La Calabria che non ci sta all’usa e getta di testimoni come Rocco Mangiardi

rocco mangiardiLa notizia è arrivata nel tardo pomeriggio di venerdì, e sembrava una bufala: come poteva essere credibile che fosse dimezzata la scorta a Rocco Mangiardi, il testimone di giustizia di Lamezia Terme che ha fatto arrestare e condannare i suoi estorsori, esponenti della cosca Giampà?
E invece è stato proprio lui a denunciare il fatto: niente più autista, niente più auto. Dal primo settembre sarà lo stesso testimone di giustizia a dover mettere a disposizione un’auto che dovrà essere guidata dall’unico agente che lo Stato gli consente. Il commerciante lametino ha inviato una lettera al ministero dell’Interno, chiedendosi e chiedendo: “Se sarà l’agente a guidare, che tutela sarà?”. E poi “con le condizioni economiche in cui ci troviamo, sarebbe anche impossibile comprare un’auto efficiente e assicurarla. Questo è un modo di usare e gettare i testimoni di giustizia da parte dello Stato”. Le croci disegnate due anni lungo la strada che conduce alla sua abitazione e sotto casa sua sono un segnale ancora troppo fresco.

Da venerdì la bacheca di Facebook di Rocco Mangiardi è un susseguirsi di indignazione e di richieste di on mollare. Sono in tanti, tantissimi, i calabresi che non ci stanno all’uso delle persone, soprattutto quando appartengono alla buona Calabria. Ecco alcune testimonianze, cui si uniscono i comunicati stampa arrivati in redazione.

Ferdinando Bruno Schipano

Prima il conto te lo chiede la ndrangheta, poi interviene lo Stato ……………. e ti chiede la propria parte!!

Rocco, amico mio, ti sono vicino!

Giancarlo Costabile

110 senatori della Repubblica hanno votato contro l’arresto di Caridi, ritenuto dalla Procura di Reggio Calabria parte decisiva della cupola ‘ndranghetista reggina. A Rocco Mangiardi, coraggioso imprenditore lametino che ha denunciato il racket, viene ridotta la scorta. Questo è il paese che chiamiamo Italia. Pedagogia della R-Esistenza Università della Calabria ed il Coordinamento delle R-Esistenze Meridionali presieduto da Ciro Corona esprimono profonda vicinanza a Mangiardi e si dichiarano disponibili ad ogni iniziativa tesa a ripristinare integralmente il sevizio di sicurezza al Testimone di Giustizia. Un abbraccio fortissimo Rocco caro, figlio del Sud che ha scelto la libertà.

Orfeo Notaristefano

Rocco Mangiardi di Lamezia Terme deve avere la scorta. Non conosco nel dettaglio gli ultimi fatti, ma, conoscendo un po’ come vanno le cose, voglio pensare che la decisione di togliere la scorta a Rocco sia stata un’idea bislacca di qualche burocrate. Rocco ci deve tenere informati sulla questione. Per poter agire. Per poter bombardare di mail, di telefonate, di altre iniziative il Ministro dell’Interno Angelino Alfano, che, secondo me, non ne sa nulla. E allora bisogna farglielo sapere. Penso che sia responsabilita’ della burocrazia e della Prefettura competente per territorio. Ma Angelino Alfano lo deve sapere. Dato che ha scritto un libro dal titolo “La mafia uccide solo d’estate”, e dato che siamo in piena estate, il Ministro Angelino Alfano deve sapere…….

Carmela Girasole

Caro Rocco, come sempre prendi tutto con ironia. Ieri sera al tuo post in cui scrivevi che il ministero ti aveva chiesto di comprargli una vettura, non conoscendo ancora quanto successo, ho risposto con ironia anche io. Oggi è diverso, oggi l’ironia è stata sopraffatta dalla rabbia. Dalla rabbia per non poter credere più nelle istituzioni, nello Stato, nella giustizia. Già in altre occasioni ho espresso questo mio stato, e purtroppo ancora una volta mi vedo costretta ad aver ragione e quanta non vorrei averne. Tu, Bruno Palermo, mia sorella Carolina Girasole, i gruppi di Libera, Mario Congiusta, Tiberio Bentivoglio e tanti altri continuate a crederci e a fare le vostre lotte, io impotente assisto alle disfatte che quotidianamente ingoiate e ingoiamo. Voi avete un senso: lottate, costruite e qualcun altro puntualmente distrugge, e quel che fa più male e’ che non distrugge solamente l’ignoranza della mentalità mafiosa, ma proprio coloro che dovrebbero combatterla e difendere chi la combatte. Ho smesso di credere nella giustizia il 3 dicembre del 2013 e da allora mi hai sempre incoraggiato ad avere fede nella giustizia, mi hai sempre trasmesso la tua forza, il coraggio della tua scelta, mi hai trasmesso la speranza nelle istituzioni. Oggi mi sento delusa, amareggiata, scoraggiata, la speranza sta nuovamente svanendo. Vorrei darti il coraggio che tu hai dato a me nei momenti più difficili, purtroppo non riesco, ma sono sicura della tua forza e so che nessuna disposizione e decisione ministeriale ti farà tornare indietro, anzi ti darà ancora più carica per portare avanti la tua scelta di vita. Sarebbe semplice dirti: “sono con te”, “ti sono vicina”, ma solo tu sai quello che stai vivendo, sai che non sei solo, spero tu sia convinto di questo, perché ciò che sarebbe più tragico sarebbe il sentirsi soli nonostante tutte le manifestazioni di solidarietà, perché purtroppo in questo momento, proprio chi dovrebbe proteggerti ti sta lasciando solo. Scusa la crudezza delle mie parole, scusa se non riesco a darti coraggio, quello lo devi trovare in te stesso e su questo non ho dubbi, ma sappi che quando piangerò per te lo farò solo perché il Dio in cui tanto credi ha voluto che così fosse, non vorrò mai versare una lacrima perché lo ha voluto lo Stato. Un abbraccio.

Bruno Palermo

Caro Ministro dell’Interno ‪#‎AngelinoAlfano‬, un giorno, forse molto presto, qualcuno ci racconterà delle sue scomode amicizie, intanto però sarebbe più dignitoso dimettersi e andare a casa, perché ridurre la scorta a un uomo come Rocco Mangiardi è un attentato alla libertà di chi combatte contro tutte le mafie. Noi lo facciamo ogni giorno e lei? Ah, a proposito, potrebbe togliere un’auto blu a qualche scanza fatiche e metterla a disposizione dell’unico uomo di scorta che darete dall’1 settembre a ‪#‎roccomangiardi‬ al quale avete chiesto di mettere a disposizione una sua automobile. Intanto però lei potrebbe tornare a fare quello di cui si occupava prima di fare il ministro; in vero non sappiamo cosa facesse di preciso. ‪#‎iostoconroccomangiardi‬

Gianni Speranza

Ho appreso della decisione assunta dal Ministero dell’Interno, riguardo alla scorta assegnata al testimone di giustizia Rocco Mangiardi. Condivido fino in fondo le ragioni espresse da Rocco nella lettera inviata al Ministero. E’ una decisione che se confermata annullerebbe qualsiasi forma di protezione e sicurezza. Come cittadino di Lamezia, la considero una scelta ingiusta. Mi auguro che il Ministero dell’Interno riveda tale decisione. Rocco Mangiardi ha diritto ad avere una protezione adeguata. Lo Stato ha il dovere di fare il possibile per proteggere chi, come Rocco, ha combattuto “corpo a corpo” con le cosche.
Come cittadini di Lamezia, gli saremo perennemente grati perché la sua testimonianza ha segnato una rottura, ha infranto l’omertà, ha aperto la strada all’inizio di un cambiamento, facendo il proprio dovere nei confronti di se stesso e della sua comunità.

docenti PSP

I docenti, Partigiani della Scuola Pubblica, solidarizzano con l’imprenditore lametino che ha denunciato il racket, Rocco Mangiardi, il “testimone di giustizia” a cui è stata recentemente ridimensionata la scorta. Ricordiamo che il coraggioso Mangiardi, si era dichiarato parte civile nei processi contro le cosche che si sono celebrati a Lamezia e a Catanzaro e ha contribuito, con le sue parole, a numerosi arresti nei confronti dei clan che per anni hanno vessato gli abitanti del territorio di Lamezia. Mentre 110 senatori della Repubblica hanno appena votato contro l’arresto di Caridi, ritenuto dalla Procura di Reggio Calabria parte decisiva della cupola ‘ndranghetista reggina, a Rocco Mangiardi, viene ingloriosamente ridotta la scorta ad un solo autista! Che Paese sarà mai quello in cui il Governo toglie i meccanismi di legalità, trasparenza, imparzialità, garantiti dalle graduatorie dei docenti, per introdurre, incomprensibilmente, attraverso la Riforma della Scuola, processi ad alto rischio corruttivo nelle scuole, (così definiti dal Presidente dell’Autorità Anac, Raffaele Cantone), innescati dalla chiamata diretta dei Dirigenti all’incarico dei docenti, selezionati per curriculum?
I Partigiani della scuola Pubblica, da sempre attenti osservatori, custodi della legalità, avamposti contro gli abusi e la corruzione, chiedono che il Ministero degli Interni riveda questa scellerata decisione e ripristini la scorta a chi ha servito lo Stato con abnegazione e coraggio.

Rosario Piccioni – consigliere comunale di Lamezia

La decisione di ridimensionare la scorta a Rocco Mangiardi è incomprensibile. Non possiamo far finta che tutto rimanga come prima. Si determinano condizioni concrete per cui Rocco non potrà più essere difeso come è stato fino ad oggi, visto che l’agente della scorta sarà impegnato a guidare la macchina che addirittura lo stesso Rocco dovrà mettere a disposizione. È una scelta ingiusta e contraddittoria. Rocco rappresenta per la nostra comunità lametina e per la Calabria la testimonianza concreta che combattere la ‘ndrangheta, più che di proclami e parate, ha bisogno di uomini e donne capaci di puntare il dito verso i loro estorsori, di spezzare la schiavitù e del racket e della violenza mafiosa facendo il proprio dovere verso se stessi e la propria comunità. Così ha fatto Rocco Mangiardi, dando con il suo esempio a tanti imprenditori e cittadini onesti la forza di ribellarsi alle cosche e di impegnarsi per la legalità e la giustizia. Dopo la testimonianza di Rocco e la forte spinta civile e morale da lui suscitata nella nostra città, Lamezia ha iniziato la strada di un cambiamento radicale. Di tutto questo gli siamo grati. È una evidente contraddizione il fatto che uno Stato, anziché proteggere chi ha messo a rischio la propria vita per far prevalere la legalità e la giustizia contro le forze dell’antistato, riveda al ribasso il sistema di protezione. Nessun cavillo normativo può consentire che simboli come Rocco Mangiardi non siano difesi come richiederebbero. Mi auguro che il Ministero dell’Interno riveda la decisione per continuare ad assicurare a Rocco Mangiardi la massima protezione e sicurezza come è stato fino ad oggi.