Lo sparviero ferito dal fumo. Ieri notte a Gerace hanno bruciato un sogno

di Marisa Larosa —

gerace“Sei di Gerace?”.
“Sì!”.
“Wow! Un paese bellissimo”.

Ebbene sì, Gerace è tra i borghi più belli d’Italia: un “borgo incantato” che, mentre giri per i vicoli, ti racconta la sua storia. Una storia che sa di leggende, di favole, di racconti popolari. Da oggi Gerace ha una storia in più da raccontare, ma stavolta è una storia amara.

Questa storia inizia otto giorni fa, nel momento in cui vengono consegnate le macchinine elettriche, tanto attese dall’amministrazione comunale e dall’intero paese. Domenica, con una grande festa in piazza alla quale erano presenti i tour operator russi e tedeschi, le macchinine elettriche sono state inaugurate ufficialmente. Ma dopo nemmeno ventiquattro ore dal loro primo utilizzo, un incendio doloso ad opera di ignoti le ha distrutte.

Gerace rogo 2016 0530 1Gerace ieri mattina si è svegliata sporca di cenere e fumo, macchiata da un atto vile. A sette giorni dalle elezioni comunali “perché?” è la domanda sulla bocca di tutti, che corre veloce sulle tastiere e si diffonde sui social. Lo sconforto tra i cittadini dilaga: manca l’abitudine a questi orrori.
I messaggi di solidarietà arrivano subito a dare conforto. Ma dopo una giornata amara, dopo aver sentito il primo cittadino triste, arrabbiato e deluso, dopo che tutti i cittadini hanno tirato fuori rabbia e indignazione, l’unica cosa che si percepisce è che non importa tanto il motivo per cui è stato fatto: è il gesto in sé a ferire lo “sparviero”, come forse mai era successo.
In questo momento non è importante chi amministra o chi amministrerà questo borgo tra i più belli di Italia, la verità è che oggi Gerace è stata offuscata dal fumo ignobile di un gesto vile. Qualcuno su Facebook ha scritto che oggi Gerace ha perso la sua innocenza, qualcun altro si mostra rassegnato sul fatto che la nostra terra non potrà mai cambiare. C’è chi parla di fatti malavitosi, chi di ritorsioni politiche: ognuno cerca nel suo piccolo di darsi delle risposte per superare l’accaduto. Ma al di là del motivo, conta solo che oggi Gerace piange, annebbiata da quella sottile scia di fumo che ha risvegliato tutto il paese e che resterà ad aleggiare su ciascuno di noi per molto tempo.

“Stanotte è bruciato il sogno di una Gerace diversa” ha detto ieri il primo cittadino.
Da cittadina mi sento di dire a tutta l’amministrazione, ai candidati che domenica attenderanno i risultati delle urne, ma soprattutto a tutti i cittadini geracesi che un sogno non può finire così: questo terribile evento non può uccidere il sogno di una città migliore “perché ormai che ho imparato a sognare non smetterò” (Negrita).