Piazza Garibaldi a Reggio: tutto tace, tranne il divieto di sosta

di Josephine Condemi —

rc garibaldi sostaL’ultima proroga del segnale stradale sposta di due settimane il termine dei lavori archeologici: 15 giugno, anziché 31 maggio. Dall’inizio dei saggi, richiesti dalla Soprintendenza in previsione del parcheggio sotterraneo comunale, le proroghe del divieto di sosta sono l’unico segno di cronoprogramma visibile sulle attività di scavo in corso.

Dopo l’annuncio della necessità di un quarto saggio, oltre i tre quasi terminati, e di un allargamento del primo, in cui è stato rinvenuto il podio romano, al Segretariato Regionale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo vige un assoluto silenzio sui tempi: l’allargamento è «imminente», aveva comunicato Angelina De Salvo, responsabile dell’ufficio stampa. Ma per le date, l’ufficialità e i dettagli, si attende la riunione con il Comune, che attende la riunione. Per Marcello Romano, dirigente dell’Assessorato ai Lavori Pubblici, l’incontro dovrebbe avvenire in settimana. Nel frattempo è silenzio, mentre dentro i quadrati di quindici metri per quindici si continua a scavare.

Nel secondo saggio Maria Maddalena Sica, co-titolare della ArcheoPros Snc, ditta specializzata in indagini archeologiche, e gli operai dell’Alca Immobiliare Srl, componente dell’ati che ha vinto l’appalto integrato del parcheggio, hanno terminato: dopo il ritrovamento della canaletta di età romana, nel quadrato più vicino alla stazione non si scaverà più.

Rc scavi 2016 1Gli sforzi, pala e piccone alla mano, sono concentrati sul terzo saggio, al centro rispetto agli altri due, che continua a restituire muri sempre più delineati, alla stessa profondità del podio e della canaletta: quattro metri dal livello d’asfalto, per una struttura ancora tutta da decifrare. Tra questi muri si trova una fossa di scarico, che Sica definisce la fortuna dell’archeologo: un punto da cui stanno riemergendo frammenti di cocci e tegole ricurve utilissime a datare il contesto di riferimento.

Perché la cosa più difficile, adesso, è unire i puntini: dal Ministero hanno confermato che il secondo e il terzo saggio si riferiscono ad un crollo della struttura del podio, che è stata saccheggiata e distrutta. Cosa aveva intorno? E di che cosa costituiva il piedistallo? Molte le ipotesi: un podio può appartenere infatti ad un monumento funerario, quindi un mausoleo, o ad un edificio sacro, quindi un tempio o l’altare di un santuario fuori le mura.

podio-romano-piazza-garibaldi-rcPer rispondere a queste domande, prima dell’allargamento del saggio, l’obiettivo è raggiungere il piano di calpestio, ovvero il livello del suolo ai tempi in cui il podio è stato costruito: nei prossimi giorni si continuerà a scavare per qualche decina di centimetri, non oltre, perché lo spazio tra la struttura e gli scaloni che segnano la profondità è molto ridotto. Ma accanto al ritrovamento, dopo la pulitura odierna, spuntano già ad occhio nudo frammenti che sembrano simili a quelli già trovati: cocci di terracotta e anfore. Che sia un’altra fossa di scarico?

I reggini guardano e scattano foto dal buco delle paratie, commentano in piazza e sui social e attendono, ad esempio, il piano di valorizzazione e musealizzazione dello scavo, che permetterebbe la fruizione a porte aperte. Ma, anche su questo, è silenzio.