Reggio sotterrata: il quarto saggio in piazza Garibaldi sarà più piccolo, il primo sarà allargato presto

di Josephine Condemi —

I reperti, e i reggini, stanno a guardare. A piazza Garibaldi adesso è questione di tempi: tempi della politica, tempi della burocrazia. Mancano infatti poco più di dieci giorni alla fine prevista dei lavori nel cantiere: i tre saggi che la Soprintendenza ha prescritto, in vista del parcheggio sotterraneo comunale, avrebbero dovuto concludersi il 31 maggio. Ma i ritrovamenti del podio nel primo saggio e della cunetta nel secondo, entrambi di età romana, hanno spinto il Segretariato regionale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo ad annunciare, attraverso un comunicato, l’esigenza di ulteriori approfondimenti: l’apertura di un quarto saggio e l’allargamento del primo, per scoprire dimensioni e funzione del podio. Un allargamento che la responsabile dell’ufficio stampa del Segretariato, Angelina De Salvo, definisce «imminente».

«L’allargamento del primo saggio avverrà a brevissimo, la data è imminente» afferma De Salvo. «Non posso fornire il giorno certo perché dobbiamo verificarlo con la ditta e il Comune, che è l’ente appaltante». Le verifiche archeologiche sono state infatti affidate dall’amministrazione comunale, per quasi 40.000 euro, all’Alca Immobiliare Srl, componente dell’associazione temporanea di imprese che si è aggiudicata l’appalto integrato del parcheggio e che, per eseguire i lavori archeologici, si è avvalsa di una ditta specializzata, la ArcheoPros Snc, di cui è co-titolare Maria Maddalena Sica, responsabile dei saggi.

Sica e gli operai dell’Alca continuano a scavare: di ieri il ritrovamento di due coppi, ovvero tegole ricurverc-garibaldi-terzo-saggio, perfettamente integri, dentro un quadrato di muri sempre più visibili. Muri rinvenuti alla stessa profondità del podio e della canaletta, cioè quattro metri: una coincidenza che accende le congetture di esperti e curiosi, costretti finora a sostare oltre le paratie degli scavi. Ma a breve, annuncia De Salvo, «Sempre d’intesa col Comune, la Soprintendenza ratificherà un progetto di scavo vero e proprio, in cui riqualificando l’area sarà possibile stabilire uno scavo archeologico a porte aperte, favorendo la condivisione con i cittadini». Niente più sguardi dal buco quindi, per fotografare e vivere al meglio i lavori in corso.

Ma quando è prevista la ratifica di progetto e in cosa consisterà? «Faremo delle riunioni, o un tavolo tecnico» aggiunge De Salvo «in cui discuteremo questi punti». Per Marcello Romano, dirigente dell’assessorato ai Lavori Pubblici, il primo incontro è previsto «settimana prossima. Finora non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione ufficiale, solo la necessità, espressa dal Soprintendente nella riunione della scorsa settimana, di proseguire gli scavi». Il comunicato diffuso dal Segretariato parla infatti di una riunione tra il nuovo Soprintendente ad interim Salvatore Patamia, l’assessore ai Lavori Pubblici Angela Marcianò, il dirigente Romano. Il dirigente rassicura sulla copertura economica di queste ulteriori indagini: «nel quadro economico dell’opera abbiamo inserito 124.392,33 euro per indagini archeologiche, geologiche e collaudi, di cui abbiamo speso solo poco più di 39.000 euro. I fondi non sono un problema».

E il quarto saggio? De Salvo non fornisce indicazioni precise ma spiega che «Non sarà un quadrato largo quanto i precedenti, marc-garibaldi-curiosi più limitato e mirato. Anche qui» precisa «Non posso fornire la posizione né una data certa». Ma, pare di capire, l’allargamento del primo saggio precederà l’avvio del quarto. Di sicuro, neanche in questi nuovi accertamenti si prevede l’uso del georadar: «Il georadar permette di capire se c’è qualcosa sotto, ma non cosa» sottolinea De Salvo. «Per la datazione e la stratigrafia, hanno ancora valenza le indagini documentarie tradizionali». Nulla di fatto quindi per la richiesta avanzata da Megali Ellada: il Comune ha rifiutato formalmente la disponibilità della Comunità dei Greci di Reggio di realizzare gratuitamente il georadar per non interferire con la direzione scientifica dei lavori, affidata alla Soprintendenza.

Una cosa è certa: «Di parcheggio, per ora, non se ne parla», esclama De Salvo. Dalla Alca Immobiliare Srl, il fratello del titolare, il signor Nucera, specifica la disponibilità dell’impresa ad apportare ulteriori modifiche al progetto, come quelle già affrontate per vincere l’appalto integrato. Non vogliono lasciare il cantiere a metà, specifica Nucera, ma aspettano cosa fare, una notizia ufficiale. L’eventuale spostamento in un’altra area del progetto del parcheggio, per Nucera, potrebbe creare problemi amministrativi: le ditte concorrenti, che hanno perso l’appalto, potrebbero ricorrere, spiega, convinto che si possano integrare i reperti nel parcheggio, una soluzione che costerebbe meno rispetto ad un sito archeologico ex novo. A patto, ovviamente, che le varianti vengano adeguatamente finanziate.

All’arrivo del cantiere, stamattina si sentiva proprio la voce di Nucera dire: «Non voglio comitati, però». Resta il dubbio se si riferisse al Comitato Corso Sud, che ha chiesto nei giorni scorsi all’Amministrazione di poter sedere ad un eventuale tavolo tecnico sul destino dell’area.

Il problema principale è la viabilità, aveva sottolineato la sigla che riunisce commercianti e residenti, in particolare per i mezzi Atam che sostano davanti ai negozi. «Il Comitato era già stato coinvolto in un tavolo tecnico sulle criticità» spiega l’assessore alla Pianificazione Sviluppo Urbano Sostenibile, Mobilità e Trasporti e Smart City, Agata Quattrone: «per superarle, pur attendendo come si pronuncerà la Soprintendenza, l’ipotesi è di estendere la Ztl anche nella piazza». Una Zona a Traffico Limitato che per ora non c’è neanche sul corso Garibaldi. «Aspettavamo che si chiudesse l’area di cantiere in quell’area» continua l’assessore. «L’obiettivo è massimizzare la pedonalità. Sull’estensione alla parte terminale del corso, vicino piazza Garibaldi, l’ufficio tecnico del traffico completerà in settimana le verifiche relative alla soluzione trovata». Gli autobus continueranno a fermarsi lì? «Con la stazione ferroviaria vicina, piazza Garibaldi è un punto di interscambio. Per quanto riguarda l’Atam, quindi gli autobus di linea, il tracciato è stato in parte già modificato. Occorrerà, in seguito, fare un ragionamento sull’utilizzo del terminal Botteghelle, da poco riaperto solo ad uso uffici».

Tempi della politica e della burocrazia, con i reperti, e i reggini, che attendono.