo appartengono alla Roma imperiale: è verosimile quindi che anche questi tre muri, su cui ancora non si ha la conferma ufficiale, rientrino in quel periodo.

Il periodo di Regium, o Rhegium, Julii, il municipium che aveva la libertà di parlare la lingua greca di cui, finora, si erano trovate tracce nel forum a piazza Italia; nel macellum, ovvero il mercato di carne e pesce, sotto la sede del Genio Civile; nelle terme sul lungomare. Dal 18 aprile, data di inizio dei lavori, si aggiunge anche il sito di piazza Garibaldi, dalla superficie sempre più estesa.

Come si apprende dal comunicato del Ministero la riunione di giovedì scorso, il 12, tra Angela Marcianò, assessore ai Lavori Pubblici del Comune, Marcello Romano, dirigente dello stesso assessorato e Salvatore Patamia, segretario regionale MIBACT Calabria e Soprintendente regionale ad interim, ha stabilito un ulteriore saggio, il quarto, in una zona da concordare. Oltre all’ampliamento del primo saggio, dove è stato rinvenuto il podio. La parola d’ordine è ricostruire il contesto: proviamo quindi ad unire i puntini. Il podio romano, specifica ancora il comunicato, può appartenere o ad un monumento funerario, quindi un mausoleo, o ad un edificio sacro, quindi un tempio o l’altare di un santuario fuori le mura. I ritrovamenti di cocci e anfore nello stesso quadrato di scavo e l’asse est-ovest della struttura, orientata sulla linea del sole, potrebbero far protendere per quest’ultima ipotesi.
Anche la cunetta trovata a sud, nel secondo saggio, è orientata sullo stesso asse, e tra il muro interno e quello esterno, dei tre rinvenuti ieri, c’è uno spazio che assomiglia molto ad una possibile canaletta: identica? Di certo, sappiamo che il podio è stato saccheggiato e distrutto: nel secondo e terzo saggio, sottolinea il comunicato ministeriale, sono state trovate testimonianze di questo evento.

Domani, dopo i rilievi, Maria Maddalena Sica della ArcheoPros snc, società specializzata in indagini archeologiche, e gli operai della Alca Immobiliare srl, ditta componente dell’associazione temporanea di imprese che si è aggiudicata l’appalto del parcheggio, continueranno a scavare.

Per il progetto del parcheggio sono stati stanziati € 10.794.392,33, di cui € 8.212.107,83 provenienti dal decreto Reggio, il fondo istituito dal 1989 per il risanamento e lo sviluppo dell’area urbana di Reggio Calabria, e € 2.582.284,50 finanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Se sottraiamo la cifra appaltata, € 10.277.381,40, otteniamo € 517.010,93. Di questi, ci ha spiegato Marcello Romano, nel quadro economico dell’opera € 124.392,33 sono stati destinati ad indagini archeologiche, geologiche e collaudi. Nello specifico, il budget delle attuali indagini è poco meno di € 40.000. Il comunicato ministeriale, intanto, parla di un ambizioso piano di musealizzazione, valorizzazione e fruizione in situ di quanto emerso. E magari di quanto emergerà ancora.