Alchemia, D’Agostino si autosospende. Michelangelo Tripodi: è una beffa

“L’autosospensione di D’Agostino è una vera e propria beffa. Costui, con l’avallo e la connivenza di Oliverio e del PD, pensa di poter prendere per i fondelli i calabresi, utilizzando, peraltro, argomenti pretestuosi ed offensivi nei confronti della Procura della Repubblica di Reggio Calabria che ha chiesto il suo arresto per reati gravissimi di ndrangheta. Il Segretario regionale del PD Magorno parla di legalità e dice a parole di sostenere le iniziative avviate dalla Procura reggina, ma intanto, insieme ad Oliverio, mantiene al suo posto un personaggio indagato per reati di mafia. La Calabria e  i calabresi non possono più tollerare questa vergognosa pantomima. Difendere la legalità significa innanzitutto restituire decoro e dignità alla massima assemblea elettiva della Calabria. Come Comunisti ribadiamo quello che da soli abbiamo detto fin dall’inizio di questa triste vicenda: D’AGOSTINO DIMETTITI!”.

Arriva in tarda serata questo commento di Michelangelo Tripodi, Segreteria Nazionale  Partito Comunista Italiano, che fa seguito alla nota diramata in tarda mattinata dal Consiglio regionale della Calabria per conto di Francesco D’Agostino.

Francesco D'Agostino
Francesco D’Agostino

“Quest’oggi, ho comunicato al Presidente della Regione, On.le Mario Oliverio, nonché al Presidente del Consiglio regionale della Calabria, On.le Nicola Irto, la mia decisione di autosospendermi dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio nel quale siedo come Vice Presidente dell’Assemblea”.

A darne notizia è lo stesso D’Agostino che spiega: “Ciò al fine di evitare ogni possibile strumentalizzazione delle vicende in atto. Infatti, è noto che il G.I.P. Dott.ssa Bennato, nel contesto dell’operazione ‘Alchemia’ ha pienamente rigettato ogni addebito a mio carico, quale veniva ipotizzato dalla Procura della Repubblica. E ancora, mi pare necessario sottolineare che, sulle medesime questioni, ora nuovamente avanzate dagli inquirenti nei miei confronti, analoga iniziativa investigativa condotta negli anni scorsi si è conclusa riconoscendo la piena liceità del mio operato. A questo proposito, voglio ancora una volta ribadire la mia piena fiducia nell’azione della Magistratura. Nei prossimi giorni sarà ulteriormente chiarito nella Giunta per le Elezioni quello che, a ben vedere, è già risultato evidente al Prefetto di Catanzaro circa una mia presunta incandidabilità. Emerge con solare evidenza dagli atti la mia piena candidabilità, come peraltro attesta il mio certificato di Casellario Giudiziale da cui non risulta ‘nulla’ a mio carico. Le ragioni della mia autosospensione derivano, dunque solo dal fatto che non voglio consentire a chicchessia di utilizzare questa vicenda per attacchi politici strumentali e faziosi a danno dell’Istituzione regionale”.