Armonied’ArteFestival: il (Napoli) trip di Stefano Bollani allo Scolacium di Roccelletta

da Giuseppe Panella —

Un’atmosfera rarefatta, dall’incedere lento e avvolgente. E’ stato così che, quasi a celebrare la magia del Parco Scolacium di Roccelletta di Borgia, che ieri sera si è aperto il concerto di Stefano Bollani, terzo appuntamento di Armonied’Artefestival, diretto da Chiara Giordano e organizzato dalla Fondazione Armonie d’Arte.

BollaniQuel brano, “Nu quarto ‘e luna” è sembrato appropriato a ciò che appariva in cielo tra le mura della Basilica normanna. La luna era lì a sottolineare l’effetto magico creato da quelle note. Poi l’ingresso di Bollani che sedutosi davanti al suo pianoforte ha eseguito alla sua maniera, intima e emozionante, una delle più belle composizioni della musica napoletana. “Reginella”, apre immediatamente il cuore dei numerosi presenti.
Come sua abitudine il pianista “compone e scompone” la musica che suona, talvolta arricchendola di suoni, ma al tempo stesso ridimensionandola e rendendola essenziale. “Reginella” è il più classico degli esempi: un incedere imponente e un’intima inquietudine sono stati gli elementi di una rilettura di grande spessore. Una ennesima prova di quanto sia sempre vivo il genio di Bollani.

All’”irriverenza” musicale ha fatto da contraltare l’ironia che da sempre lo rende personaggio fuori dagli schemi. La sua capacità di confrontarsi con il pubblico, divertendolo con i suoi dialoghi, ha avuto nell’ironica napoletanità di Daniele Sepe, un perfetto complice.
Musica e divertimento. Tutto ciò è stato “Napoli trip”. La volontà di un viaggio nella musica partenopea, assecondata dalle preziose presenze, oltre a Sepe, di musicisti dalle indiscutibili capacità tecniche come Nico Guidi e Manu Katché: quartetto che possiede grande consapevolezza dei propri mezzi e delle proprie capacità, che non ha timore di confronti. Quella ascoltata per tutta la serata non è stata solo musica fine a sé stessa. Se Bollani ancora una volta ha messo in mostra il suo estro e la sua sapienza musicale, i compagni d’avventura sono apparsi come una sua estensione naturale per l’entusiasmo che ci mettono e per l’indubbia bravura di ognuno di loro. L’eccellente padronanza tecnica ha condotto tutti i musicisti ad una ricerca sapiente di atmosfere impalpabili ma anche flussi nervosi di note che si sono propagate nella bellissima cornice del Parco.

Bollani concertoLa forza dirompente di “Vicoli” e “Napoli’s blues”, il divertimento di “Lo choro di Napoli” e de “Il bel Ciccillo”, brano storico di Nino Taranto, sono stati momenti in cui la gente si è sentita rapita e poi divertita. Attimi in cui le dita di Bollani hanno dominato il pianoforte o la tastiera, lasciando ampio spazio agli altri. Tutto all’insegna di guizzi geniali e di improvvisazioni estemporanee, come accaduto durante l’intro di “Lo choro di Napoli”, quando lo stesso Bollani ha intonato “Tre settimane da raccontare” di Fred Bongusto suscitando le risate del pubblico.
“Apparentemente”, suonata dai soli Bollani e Katché, ha avuto uno sviluppo particolarmente interessante in cui all’intimità melodica del Fender Rhodes si è contrapposto un assolo di batteria che ha messo in evidenza le doti del batterista. Notevole l’esecuzione di “Putesse essere allero”. Con il brano di Pino Daniele, Bollani ha offerto una esecuzione sentita e sofferta ricreando e rendendo ancora più intima l’atmosfera già vissuta dal pubblico con l’iniziale “Reginella”. La divertente “Il bel Ciccillo” ha concluso il concerto che ha avuto un seguito con l’inevitabile bis. “Caravan petrol”, di Renato Carosone, l’ironica “Microchip”, cantata da Bollani, e “Maschere” sono state salutate da una standing ovation.

Sabato 13 agosto Armonied’ArteFestival la presenza di due stelle di prima grandezza impreziosiranno il focus rosso. La grande ballerina Svetlana Zacharova, e il violinista Vadim Repin saranno di scena accompagnati dall’Orchestra da Camera del Teatro San Carlo di Napoli, e da Etoile dei più  grandi teatri del mondo che hanno fatto la storia della danza negli ultimi secoli come il Teatro Bolshoi di Mosca, il Teatro Marinski di San Pietroburgo e il Royal Ballet Opera House Covent Garden di Londra.