Opere pubbliche a Reggio: urge ricucire rapporto tra Comune e Soprintendenza

da Francesco D’Amato —

Le vicende del Lido Comunale G. Zerbi e del Corso Garibaldi (e forse anche di Piazza Garibaldi), pongono l’interrogativo sulla qualità del rapporto esistente fra Istituzioni locali, in questo caso il Comune di Reggio Calabria e le Soprintendenze ai beni culturali, ambientali, paesaggistici, archeologici. In un territorio come il nostro dove il fenomeno dell’abusivismo e del rispetto delle normative urbanistiche ha assunto storicamente forme gravi ed allarmanti, la “Tutela” non può che essere un valore da perseguire e difendere dentro e fuori le Istituzioni.

Rc lavori in corsoReggio Calabria negli ultimi decenni, dagli anni del Sindaco Italo Falcomatà in avanti sino ai governi Scopelliti e Arena, ad oggi, sta cercando di compiere un percorso evolutivo della propria identità sempre più proiettata verso un modello di turismo sostenibile ma anche economicamente produttivo, da conseguire oggi pienamente nella Città Metropolitana.
Reggio ha quindi il dovere di pretendere coerenza, chiarezza e soprattutto convergenza di intenti da parte dei diversi attori istituzionali in gioco. Opere pubbliche per centinaia di milioni di euro (cantierate e da appaltare) sono non una boccata di ossigeno ma un vero e proprio tornado di aria nuova per l’economia locale, nuova linfa per il tessuto produttivo delle piccole e medie imprese, terreno fertile per la nascita di nuove imprese giovanili. Gli interventi e l’attivismo della Soprintendenza, per quanto inevitabili per le prerogative istituzionali connesse, andrebbero attentamente “previsti” con appositi tavoli di negoziazione prima, durante e dopo l’appalto dei lavori, quali veri e propri  focus in cui si comprendano i ruoli reciproci, le conseguenze di determinate scelte, le soluzioni praticabili e quindi “le partite” che in questa città si stanno giocando. Vere e proprie partite per la vita di un’intera generazione di giovani e meno giovani, laureati e non, senza lavoro e quindi senza futuro, che stanno andando via con una nuova emigrazione di massa. Imprese e negozi che chiudono e desertificano le vie del centro e delle periferie.

E’ una situazione gravissima, che il blocco e il ritardo nell’esecuzione di opere pubbliche, importantissime per Reggio, aggrava e complica, con il conseguente rischio della perdita di ingenti risorse regionali, nazionali e comunitarie. Se la Tutela dei beni è un principio inderogabile lo è altrettanto il percorso di crescita e sviluppo della città che da Italo Falcomatà sino a Scopelliti, Reggio Calabria ha vissuto e deve continuare a perseverare. Le presenze di Renzi e Franceschini a Reggio Calabria per l’inaugurazione del nuovo Museo Archeologico sia dunque seguito da un loro intervento deciso e autorevole sull’efficacia e la qualità del sistema di relazioni in essere fra Soprintendenze ai beni culturali, ambientali, paesaggistici, archeologici e Comune di Reggio Calabria. La classe dirigente attuale del Comune e delle Soprintendenze dimostri di essere all’altezza. La qualità delle relazioni deve migliorare, il dialogo deve crescere, l’intesa deve avere la meglio.
Si ristabilisca, nell’interesse generale, fra Soprintendenze e Comune di Reggio Calabria un clima di collaborazione istituzionale positivo e “costruttivo” che risolva le contraddizioni, gli attriti e lo stato di empasse in cui si trovano le opere pubbliche nella nostra città.