Reggio sotterrata riemerge: oggi sono distinguibili altri due muri

di Josephine Condemi —

muro-particolareCosì parlò lo scavo di Reggio. Fatti di pietre continuano a riemergere a piazza Garibaldi, mentre l’unico cronoprogramma visibile dei lavori è ancora la proroga del divieto di sosta, fino al 15 giugno. Tace la Soprintendenza, tace il Comune, in attesa del tavolo tecnico che (forse) si farà in settimana su tempi e modi relativi all’apertura del quarto saggio e l’allargamento del primo, annunciati dal Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e le Attività Culturali e il Turismo. Nel frattempo, dentro il terzo saggio, la restituzione continua, pietra su pietra: da oggi sono ben distinguibili altri due muri, per una struttura che si arricchisce giorno dopo giorno di maggiori dettagli.

Una struttura squadrata, con muri costruiti a ridosso di quelli esterni, in parallelo. Un rebus che spetterà risolvere a Maria Maddalena Sica, l’archeologa responsabile delle indagini: che tipo di costruzione era? A cosa serviva? La somiglianza di questi muri con la massicciata accanto al podio romano, ritrovato nel primo saggio, è sempre più palese. La profondità è sempre quattro metri, la stessa per tutti i reperti riemersi dal 30 aprile: il podio, la canaletta e, adesso, la struttura in pietra.

Quattro metri sotto l’asfalto per la Rhegium romana che riemerge, restituita dai lavori che la Soprintendenza ha richiesto in previsione del parcheggio sotterraneo comunale. Proprio ad una delle tre ditte che si sono aggiudicate l’appalto integrato del parcheggio, in associazione temporanea di impresa, il Comune ha affidato i lavori di indagine archeologica per poco meno di 40.000 euro. Tre saggi da eseguire, dopo i carotaggi del 2008, secondo le indicazioni della Soprintendenza: quindici metri quadri ciascuno, stesso lato della piazza, dentro il perimetro del progetto, quindi dentro le aiuole.

Per aggiudicarsi questi lavori la Alca Immobiliare Srl si è avvalsa della ArcheoPros Snc, specializzata in indagini archeologiche, di cui è co-titolare Maria Maddalena Sica. Sono loro che in queste settimane stanno agendo nel cantiere: con l’escavatore prima e adesso, man mano che si riduce lo spazio disponibile, con spazzola, cazzuola, pala e piccone.

«Il quarto saggio dovrebbe toccare a noi» si è lasciato sfuggire stamattina Eugenio Alampi dell’Alca Immobiliare Srl. Anche la ditta aspetta: sebbene il Segretariato Ministeriale abbia confermato l’ulteriore saggio, più piccolo rispetto ai precedenti, di assegnazioni ufficiali e di localizzazione nella piazza non c’è ancora traccia.

Il codice contratti 2016 (D. Lgs. N°50/2016, art 25, comma 8) riprende, per le verifiche archeologiche, la stessa scansione dei codici precedenti: carotaggi, saggi e scavi anche in estensione. Ma, al contrario del codice 2006 (art. 96), che divideva le indagini tra la fase di progettazione preliminare (carotaggi e saggi) e quella definitiva ed esecutiva (scavi in estensione), il codice 2016 racchiude tutto nella fase di documenti integrativi dello studio di fattibilità. Molto oltre il caso di piazza Garibaldi: il progetto esecutivo e i lavori di costruzione del parcheggio sotterraneo sono stati aggiudicati definitivamente nel novembre 2014, dopo un iter lungo più di dieci anni. La somma a disposizione per le indagini archeologiche, geologiche e i collaudi, ha spiegato Marcello Romano, dal 2015 dirigente all’Assessorato ai Lavori Pubblici, è stata inserita nel quadro economico dell’opera, fuori dall’appalto: 124.392,33 euro, di cui sono stati utilizzati solo i 39.000 del primo affidamento.
I soldi per affrontare il quarto saggio e lo scavo in estensione del primo, quindi, sono nelle casse del Comune. Ad attendere il da farsi anche i proprietari dell’edicola accanto al podio, molto interessati all’estensione del primo saggio: «Non abbiamo ricevuto alcun tipo di comunicazione» spiegano.

Intanto le cassettine in cui l’archeologa raccoglie frammenti utili alle analisi del terreno e del contesto si moltiplicano. Lo scavo continua a parlare.