Tabularasa 2016, Badaloni, Provvisionato e Sassano parlano di dittature e memoria storica nell’ultima serata all’Arena dello Stretto

da Labecom —

Regimi, libertà di stampa e bambini rubati. Tre volti delle dittature del passato e di quelle attuali, “snobbate” da una stampa troppo provinciale. Su questa disamina si è concluso, all’Arena dello Stretto, il ciclo di appuntamenti di Tabularasa 2016. Ospiti dell’ultimo talk in programma i giornalisti Piero Badaloni, Sandro Provvisionato e Francesca Sassano, intervistati da Giusva Branca, Raffaele Mortelliti, Paola Bottero e Alessandro Russo.

Il confronto è stato preceduto da una suggestiva Milonga al tramonto, con selezioni di Javier Giraldi. L’analisi sulla dittatura spagnola di Franco (1939-1975), quella della Giunta militare argentina (1976-1983) e quella cilena (1973-1990), ha condotto gli ospiti a discutere sulle assonanze con forme di regime attuali, da ultimo quello turco.

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da sinistra Mortelliti, Provvisionato, Russo, Sassano, Badaloni, Bottero e Branca

A fare da apripista sul tema è stato il libro di Piero Badaloni dal titolo, “In nome di Dio e della patria. I bambini rubati dal regime franchista”. L’autore ha raccontato del “furto” di circa trecentomila bambini ad opera dei franchisti spagnoli. “Durante la dittatura, e dietro suggerimento dello psichiatra Vallejo Najera, i bambini – racconta Badaloni – venivano sottratti alle madri per evitare che prendessero da loro il virus del marxismo e affidati a coppie compiacenti al regime. Il tutto avveniva con una stretta complicità dei rappresentanti ecclesiastici, giustificando tale furto come una necessità di salvare i bambini dalla povertà; mentre le madri una volta partorito venivano fucilate. Alla fine del regime i franchisti hanno imposto una legge di amnistia, una sorta di patto dell’oblio di quarant’anni di dittatura e solo nel 2007 il governo Zapatero ha cercato tramite una legge di recuperare la memoria storica. Su quello che è accaduto, e su quanto sta accadendo in altre parti del mondo, la stampa dovrebbe fare un po’ di autocritica. Del resto siamo un paese con una stampa maledettamente provinciale che dedica troppo spazio alla cronaca nera, togliendolo alla politica internazionale e alle denunce. La memoria storica va salvaguardata soprattutto per le nuove generazioni”. Volgendo lo sguardo oltreoceano Francesca Sassano, avvocato e giornalista, ha illustrato il contenuto del suo libro dal titolo “Lei stava lì”, da cui è nato un progetto sul tema dei desaparecidos argentini. “Oltre trentamila, tra donne e uomini, sono stati atrocemente torturati ed eliminati tra il 1976 e il 1983. Oggi le tracce sono in quelle Madri di Plaza de Mayo, l’associazione costituita dalle madri di quegli scomparsi, che ancora oggi invocano giustizia. Cinquecento bambini sono stati portati via e 380 sono ancora dispersi. Quando veniva trovato un bambino – prosegue Sassano -, spesso non voleva conoscere il passato, riconoscendo la famiglia che lo ha cresciuto. Questa rappresenta un’identità sottratta da chi non aveva il diritto”.

Dalle dittature del passato a quelle dei giorni nostri, raccontate dal giornalista Sandro Provvisionato. “Di solito qualsiasi regime tende ad occultare quello che realmente succede. Basta guardare alla Turchia, un governo eletto “democraticamente” ma che è riuscito a incarcerare 9.800 persone negli ultimi tre giorni per un golpe mai avvenuto. Un regime su cui l’Europa è molto cauta perché la Turchia conta un Pil del nove per cento. Eppure – continua Provvisionato – è una realtà che dovrebbe essere messa al microscopio dell’opinione pubblica, perché quello che sappiamo viene filtrato dalla stampa di regime. Tutto questo succede nell’indifferenza assoluta del mondo occidentale e dei mass media”.

La chiusura della serata è stata arricchita dal concerto dei “Sertango”, tra composizioni originali e rivisitazioni di brani tradizionali tangheri.