Non basta l’ “internescional” #fertilityday a migliorare una campagna becera

di Angela Potente —

Gentili signori e signore preparate testicoli ed ovaie. Lo Stato vi richiama al vostro dovere!
Donne, perbacco, vogliamo smetterla di pensare alla carriera? Il tempo stringe, la sabbia nella clessidra cade sempre più precipitosamente verso il basso e nessuna forza divina o naturale può impedirlo.
Tic tac tic tac sta arrivando il coccodrillo che vi sbranerà se non ponete subito rimedio al vostro errore, se non mettete da parte il vostro insano egoismo e date senso alla vostra vuota esistenza nell’unico modo che Dio e la Patria ritiene sano e giusto, insomma figliate diamine!
Leggere attentamente le avvertenze prima di accingersi a farlo però: verranno considerati validi solo i figli obliterati da famiglie tradizionali formate da un soggetto maschio e un soggetto femmina. Vi venisse mai in mente che il diritto/dovere di procreare sia per tutti. Noi siamo uno Stato serio che pensa al suo futuro e al benessere dei suoi cittadini. E pertanto sudditi, ehm no cittadini volevamo dire, volete per caso che la vostra Patria sia sorretta solo da figli di colore scuro? Noi siamo per la razza italica di pura razza italica! A Noi!

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Tradotto in soldoni questo è il messaggio o la serie di messaggi lanciati dalla campagna per la procreazione partorita, e mai come in questo caso ci sta il termine, dal Ministero della Salute.
Forse una delle campagne più becere degli ultimi cinquant’anni. Offensiva, insensibile, stupida.
E non solo per il terrorismo psicologico indotto nelle donne e negli uomini. Non solo perché di fondo è razzista e omofoba.
E nemmeno perché va a ledere uno dei più sacrosanti diritti delle donne: decidere quando, come e perché avere un figlio. Diritto acquisito in anni di battaglie atte a far sì che noi donne non venissimo considerate un contenitore buono solo per mettere al mondo altre creature, ma esseri senzienti capaci di produrre arte, cinema, letteratura, poesia, di andare nello spazio e ritornare.

È una campagna becera perché si fonda su una menzogna. La Costituzione tutela la procreazione recita uno degli slogan. Ah sì? E come precisamente? Con gli asilo nido pubblici inesistenti? Con un sistema sanitario che non tutela affatto le puerpere? (Ho letto di vere e proprie violenze psicologiche ai danni delle partorienti). Con un sistema scolastico che fa acqua da tutte le parti? Queste madri che voi volete come intendete tutelarle? Queste nuove famiglie come intendete aiutarle a mantenere i propri figli?

Cara ministra Lorenzin, quando avevo l’età giusta che lei suggerisce per avere dei bambini io studiavo filosofia. Una mia scelta lei dirà, e anche fortunata considerando che ancora adesso non tutti possono permettersi di studiare e sottolineo ancora adesso anno domini 2016. Ebbene io fortunella studiavo e i figli credevo che sarebbero venuti dopo. Secondo un logico e naturale evolversi della mia vita. Che dopo aver perso decimi di vista sui libri avrei trovato un lavoro, (oltre che ovviamente un marito), un lavoro dignitoso adeguato ai miei studi che mi avesse dato incontrovertibilmente la possibilità di mantenerlo un figlio. O un’intera squadra di calcio di figli casomai avessi voluto. Ma non è stato così.

Lei mi dice nei suoi slogan che il tempo corre, che la bellezza non ha età ma la fertilità sì.
Ha ragione sa? Ha perfettamente ragione. E allora mettiamola così: io ora vorrei fare causa a lei e quelli come lei che governando il paese in cui sono nata e vivo non mi hanno dato modo di dare a questa “fertilità” la possibilità di concretizzarsi. Io vi accuso di non avermi tutelato e dato la possibilità di avere figli. Vi accuso di aver fatto girare la mia clessidra e vi accuso del tempo che ho perso per cercare una sistemazione dignitosa che mi permettesse di avere dei figli. Io la accuso, lei e quanti come lei, del mio tempo che sta scorrendo. Mi avete terrorizzato con la vostra clessidra. Mi avete reso consapevole di qualcosa che avevo sempre lasciato ai margini della mia coscienza.

E allora adesso dovete prendervi la responsabilità di questa consapevolezza. E dovreste anche risarcirmi non intimidirmi.
I figli costano sa? E dato che io personalmente, sempre per i motivi su descritti non ho dati cui potermi affidare, ho chiesto alle mie amiche: sa cara ministra quanti pacchi di pannolini ci vogliono per un neonato? Circa dieci al mese e sa quanto costano? 4 euro faccia un po’ di conti e controlli a fine mese la cifra. E per chi non può allattare ha una vaga idea di quanto costi il latte artificiale? Per non parlare del corredo, del passeggino, del pediatra e di tutto quello che serve perché un bambino cresca sano e forte. E tutelato. Vi piace così tanto questa parola no?
Questa sua raccapricciante campagna è anche socialmente discriminatoria sa? Perché si rivolge per forza di cose ai benestanti. Vada a dirlo alle famiglie senza reddito di procreare. Alle famiglie che non sanno come tirare avanti che la fertilità ha un’età e che bisogna essere creativi e fare figli.

fertilityday-figlioQuel suo manifesto con l’ombra del bambino che accusa di non essere venuto al mondo vada a mostrarlo alle donne che per un motivo o un altro sono rimaste sole e che devono lottare con le unghie e con i denti per dare al loro Unico bambino ciò che serve per farlo crescere.
La sua è anche una campagna ipocrita. Vada a dirlo a quelle coppie che grazie ad una sanità malata sono costrette a viaggi e spese in strutture private per poter avere un bambino di utilizzare la creatività. Faccia un favore a lei e a tutti noi, annulli questa giornata del 22 settembre, o come l’avete chiamata – ovviamente in lingua inglese perché fa più internescional e moderno – questo fertilityday.
Pensi e pensate a cose reali e concrete. Ad aiutare chi i figli già li ha e fa i salti mortali per mantenerli. E se davvero volete pensare a chi sente il tempo scorrere fatelo in maniera efficace ed intelligente. Ma non così. E non dimentichi mai che, come diceva Totò, “i figli … non sono mica fiaschi che si abboffano”!

Ps. E per me resta il punto comunque che se nei prossimi anni le scuole italiane saranno stracolme di bambini di ogni colore e razza non possiamo che considerarla solo una fortuna.