Antonio Caridi, dopo l’ok del Senato all’arresto, si consegna a Rebibbia

“Un’accusa sconvolgente e ingiusta”. Così il senatore Gal Antonio Caridi si difende dall’accusa della Procura di Reggio Calabria di essere parte integrante della ‘ndrangheta. È passato da poco mezzogiorno, a palazzo Madama. I lavori si sono aperti con un’inversione dell’ordine del giorno, su decisione del Presidente Grasso: in aula molti senatori hanno chiesto un po’ di tempo per leggere le carte, ma l’iter non si ferma. E arriva il tempo della difesa di Caridi.
Caridi aula“Queste accuse hanno profondamente sconquassato la mia vita e quella dei miei cari. Sono innocente e non ho mai svenduto il mio ruolo di parlamentare.Mai ho avuto rapporti né ho stretto patti con il crimine organizzato, mai ho fatto parte di logge segrete, non ho mai svenduto il mio ruolo. Non c’è un fatto che dimostri l’infamante accusa che mi viene rivolta. Sarei nel cuore dell’organizzazione mafiosa, ma il Gip ha escluso l’aggravante del 416 bis. Com’è possibile tutto questo? Sarei nel cuore dell’organizzazione eppure i voti che non ho avuto, specie in alcune zone dove le cosche sono egemoni, raccontano un’altra storia. Chi ha parlato di membri ‘riservati’ della ‘ndrangheta non ha mai fatto il mio nome e nemmeno uno dei cosiddetti pentiti ha fatto riferimento alla mia persona. Mi difenderò con tutte le mie forze nel processo da accuse per sentito dire”. Abbracci e saluti, il senatore lascia l’aula.

E l’aula prosegue nei suoi lavori. Arriva prima delle 16, la decisione del Senato: Caridi può essere arrestato.154 voti favorevoli, 110 contrari, 12 gli astenuti. La votazione è avvenuta con voto segreto, come richiesto dai senatori di Gal, nonostante il Pd avesse proposto il voto palese.

“Ovviamente ci consegneremo noi”, ha detto l’avvocato Valerio Spigarelli, legale del senatore. Subito dopo la chiusura della seduta l’avvocato Spigarelli ha accompagnato il senatore a costituirsi in carcere: quello di Rebibbia a Roma. “Il momento è delicato”, si è limitato a dire il penalista.
L’aula ha deciso in meno di un giorno: ieri la Giunta per le immunità aveva dato l’ok alla richiesta (12 voti a favore, 7 contrari e un astenuto) trasmessa dai magistrati di Reggio Calabria che accusano il senatore di essere al vertice della cupola segreta della ‘ndrangheta. Pd, M5S e Lega avevano votato ‘sì’, FI, Gal e Idea ‘no’, Andrea Augello (Cor) si era astenuto e Dario Stefano (Misto) e Nino D’Ascola (Ncd) non avevano votato.

I lavori al Senato terminano così: l’aula avrebbe dovuto votare, dopo la richiesta di arresto di Antonio Caridi, gli articoli e gli emendamenti del ddl di riforma dell’editoria, ma è venuto a mancare per due volte il numero legale. Il presidente Pietro Grasso ha rinviato a dopo la pausa estiva la seduta: i lavori riprenderanno il 13 settembre con il ddl Editoria e la riforma del processo penale.