A Tabularasa la nuova narrazione degli scrittori calabresi

da Labecom —

La scrittura, i nuovi linguaggi, le sperimentazioni, la “rinascita della letteratura calabrese”. Al centro del talk “Tabularasa”, ospitato nella suggestiva cornice dell’Arena dello Stretto, il tema “La nuova narrazione della Calabria” che ha visto come protagonisti gli autori Gioacchino Criaco, Mimmo Gangemi e Nicola Fiorita, componente del collettivo di penne “Lou Palanca”. I tre si sono confrontati sulla nuova fase narrativa della regione con la scrittrice e giornalista, piemontese di origine e calabrese d’adozione, Paola Bottero (che ha parlato del suo lavoro “Carta Vetrata”) e con il giornalista Alessandro Russo. Il dibattito è stato preceduto dall’esibizione musicale del cantautore reggino Augusto Favaloro: in anteprima la presentazione del suo nuovo album l’Ep “Normale?”. Fiorita, docente dell’Università della Calabria e  autore con i “Lou Palanca” dei romanzi “Blocco 52” e “Ti ho vista che ridevi”, ha raccontato la sua esperienza di scrittura a più mani: “E’ un viaggio continuo di file, si manda il pezzo agli altri che hanno il diritto – dovere di intervenire. Far parte di un collettivo e fare rete è importante nella ricostruzione dell’immagine di questa regione e apre una nuova stagione”.

Tabularasa da sinistra Russo Fiorita Gangemi Criaco Bottero
da sinistra Russo, Fiorita, Gangemi, Criaco e Bottero

Si è detto aperto a questo tipo di sperimentazioni Criaco, autore del romanzo “Anime nere” da cui è stato tratto il film diretto da Francesco Munzi, vincitore di nove David di Donatello: “La letteratura – ha sottolineato – è liberazione assoluta di se stessi. E quando ciò che hai liberato piace anche agli altri è una grande soddisfazione”. Per Criaco non esiste un modo migliore di altri per raccontare la Calabria: “L’arte è tua, deve essere libera, non puoi darti dei paletti né fare una scaletta. E’ fondamentale essere totalmente svincolati da qualunque pregiudizio, da qualunque obiettivo e raccontare le cose per come si percepiscono. Io racconto tutto in modo libero, senza un piano organizzato prima. Però spero sempre, da calabrese, che il mio lavoro sia utile a questa terra”. Nel suo intervento ha anche posto l’accento sulla rinascita della letteratura regionale: “Con tutto l’affetto e la gratitudine per i nostri grandi del passato, però c’era una cesura tra la nostra letteratura e la quella nazionale: noi non riuscivamo ad esprimere più dei grande talenti. Ultimamente invece si contano moltissime buone penne calabresi che sono diventate scrittori nazionali o internazionali”. Gangemi si è soffermato sul proprio modo di vedere la scrittura: “Non posso raccontare una storia a tavolino. L’idea di scrivere nasce come una molla, da uno spunto della quotidianità”. Secondo l’autore di “Un acre odore di aglio” e de “Il Giudice Meschino”, dal quale è stata realizzata la fiction interpretata anche dall’attore Luca Zingaretti, “dopo un ventennio di stagnazione è da un po’ di anni che esiste movimento letterario, notato anche a livello nazionale. Ricordo un po’ di tempo fa un articolo sul Messaggero in cui si apprezzava questo fermento e lo si vedeva come un’arma molto utile per combattere il male endemico che colpisce la Calabria, la ‘ndrangheta”. Tabularasa torna oggi (mercoledì 13 luglio), oggi con un’altra grande serata, dedicata alla musica e alla solidarietà. Alle 21.00 le associazioni Leggende Amaranto Chisti Simu consegneranno l’assegno all’Hospice di Reggio Calabria a seguito della partita di beneficenza Reggina ‘88 – Reggina ‘99 disputatosi allo stadio “Granillo”. A seguire, alle 22.00, il concerto di Peppe Voltarelli.