Gattopardesche le dinamiche della Regione Calabria per il bando sulle iniziative culturali 2016

da Giovanna Senatore —

L’anno scorso era il Roccella Jazz Festival, quest’anno il Tarantella Festival di Caulonia, l’anno prossimo chissà. Passa il tempo, cambiano le Giunte Regionali e, anche se ad insediarsi sono quelle di “alto profilo”, in Calabria certe dinamiche permangono gattopardescamente. E’ delle ultime ore la polemica scatenatasi intorno alla pubblicazione delle graduatorie riguardanti l’avviso pubblico della Regione Calabria sulle iniziative culturali 2016 e non poteva essere altrimenti considerati i criteri di scelta utilizzati.

graduatorie 2016 regCalLa decisione di ampliare la platea degli ammessi ai finanziamenti che in pochi giorni ha magicamente raddoppiato il numero degli aventi diritto, ha fatto inevitabilmente saltare il banco, innescando le reazioni degli esclusi, ma anche di tutti quegli organizzatori, tra questi molti enti pubblici, che si sono visti decurtare i contributi al 50 per cento peraltro con l’imposizione di dover realizzare i progetti così come originariamente presentati. Con le solite pezze giustificative che tempestivamente arrivano con i secondi decreti, il fine ultimo era quello di ampliare l’offerta culturale presente sul territorio,  generando l’inusuale pratica delle distribuzioni lineari che di fatto mortificano la cultura declinandola in maniera quantitativa più che qualitativa. Nulla da eccepire sul valore delle innumerevoli iniziative che aprono il territorio calabrese ai ritorni estivi, ma la cultura non può essere sinonimo di intrattenimento fine a se stesso, dovrebbe viceversa tendere progressivamente ad ampliare una progettualità che diviene sempre più articolata, capace di avere delle reali e durature ricadute sul turismo e la crescita del territorio.
Stravolgere un bando, mentre il gioco è a metà, non lascia ben sperare sui risultati e getta ombre ulteriori su una  Giunta Regionale che può ormai essere definita dei proclami, che annuncia tagli ai contributi a pioggia, ma di fatto li toglie a chi li aveva preventivati, distribuendoli col peggiore dei metodi clientelari, abbassando cioè il tetto minimo del punteggio di ammissione al bando da 71 a 64.50. Anche alle smentite che prontamente arrivano dagli assessorati preposti, a cui ormai siamo tutti impudicamente abituati, nessuno crede più, ma il rammarico maggiore rimane,  perché la questione culturale in Calabria non la discute quasi più nessuno.
Dalle nostri parti l’intellettuale militante latita da tempo, al più è impegnato a ritirare premi improbabili in festival letterari altrettanto improbabili che forse hanno ricevuto uno dei tanti contributi a pioggia.