Migranti: quando l’umanità non sa nuotare

di Marcella Proust —

sbarchi rc 2016 0529 01Il “solito” barcone che si è capovolto a 40 miglia dalle coste libiche. Il “solito” salvataggio del pattugliatore della Marina Militare Vega. Il “solito” sbarco”. Il “solito” bilancio.
36 donne, 6 uomini e tre bambini, tra i sei mesi e i due anni di vita. Sono l’ennesimo bilancio di ciò che succede dall’altra parte del mare. Sono i 45 cadaveri “sbarcati” ieri al porto di Reggio Calabria, capaci di sollevare rabbia e indignazione multiple e social. Social, proprio così. Ieri su Facebook venivano pubblicati in tempo reale gli scatti dei 600 sopravvissuti. Un’istantanea (a destra) ha fatto il giro del web: una mano stanca, esanime, che spunta dal tendone sotto cui trovare riparo. C’erano 30 gradi, ieri. Giorgio Neri, corrispondente dell’Ansa, ha puntato lo smartphone e documentato ciò che la stampa locale e nazionale stava raccogliendo. Ma ormai siamo talmente abituati al peggio che immediatamente si è gridato allo scandalo, pensando alla voglia di costruire una finta morte. Così l’autore si è dovuto difendere – “ho già chiarito che non è la foto di un migrante morto, ma di un profugo in attesa di identificazione, che durante l’attesa ha cercato di sbirciare fuori dal tendone. Voglia di libertà, speranza, nella tragedia di tante vite. Non voleva essere spettacolo, solo la rappresentazione di un emblematico gesto di un uomo, una donna, non so, ancora capace di aprirsi alla fiducia del mondo”. Così qualcuno ha smesso di battere sui tasti, qualcun altro si è ributtato a capofitto in altre notizie. Basta cercare: se ne trovano tante su cui versare finta indignazione.

Era ieri. Oggi ne stanno sbarcando altri 400, a Corigliano (Cs). La nave di Medici Senza Frontiere “Dignity I” sta attraccando a Schiavonea, a bordo oltre 400 migranti recuperati in questi giorni nel Canale di Sicilia. Ad avvisare la stampa è il sindaco Giuseppe Geraci: “L’Amministrazione Comunale, informata dalla Prefettura di Cosenza, ha immediatamente messo in moto la macchina organizzativa per garantire collaborazione e assistenza totale per le operazioni di sbarco”.

sbarchi rc 2016 0529 02Intanto a Reggio le bandiere sono a mezz’asta.
Un modo per unire l’oggi, il presente, ai troppi ieri.
Lo ha annunciato ieri pomeriggio il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, sempre tramite Facebook: “Sgomento e cordoglio per le vittime dell’ennesimo naufragio, 45 delle quali arrivate al porto di Reggio sulla nave che ha trasportato oltre 600 sopravvissuti. Il Mediterraneo, culla della civiltà, è oggi cimitero sui cui fondali giacciono corpi inermi, vite spezzate, speranze. Nel nostro mare sta morendo soprattutto l’Umanità. In segno di lutto ho disposto che per tutta la giornata di domani le bandiere del Consiglio regionale siano posizionate a mezz’asta”.

Nel nostro mare sta morendo l’umanità? Forse è già morta del tutto. Forse, semplicemente, non sa nuotare.