Attenzione: a Cosenza non ha vinto Occhiuto. Ha vinto Zuckerberg

di Angela Potente —

Nella ridente cittadina ai piedi della Sila e a due passi dal mare, Cosenza, si è votato. Nulla di strano. Si è votato in altre città ben più importanti per cui fin qui siamo nella normalità.
Ciò che però sta turbando molti sonni è l’esito di tali votazioni. Ebbene sì: nonostante gli eroi scesi in campo del Pd ha stravinto il sindaco defenestrato circa cinque mesi fa, Mario Occhiuto.

Scrivo stravinto perché è vero. Io vorrei che non fosse vero ma la storia non si può manipolare né edulcorare. E sono giorni questi in cui tutti, e dico tutti, sproloquiano offrendo la loro ipotesi.

Perché ha stravinto? I più politicizzati parlano e scrivono di debacle del Pd. E non hanno torto. Lo è stata. A tutti gli effetti. Nonostante gli aiuti da casa madre (leggi Renzi) non sono riusciti a scalfire minimamente il blocco delle 15 liste a sostegno dell’ex sindaco-ora-di-nuovo-sindaco.
I più tecnici filosofeggiano invece sull’assurda pratica del voto disgiunto: vero responsabile – secondo le loro dettagliate analisi – della vittoria del nostro beniamino e della sconfitta dei nostri eroi.

Suppongo siano tutte letture veritiere. Non sono una politologa né mi intendo di leggi elettorali. Sono solo una elettrice, che puntualmente perde ad ogni elezione, con molta fantasia.

occhiuto FB 5E con la mia fervida fantasia ho sviluppato una piccola teoria che potrebbe spiegare, ma è davvero fantasiosa vi avverto, questa vittoria.
Io penso che alla vittoria di Occhiusan (io lo chiamo così da almeno cinque anni e dato che ha vinto continuerò a farlo) abbiano contribuito due fattori determinanti: il social e il conseguente abbattimento dei famosi sei gradi di separazione di Karinthy.

occhiuto FB 1In definitiva se nella pratica ha vinto Occhiuto nella teoria applicata ha vinto Zuckerberg.
L’utilizzo capillare e metodico del social network ha fatto del nostro sindaco un beniamino del popolo. Una figura prima irraggiungibile, chiuso nelle sue stanze di palazzo, che finalmente diventa alla portata di tutti. Perché bisogna dirlo: Mario sul social in questi anni ha risposto a tutti, persino a me (mi promise, ricordo, “l’impiatazione” di cento alberi… va beh), a me che sono polemica fino allo sfinimento del mio interlocutore. Ricordo che ad un certo punto trovavi Mario Occhiuto Profilo uno, Profilo due, Profilo tre. Un proliferare di profili e scusate il gioco di parole. E tag su tag dall’uno all’altro profilo come in una cibernetica quadriglia, una danza, un paso doble continuo.

Suppongo abbia rischiato anche di sviluppare personalità multiple il povero. Ma alla fine, come in ogni favola che si rispetti, questo sacrificio ha portato i suoi frutti. È diventato il sindaco del popolo web. Un supereroe dai poteri straordinari. Capace di farti spuntare un cantiere alle spalle senza fartene accorgere e poi postando foto sul web renderti partecipe di ogni pietruzza rimossa, spostata, abbellita.
occhiuto FB 4Ogni passo una foto, ogni foto un like, cento like, mille like. Una sinfonia sempre più crescente di like e consensi e foto e statue, e cantieri aperti, e piazze su piazze, e mercatini e fiere, e concerti e musiche e cotillons e luci. Luci ovunque. Per la qualunque. Una luce, una qualunque. E sogni di fate nella villa vecchia, e lungofiumi quasi parigini a portata di piede e tacco. Un tripudio di fuochi d’artificio, e fumo e artificio. Tutto questo per portare il cittadino a dire: quello che ha fatto lui per la città nessun altro sindaco! Sì. Quel che ha postato lui sul social non lo ha postato nessuno: concordo e confermo.

occhiuto FB 2Certo è stato più fortunato rispetto ad altri, il suo primo mandato ha coinciso con il boom del social, ma non è stata cosa di tutti capirne appieno le potenzialità da sfruttare. Lui invece le ha comprese e sfruttate.
E arriviamo così ai sei gradi di separazione. Annientati in solo colpo. È bastato un click, un tag, e il sindaco lo avevi a portata di parola e talvolta di parolaccia. Ma lui niente, imperterrito e impermeabile ha tirato dritto sul suo cammino. Cammino che, nonostante tutto, lo ha riportato sulla seggiola, scomoda secondo me, del primo cittadino.
Ha saputo creare una roccaforte inimmaginabile di consensi virtuali. Che alla fine si sono tradotti in consensi reali.
Quello che a conti fatti non hanno saputo fare i suoi competitor. Porto un esempio: ho scritto, durante la campagna elettorale, un post leggermente critico sulla pagina ufficiale del Pd. Mi ha forse risposto qualcuno? No. Se invece avessi scritto sulla sua pagina, oh quante repliche avrei ricevuto: da ognuno dei suoi fan e alla fine anche da lui in persona.
È qui la differenza: la lontananza dal popolo – che ogni bravo politico si assicura di avere mentre occupa la poltrona e che ricorda di annullare solo sotto la spinta del periodo elettorale – Occhiuto l’ha abbattuta a furia di clic e tag.

occhiuto FB 3È un’interpretazione dei fatti troppo fantasiosa, direte.
Probabilmente sì. Ma vi avevo avvisati che ho una fantasia iperattiva.
E poi fatemi consolare almeno con questa mia lunga boutade. Mi aspettano cinque anni di tag e clic e quant’è bello Mario… abbiate comprensione.

Ps. Vorrei rassicurare il popolo di Reggio Calabria: solo Sgarbi vuole portare i Bronzi a Cosenza. Di bronzei volti ne abbiamo già abbastanza…