Lungomare di Reggio: quanta enfasi per una pagina scritta a Salerno

di Ponzio Pilato —

L’ho cercato ovunque. E alla fine l’ho trovato, il fantomatico articolo che inserirebbe “nella classifica dei Lungomare più belli d’Italia sul portale turistico di Virgilio.it” il nostro “chilometro più lungo”, come qualcuno lo definì a suo tempo. Ieri il sindaco figlio di Italo Falcomatà, che al Lungomare di Reggio Calabria ha dato natali e nome, ha diramato il comunicato sul “degno riconoscimento che rende giustizia alla nostra Città, una delle perle del Meridione”. Giuseppe Falcomatà, o chi per lui, ha creato la notizia in consecutio letteraria à rebours (dal Gabriele che pare mai abbia citato il Lungomare reggino al “sommo poeta” che ha battezzato il motore di ricerca sui lungomare), subito ripresa dai vari giornali on line, che evidentemente non hanno ritenuto necessario verificare l’informazione. Come è successo a Salerno, Finale Ligure, San Benedetto del Tronto, Bari: i 4 lungomare che vengono prima di quello reggino.

“Se c’è un aspetto del nostro Paese difficilmente eguagliabile è la bellezza del territorio e delle località turistiche. Inoltre, con l’immensa superficie costiera che caratterizza l’Italia non è difficile trovare i lungomare più belli e affascinanti del mondo. In questo articolo vogliamo proporvi una selezione, dalla Campania alla Liguria, dall’Abruzzo alla Calabria, dei lungomare più belli d’Italia”. Così inizia il pezzo de cuius. Una selezione di cinque luoghi. Con i commenti piccati di tutti gli altri luoghi non inseriti. E Taranto? E Manfredonia? E Napoli? (“Ma scherziamo? Fatemi il piacere ….”). E Riccione? E Giulianova? E Cagliari? E Trieste? (“non c’è ? è pura follia non citarla !!!”). E Loano? E gli altri liguri? (“quanto vi anno pagato per classifecare – acca e basi ortografiche a parte – finale ligure, ce ne sono più belli in liguria almeno 20!!!!!”).

lungomare virgilioCi sono poi altre domande che andrebbero fatte, prima di azionare le fanfare.
Tipo. Può chiamarsi “portale turistico di Virgilio.it” una singola pagina – difficilissima da trovare, per l’appunto – che ha come indirizzo http: //salerno.virgilio.it/ speciali/? Il fatto che Salerno sia il primo lungomare citato, l’unico di cui si inserisce la fotografia, oltre che l’identificativo della pagina, non dovrebbe far venire dubbi?
E poi. Non dovrebbe esserci una firma? Una descrizione delle motivazioni che hanno portato a quelle cinque scelte? Se lo chiede anche AmalfiNotizie, nel riportare il pezzo che i celeri uffici stampa insigniti di coccarda hanno evidentemente diramato urbi et orbi: “Salerno quindi nell’elite italiana, ma siamo sicuri che, dovessero fare la prossima volta qualche altro chilometro, i giornalisti di Virgilio sarebbero fortemente tentati dall’inserire nella lista anche quelli che caratterizzano i centri della nostra Costiera, molto più piccoli ma altrettanto affascinanti”.

Insomma. A parte il fatto che non voglio mettere in discussione la bellezza del Lungomare di Reggio: è sufficiente una passeggiata per abbracciarne la suggestione continua. Ma mi sembra quantomeno pittoresco dare tutta questa importanza ad una paginetta che conta appena 21 commenti e 200 condivisioni su Facebook (molto meno di qualsiasi post del sindaco). Verosimilmente messa su – pure in fretta – da qualche blogger salernitano giusto per animare un po’ l’estate.
Credevo che la comunicazione fosse altro. Credevo che le classifiche si basassero su lavori un po’ più concreti e credibili. Mi pare si chiamino analisi di marketing. Statistiche. Monitoraggi capaci di palesare metodi di rilevazione e indicatori. Ma evidentemente mi sbagliavo.
Il sindaco Falcomatà parte dalla paginetta diventata portale turistico per diffondere la propria visione turistica della città. Scrive di eccellenze e di “pezzi del mosaico si incastrano fino a creare un’unica splendida visione d’insieme”.  Ma per completare un puzzle serve qualcosa di più di una singola tessera buttata nel mare del web. Un mare magnum. Ma molto meno lungo di quanto possa sembrare ad una prima lettura superficiale.

Nimium ne crede colori.

[Non affidarti troppo al colore, all’apparenza delle cose] Virgilio