Calopresti e Leporace a Tabularasa 2016: «Calabria terra ideale per fare cinema»

da Labecom —

La Calabria ha tutte le potenzialità per diventare la vera e propria Mecca per le produzioni cinematografiche internazionali se solo avesse più coraggio e maggiore consapevolezza identitaria. Cinema, industria cinematografica, set e numeri reali che vi ruotano intorno, al centro della tredicesima serata del festival Tabularasa | Il mondo che ha visto protagonisti, a Reggio Calabria, dopo lo Show cooking Reggio rosso Goji, due grandi nomi legati, in maniera diversa, all’universo del Cinema; il giornalista Paride Leporace, direttore di molti quotidiani e recentemente nominato direttore della Lucana Film Commission, e il regista di fama mondiale Mimmo Calopresti, in conversazione con Paola Bottero e Alessandro Russo.

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da sinistra Branca, Russo, Calopresti, Leporace, Bottero, Mortelliti

“Il cinema moderno – ha spiegato Leporace – è cambiato. Oggi per produrre film è necessario conoscere territori nuovi, che vengono riprodotti nelle pellicole. Tutto questo si è trasformato in una opportunità per creare il ‘cineturismo’. Prendiamo la Basilicata, che è la regione dove vivo. Nel tempo è stata sede di diverse produzioni famose, come The Passion, girato a Matera. Oggi lì c’è gente che vuole andare solo perché nella Murgia è stato girato un colossal. L’indotto turistico che si è creato e sul quale si sta puntando è enorme perché quando il cinema funziona, non c’è pubblicità che tenga”.

Leporace ha anche, numeri alla mano, sottolineato come “la Calabria è una regione perfetta per ospitare set cinematografici. Ha la montagna, ha il mare, ha le fabbriche abbandonate, ha un numero di ore di luce quantitativamente interessante e poi, da quando non è più possibile andare sulle coste Nord Africane per girare film, a causa del terrorismo, l’interesse dell’industria cinematografica verso mete che possano sostituire quelle location è cresciuto. Ora bisogna cercare di rendersi appetibile. Ma come si fa?”.

Si parte dalla Film Commission “che – ha sostenuto il giornalista – con la nomina di Giuseppe Citrigno, calabrese di origine e vincitore dell’Oscar per la direzione della fotografia con Avatar, come nuovo direttore, sembra aver imboccato la giusta via. In fondo i numeri parlano da soli: la Basilicata con l’ultimo film su Ben Hur girato in regione, ha incassato mezzo punto percentuale del Pil annuale. Ben quattro milioni di euro. Quindi forse investire in questa direzione conviene per lo sviluppo”.

Sviluppo che necessariamente passa attraverso degli investimenti. “Chi critica i contributi al cinema – ha rimarcato Calopresti – in realtà non ha idea di quanta occupazione, quanto lavoro ci sia dietro. Sovvenzionare il cinema significa creare lavoro per centinaia di persone e in Calabria ce n’è bisogno. Si pensi a quale ricaduta sul territorio potrebbe avere mostrare al mondo intero le nostre coste in un bel film”.

Ma la gran parte del problema restano i calabresi e la loro mentalità. “I calabresi – ha concluso il regista – hanno l’abitudine di pensare alla loro terra come un problema e non come una risorsa. E poi basta con il fatto che dobbiamo sempre ricominciare da capo. Se la film commission avesse funzionato da subito dove saremmo oggi? La nostra visione deve cambiare. La Calabria va vista come una regione che sta nel mondo altrimenti resteremo sempre la regione di passaggio per andare in Sicilia. Basta solo avere coraggio di investire su noi stessi”.

L’incontro è stato anche occasione per parlare dell’ultimo lavoro di Calopresti: “La fabbrica fantasma” un docufilm sui temi della contraffazione e della criminalità organizzata che in 50 minuti mostra luoghi e personaggi diversi, legati dal traffico di merci e dalla contraffazione.

Il mondo di Tabularasa 2016 tornerà martedì 19 luglio, ore 21.30, sempre Arena dello Stretto, con “La corruzione e la memoria sull’asse Milano-Reggio”. A discuterne con Giusva Branca e Raffaele Mortelliti, il giornalista reggino Antonino Monteleone, e l’avvocato, politico e saggista, Umberto Ambrosoli.