Altro che lavarsi le mani: con il sorteggio c’è la possibilità che non vinca di nuovo un Barabba

di Ponzio Pilato — 

La verità? Avevo deciso di starmene buono buono in attesa della diretta streaming per godermi questa svolta epocale del sorteggio per le nomine dei rappresentanti negli enti sub regionali in Calabria. Mi era piaciuta questa scelta di non scegliere e lasciare che sia la sorte a decidere. Avevo gustato i rumors di chi già si lamentava perché “a saperlo avrei presentato pure io la domanda”, cui facevano eco i plausi forzati di chi invece già si sentiva comodo nelle poltrone ancora vuote.

sorteggioNicola Irto che rompe con le logiche politiche per restituire un senso alla politica. Per sottolineare la differenza tra lottizzazioni e professionalità. Per dire basta ai giochini riempi caselle con tanto di manuale Cencelli alla mano per non sbagliare nelle percentuali di spartizione. Bel coraggio, mi ero detto. Statti zitto.

E invece oggi mi tirano in ballo. Proprio quando avevo deciso per il silenzio. Non che mi sia difficile, no. Ma stavolta il Presidente del Consiglio regionale di Calabria mi aveva proprio tolto le parole.
Quindi, siccome tutto si può dire di me e delle mie mani lavate, meno che non sia in grado di esprimermi quando interpellato – anche se esprimermi significa demandare ad altri la decisione – quella “pilatesta boutade” infilata a metà del secondo comunicato diramato oggi dalla minoranza a Palazzo Campanella mi costringe a manifestarmi.

Mi verrebbe da farlo giocando sull’equivoco di chi vuole avvicinare, etimologicamente, la sorte al sortilegio. Perché di questo stiamo parlando: un sortilegio che sgretola le prebende. Però è sufficiente soffermarsi su quella che viene chiamata politica, ma in realtà è proprio il contrario: l’arte di governare nulla ha a che fare con le logiche di spartizione e di pretese che non sono proprie dei politici, ma dei politicanti, proprio quelli che hanno allontanato in modo così evidente i cittadini da chi li governa (o dovrebbe farlo). Certo, la colpa è di tutti e di ciascuno, sempre pronto dietro la porta del potere.
Ma in realtà, visto che il popolo (ancorché rappresentato dai consiglieri eletti) ha la propensione a scegliere Barabba, questa volta la scelta di non scegliere e affidarsi alla sorte esclude almeno al 50% la possibilità che vinca ancora Barabba. Non so per voi. Ma per me, credetemi, è una svolta storica.