Il buen retiro del Pd a Camigliatello Silano (Cs)

Una quasi diretta sulla pagina Facebook per poter seguire gli interventi dell’assemblea regionale del Partito Democratico: questo annunciava Magorno giovedì scorso. Alle 11 di stamattina la sintesi di ciò che è successo ieri, in attesa di capire (e leggere) quello che succederà oggi: “Conclusa la prima giornata con un ampio e partecipato dibattito politico, protrattosi fino a tarda serata, la due giorni di confronto organizzata per rilanciare l’azione del Pd in Calabria, a Camigliatello Silano, continua oggi con la relazione del deputato Demetrio Battaglia, coordinatore regionale della campagna per il Sì al referendum costituzionale. Battaglia è stato indicato dal segretario regionale Ernesto Magorno, per seguire l’importante impegno del Partito nell’appuntamento di ottobre. I lavori saranno conclusi dal segretario regionale Magorno”.

La seconda giornata ha all’ordine del giorno il referendum ‪#‎bastaunsi‬. Il Pd si adegua ai nuovi social, ed aggiunge hastag ai post di Facebook. Qualche foto postata dai cellulari, una quasi totale assenza di “like”, un unico commento, di Salvatore Grillone: “Attendiamo le dimissioni di Magorno”. La diretta abbia inizio.

Pd camigliatello BattagliaCon Demetrio Battaglia: quasi integrale il post sul suo intervento appena concluso.
Si tratta di scegliere tra un sistema costituzionale, quello attuale, che non funziona e un nuovo sistema che risponde alle esigenze della società moderna”. Lo ha affermato il deputato del Pd Demetrio Battaglia, coordinatore regionale per la campagna referendaria, intervenendo all’assemblea del partito a Camigliatello Silano. ”Della riforma – ha aggiunto Battaglia – possiamo discutere da più punti di vista: politico, culturale, giuridico, legislativo. Se ci avventuriamo in una discussione di carattere giuridico avremo 3000 pareri contro e 4000 a favore, ma il punto è molto semplice: se il referendum non passerà avremo ancora un sistema bicamerale perfetto con due Camere che hanno le stesse funzioni e gli stessi compiti con conseguenti lentezze e distorsioni. Questo sistema esiste da 70 anni ma è un sistema che adesso va rimodulato alla luce dell’evoluzione della società. Ed è un sistema nato così perché la Costituzione è nata in un contesto storico particolare, dopo la guerra e nel pieno di un conflitto ideologico tra schieramenti che non si fidavano l’uno dell’altro e quindi si immaginò di trovare un equilibrio, con un Senato immaginato come Camera di “raffreddamento”, di mediazione. Se riteniamo che ancora oggi ci sono queste condizioni e c’è la necessità di pesi e contrappesi che bloccano e mediano, allora dovremmo votare no, ma quel sistema ha portato benefici ma soprattutto ha determinato disfunzioni e lungaggini, oggi – per quanto mi riguarda – non più accettabili. Non capisco poi l’accusa, mossa al fronte del sì, dell’espropriazione della volontà popolare e del Parlamento e dell’aumento a dismisura del potere del presidente del Consiglio dei ministri: oggi in Italia il presidente del Consiglio è l’unico potere in Italia a non avere possibilità di revocare un suo ministro se termina il rapporto di fiducia, come invece possono fare un sindaco e un presidente della Regione con un assessore. Si tratta – ha aggiunto Battaglia – di scegliere tra un sistema costituzionale, quello attuale, che non funziona e un nuovo sistema che risponde alle esigenze della società moderna: se passa questa riforma costituzionale nei prossimi anni possiamo immaginare anche la definitiva scomparsa del Senato. Il punto è che la riforma consegna agli italiani un potere che prima non avevano grazie anche allo strumento del referendum propositivo”. Il deputato e coordinatore della campagna referendaria ha poi osservato: “Ci sono molti che sostengono di votare sì alla riforma se sarà modificata la legge elettorale, si può anche discutere su questo ma se si vuole modificare la legge elettorale basta trovare una maggioranza che a esempio elimini i capilista, se invece c’è un retropensiero allora andiamo a discutere a esempio della possibilità di avere ancora 17 partiti in una coalizione, com’è avvenuto nel recente passato caratterizzato dall’ingovernabilità”. In conclusione – ha detto Battaglia – “il Pd deve una grande capacità di mobilitazione non solo formale con iniziative e campagne ma concreta, dimostrando davvero la volontà di attuare questa riforma costituzionale per cambiare il Paese. Infine il sì o no non può passare attraverso un tatticismo interno al Pd perché sarebbe la fine del Pd stesso”.

quel che resta di ieri: i post su Facebook

Pd camigliatello tavoloAndando indietro nei post, molti – presumibilmente davvero in diretta per sottolinearne i punti salienti – sull’intervento iniziale del segretario regionale Ernesto Magorno. Come queste: “Il governo Renzi ha messo davvero la Calabria al centro dell’azione di Governo, ma noi deputati calabresi dobbiamo fare di più per una regione che purtroppo resta Cenerentola del Paese. Non prendiamo lezione dai 5stelle, e non abbiamo bisogno delle loro inutili manifestazioni come quella di Reggio Calabria. Proprio a Reggio Calabria si terrà la festa dell’Unita’ regionale”. “Siamo contro la ‘ndrangheta, i veleni contro il Pd non sono degni di essere accettati qui. La ndrangheta non è nella parte migliore della nostra regione, le storie dei componenti del nostro partito sono le storie di chi ha combattuto contro la ‘ndrangheta”. “Sosteniamo la battaglia di Di Natale alla Provincia che Occhiuto occupa abusivamente”.“Il Pd deve ripartire dal basso, ascoltando i calabresi. Abbiamo bisogno di meno correnti e più partito, di una discussione di collettivo. C’è bisogno di un confronto continuo e costante e decidere insieme. I Sindaci siano parte del Direttivo dei circoli”. “Bisogna essere aperti e coinvolgere“.
Qualche foto, qualche ripresa integrale. Qualche flash. Il 
dibattito con l’intervento del segretario del Pd di Aprigliano, Alessandro Porco. “Nel suo intervento le tante cose fatte dal governo Renzi e la necessità per il Pd di essere vicino alla gente”.
Pd camigliatello tavolo2Tocca poi al presidente della commissione regionale anti-‘ndrangheta (scritto proprio così) Arturo Bova: “Dobbiamo affrontare la questione morale e l’emergenza ‘ndrangheta con coraggio. Avevo chiesto un incontro dei vertici del partito e dei livelli istituzionali del partito su questo tema specifico, un incontro c’è stato ma poi si è parlato di azzeramenti di Giunta e di nomine: così non va bene. Dobbiamo dedicare una direzione ad hoc, sul tema della lotta alla ‘ndrangheta dobbiamo essere più incisivi”. Una postilla, per essere chiari: Bova in premessa ha affermato di “condividere la relazione del segretario Magorno sul futuro percorso del Pd calabrese”.
Il segretario provinciale del Pd di Cosenza, Luigi Guglielmelli: “Un momento importante, sviluppato proprio come avevamo immaginato. Il nostro è l’unico partito che ha in sé un corpo militante e vuole fare politica. […] se questo è il quadro la Calabria ha bisogno del Pd la Calabria ha bisogno di noi. Dal partito delle correnti ai partiti dei territori, non è più possibile galleggiare”.
Integrale il discorso del governatore Olilverio. Poi il consigliere regionale Enzo Ciconte invita a “crescere tutti insieme”. “In questo momento c’è bisogno dell’aiuto di tutti e io sono pronto a dare una mano, come ho fatto al Crotone. Un grande partito deve essere capace di mettersi in sesto nei momenti di difficoltà, senza unità non ci può essere un dopo Magorno, un dopo Oliverio, un dopo Renzi: tutti insieme dobbiamo ripartire in maniera unitaria”. La parlamentare Stefania Covello, tra un elogio e l’altro all’azione “del governo regionale guidato da Mario Oliverio, soprattutto sulla gestione delle risorse comunitarie 2014-2010”, è stenografata così sul social: “Le assemblee vanno fatte sempre più spesso, perché nessuno deve mai pensare che il Pd non ci sia in Calabria. Abbiamo già messo alle spalle le sconfitte elettorali perché se è vero che abbiamo perso oggi però vediamo che la Calabria è tra le Regioni che hanno prodotto il maggior numero di firme per il referendum. E’ questa la battaglia che adesso dobbiamo portare avanti anche in Calabria”.
Nessun post sul previsto intervento del sottosegretario Marco Minniti. Come da programma diramato alla stampa, è previsto per oggi.

il discorso del governatore Oliverio postato su Facebook

Pd camigliatello Oliverio Magorno“Il Partito si deve impossessare di temi cardine come il problema delle infrastrutture, i contenuti del Patto per il Sud – dice il governatore Mario Oliverio -, strumenti importanti che per essere incisivi non possono non dispiegare un’azione sul complesso del territori. Ho molto apprezzato il coraggio della relazione di Magorno, il nostro è l’unico partito che regge perché abbiamo radici e tradizioni, ma dobbiamo riflettere sulla funzione del partito: è necessario un assetto istituzionale. Sarebbe sbagliato mantenere una chiusura rispetto a quello di cui si discute, bisogna evitare il gioco strumentale sulle sconfitte: c’è un limite nazionale ma anche un problema di carattere locale sulla sconfitta. Scaricare ci porta a non entrare nel merito, c’è il vizio di utilizzare le situazioni per ragioni, seppur comprensibili, di legittime ambizioni. Noi abbiamo ereditato una situazione disastrosa, facciamo un lavoro difficile purtroppo c’è una prevalenza di letture negative. Ma abbiamo costruito un rapporto con Governo, che ci ha portato risorse importanti per la nostra regione, abbiamo anche recuperato un buon rapporto con l’Europa e il commissario europeo. La prima volta, quando ci siamo seduti, al tavolo: ridevano. Quando ci siamo presentati con uno sforzo concreto hanno cambiato opinione, oggi abbiamo programmi che stanno per partire”. Ci sono tutta una serie di progetti e risorse che “devono essere utilizzati con assoluto rigori, criteri determinati per evitare le tentazioni clientelari. Stiamo lavorando anche sulle grandi incompiute, pensiamo alla Diga del Menta da cinque anni sono fermi i lavori. Ieri, sulla Trasversale delle Sere, si sono sbloccati altri lotti che erano finiti. Per le Grandi opere abbiamo fatto una task force abbiamo definito un importante accordo di programma per Gioia Tauro e il Governo si è impegnato ad accelerare le procedure della Zes”. Si lavora anche sui grandi servizi: “Abbiamo definito il Piano dei rifiuti, in giro per la Calabria non se ne vedono. E contemporaneamente lavoriamo per costruire il sistema. Si mette nell’alveo della legalità un settore come quello dei Trasporti dove ogni anno si spendono centinaia di migliaia di euro. E non dimentichiamo la riorganizzazione della macchina regionale: il prima fattore di ostacolo per lo sviluppo è la struttura burocratica. Quanti e quali impacci abbiamo dovuto superare, ci abbiamo messo cinque mesi, e dopo è nato anche un contenzioso ma siamo sicuri di aver impostato in maniera tale le cose da tenere al riparo la Regione. Da lunedì la nuova riorganizzazione sarà operativa, abbiamo ruotato il 50 per cento dei dirigenti. Assieme a questo dobbiamo approvare una legge per semplificare il rapporto tra Regione e il territorio. Nella vecchia struttura si sono sedimentati un coacervo di interessi e di atteggiamenti culturali. Questa discussione che abbiamo avviato può produrre un cambiamento importante. E la sanità non si può ridurre ad una rissa. Le leve decisionali sono nelle mani del commissario, se ci fosse stata una cooperazione con il governo regionale ci sarebbe stata una interlocuzione, ma se ogni volta il “piatto” è pronto, mi dovete dire quale è lo spazio. Anche la proposta del Pd, partito di governo affidata alla Consulta per la sanità, non ha trovato ascolto ed è finita nel cestino. Tutti gli sforzi che si possono fare, se questa frontiera di un servizio vitale per la comunità non ha una risposta adeguata non c’è salvezza per nessuno”. “La discussione avviata è importante, anche le questioni interne al partito ci sono luoghi e occasioni, dopo il referendum si apre la stagione del congresso. In vista di questo appuntamento meglio non continuare a dilaniarsi in discussioni interni, si perde solo il rapporto con la realtà”.
“Dobbiamo sostenere pienamente la magistratura – conclude Oliverio -, ma oggi da qui dobbiamo lanciare una proposta: dobbiamo recuperare un codice etico a cui chiedere a tutti di conformarsi e che il Partito sia supervisore, se recuperiamo la necessaria fiducia possiamo recuperare il rapporto con la gente, altrimenti le derive populiste saranno travolgenti. Essere rigorosi nella legalità è in primo luogo una questione politica, non significa essere moralisti”.

il comunicato di lancio del rilancio

Due giorni di confronto per rilanciare l’azione del Pd in Calabria. Inizierà domani pomeriggio, con la relazione del segretario Ernesto Magorno, per concludersi sabato l’assemblea regionale del Pd convocata per discutere della riorganizzazione del partito nella regione.
L’appuntamento è a Camigliatello Silano, al complesso turistico “La Fattoria” in località Labonia. All’assemblea regionale del Pd parteciperanno i segretari di circolo e i sindaci iscritti al partito.

«Costruiamo un grande evento democratico in cui –  hanno scritto nella lettera di convocazione dell’assemblea il segretario regionale del partito Ernesto Magorno, il presidente dell’assemblea regionale Peppino Vallone e il responsabile dell’organizzazione Giovanni Puccio – discuteremo di come rilanciare l’azione del Partito in Calabria attraverso un confronto largo ed aperto sul progetto di riforma del partito e sul tema della rappresentanza politica, sulle nuove forme di partecipazione alla vita interna del partito, sulle grandi sfide che attraversano l’Europa e l’Italia e  sui grandi temi che interessano la Calabria e che costituiscono  la nostra sfida di governo. Arriviamo a questo appuntamento dopo una riflessione in direzione regionale e nelle cinque federazioni provinciali, dopo un confronto con il gruppo del Partito democratico al Consiglio regionale della Calabria e i forum tematici già costituiti in seno all’Unione regionale.  Sono già numerosi i contributi ricevuti e siamo certi – concludono Magorno, Vallone e Puccio – che a Camigliatello Silano ci sarà un arricchimento dell’elaborazione programmatica del nostro partito e della direzione politica che metteremo in campo nel prossimo futuro». Molto ricco il programma della due giorni dio assemblea. Si parte domani, venerdì 29 luglio, alle 15 con la relazione del segretario regionale del Pd Ernesto Magorno, a seguire la relazione del parlamentare Demetrio Battaglia sul referendum costituzionale e il dibattito dell’assemblea plenaria: dalle ore 19 sono previste l’assemblea dei segretari di circolo e dei segretari di federazione sulla riorganizzazione del partito e la riunione della Consulta dei sindaci del Pd con la partecipazione dei consiglieri regionali e dei parlamentari democrat. I lavori dell’assemblea riprenderanno la mattina di sabato 30 luglio con la prosecuzione del dibattito e quindi con gli interventi del presidente della Regione Calabria Mario Oliverio e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Marco Minniti: le conclusioni sono affidate al segretario regionale del Pd Ernesto Magorno. Dal pomeriggio di venerdì sulla pagina facebook del Pd Calabria sarà possibile seguire i vari interventi dell’assemblea regionale del partito.

Programma dell’assemblea regionale del Partito democratico
(Complesso turistico “La Fattoria” – Camigliatello Silano)

Venerdì 29 luglio:

ore 14:00 accreditamento delegati
ore 15:00 Relazione Segretario Regionale On. Ernesto Magorno
ore 15,30  Relazione sul Referendum  Costituzionale On. Demetrio Battaglia
ore 16,00-19,00: Dibattito Assemblea plenaria
ore 19,00: Assemblea dei Segretari di Circolo e dei Segretari di Federazione sulla riorganizzazione del Partito
0re 19,00: Riunione Consulta dei Sindaci del PD con la partecipazione dei Consiglieri regionali e dei Parlamentari

Sabato 30 luglio:

ore 9;30: Ripresa Dibattito Assemblea plenaria
ore 13:00 Intervento Presidente Regione Calabria On. Mario Oliverio
ore 13,30 Intervento Sottosegretario On. Marco Minniti
ore 14:00 Conclusioni del Segretario Regionale On. Ernesto Magorno