Il Miramare di Reggio per la promozione e la valorizzazione del territorio. Con le serrande abbassate

di Ponzio Pilato —

Quasi un mese fa il Comune di Reggio Calabria, con Delibera n. 127 del 29 giugno 2016, ha rimesso a disposizione della città e delle associazioni “il Grande Albergo Miramare, sito nel centro storico della Città, via  Fata Morgana, n.1”. Ma ad oggi la struttura continua a mostrare le serrande abbassate sul Lungomare.

miramare“Nelle more dell’assegnazione del Grande Albergo Miramare quale struttura ricettiva”, si legge nella delibera di Giunta (cui erano assenti 3 “assessore”: Neto, Nardi, Marcianò) “ha stabilito che continui a essere destinata, limitatamente al piano terra, a iniziative volte alla promozione e alla valorizzazione del territorio, per eventi e manifestazioni culturali e sociali, con esclusione di ogni attività commerciale. La gestione della struttura e la programmazione delle attività saranno svolte direttamente dagli Uffici comunali. Ogni singola richiesta finalizzata a tale uso, da parte di Enti Pubblici e Privati, Associazioni e altri Organismi” prosegue la delibera “non potrà superare giorni sette nell’arco di un mese. Ulteriore richiesta, entro lo stesso periodo, può essere accolta, nel caso in cui non ci siano programmati altri eventi”.

Seguono pdf della delibera e documento in Word per la richiesta. Un tariffario modulato per stanze e durata dell’utilizzo: avere il salone degli Specchi costa 400 euro per l’intera giornata (dalle 8 alle 24), 200 per il mattino (8-14) e 300 per il pomeriggio (16-24); la “sala A lato mare” (quella a lato del salone degli Specchi?) 200 per l’intera giornata, 100 per il mattino e 150 per il pomeriggio; la “sala B lato monte” (quella davanti al salone degli specchi) 150 euro per l’intera giornata, 75 per il mattino e 100 per il pomeriggio. Infine la “saletta degustazione” (presumibilmente quella adibita, nella passata esperienza di Officine Miramare, a buvette) può essere richiesta in abbinamento con altre, per un massimo di 3 ore, a 50 euro, o in modo esclusivo, per un massimo di 5 ore, a 100 euro.
Pur mancando indicazioni, sia nella domanda sia nel testo della delibera, su costi di luce, pulizie, nonché sulla tipologia di arredi (sedie, tavoli etc) messi a disposizione di chi vorrà presentare domanda, si presume che i locali, ai prezzi indicati, siano full optional, almeno comparandoli con i prezzi fissati da tempo per l’affitto di sale negli altri palazzi istituzionali.

Esiste anche un limite di utilizzo: un massimo di sette giorni al mese (ma non viene detto se, come accade in tutte le offerte commerciali “a pacchetto”, esistono sconti o agevolazioni). Ai sette giorni è stata aggiunta una postilla: “ulteriore richiesta, entro lo stesso periodo, può essere accolta, nel caso in cui non ci siano programmati altri eventi”. Ma quali sono i tempi massimi entro cui inoltrare la domanda? Ovvero: si può inoltrare una domanda oggi su domani? Chi regola il calendario dell’affitto dei locali? E soprattutto: perché ad oggi il Miramare continua ad essere chiuso, il che renderebbe ovvia la mancanza di domande di utilizzo? Verrebbe da rispondere con una delle fortunate battute di Albanese/Cetto Laqualunque: “non sono prezzi per un paese civile”: 400 euro sono pur sempre 400 euro, che diventano tanti se viene esclusa la possibilità di fare qualsiasi tipo di attività commerciale. Ancor più d’estate, dove è facile trovare luoghi alternativi per l’associazionismo che muove la città. E verrebbero anche altre domande. Sempre in attesa di rivedere alzate le saracinesche del Miramare.

La delibera 127/2016 della Giunta di Reggio Calabria

La domanda per l’utilizzo dei locali del Miramare