A Tabularasa il focus sull’immigrazione con Barbara Schiavulli. Stasera la narrazione calabrese con Criaco, Gangemi, Bottero e Palanca

da Labecom —

Dal Medioriente all’Africa si alzano grida di aiuto di uomini, donne e bambini per un sordo Occidente. Al centro del talk “Tabularasa” all’Arena dello Stretto un argomento di estrema attualità, “Immigrazione: La strada della paura, la strada dell’accoglienza”, che ha visto come protagonista l’inviata Barbara Schiavulli. Scrittrice e corrispondente di guerra per diverse testate, è stata in fronti caldi come Iraq, Afghanistan, Palestina, Israele, Pakistan, Sudan, Yemen, Africa. Un’esperienza profonda che ha voluto raccontare, offrendo agli uditori un’analisi dell’altra faccia della medaglia, ovvero, il punto di vista di chi rischia la vita per sopravvivere o fuggire dal proprio paese dove mancano le basilari regole democratiche. “La religione e le diversità etniche in alcuni Paesi rappresentano elementi che facilitano e prolungano i conflitti interni”.

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da sinistra Mortelliti, Schiavulli, Branca e Mangiola

Tra le storie di guerra narrate nel corso della serata c’è quella di Sana’a, la capitale yemenita che Barbara narra come la “Venezia d’oriente”, una città costantemente bombardata e punto di approdo della tratta di esseri umani che prelevati in Africa vengono “abbandonati” in Yemen. Da Oriente a Occidente, Barbara racconta un’altra storia targata Caraibi, con Haiti messa sotto scacco dalle “chimères”, il braccio armato del presidente formato da baby criminali drogati e istigati alla violenza. Da questo scenario è scaturito l’argomento principe della serata, ovvero il deficit di comunicazione, che esiste particolarmente in Italia, sui conflitti armati disseminati nel globo. “Ci sono molti focolai di guerra, almeno un’ottantina, purtroppo la stampa non dedica molto spazio. Le notizie provenienti dall’estero non fanno vendere i giornali, tuttavia servono per spiegarci il mondo che ci circonda. In Italia, purtroppo, se ne parla solo quando accade qualcosa di eclatante o ci sono di mezzo italiani. Ormai chi fa Esteri è una specie di giornalista in via d’estinzione, mentre internet è un gran contenitore dove c’è tutto e il contrario di tutto, che non ti dà sicurezza su ciò che leggi”. Ad informare sul tema ci pensa la web radio Bulletts nata un paio di anni fa su idea di Barbara Schiavulli e Alessia Cerantola. “Oggi siamo quasi in trenta ad occuparci principalmente di esteri, e cerchiamo di dare tutte le notizie che non vengono date dai giornali italiani”. “Bulletproof diaries. Storie di reporter di guerra” è invece l’ultimo libro scritto da Barbara in cui racconta i suoi 15 anni trascorsi in Afghanistan, la cui particolarità risiede nella tipologia comunicativa, essendo un “giornalismo grafico” che attraverso lo stile fumettistico cerca di raggiungere il mondo giovanile. Nel corso della serata è intervenuta anche Bruna Mangiola che, radunando attorno a sé 150 volontari, ha dato vita al Coordinamento di prima accoglienza, nell’ottobre del 2013, per offrire i primi aiuti ai migranti che giungono al porto di Reggio.

La scrittura sarà invece la protagonista di stasera (martedì 12 luglio ore 21), sempre all’Arena dello Stretto, con gli autori calabresi Gioacchino Criaco, Mimmo Gangemi, Paola Bottero e Nicola Fiorita, componente del collettivo di penne “Lou Palanca”. La nuova narrazione della Calabria sarà preceduta, alle 19.30, dall’esibizione musicale di Augusto Favaloro che presenterà il suo nuovo album.

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